Ci troviamo sul al Yas Marina Circuit (che vedete nella galleria fotografica) per il Test Internazionale della nuova Ducati 1199 Panigale. In pista con i giornalisti anche Troy Bayliss. Queste le impressioni di guida del tre (2+1) volte Campione del Mondo Superbike: “La moto è fantastica, - ci racconta - la prima cosa che balza agli occhi una volta in sella è la posizione di guida più comfortevole e moderna con il manubrio molto più vicino alla sella. La 1199 Panigale è molto più stabile e bella da guidare, il motore è fantastico ma ciò che più di ogni altra cosa si nota sin dai primi metri è la maneggevolezza e la rapidità nei cambi di direzione.”. Il resto ce lo farà vedere il pista… Prime impressioni Live sulla 1199 Panigale:
“La Ducati 1199 Panigale impressiona soprattutto per la maneggevolezza… più di quanto i dieci chili in meno rispetto alla 1198 farebbero pensare. I cerchi ultra leggeri, il peso distribuito in modo molto diverso, l’off set delle piastre forcella e la poizione di guida, contribuiscono a fare della 1199 Panigale, la Superbike più maneggevole oggi in commercio, oltre che la più leggera! Rispetto al precedente 1198 il propulsore è meno pieno e incisivo ai medi e bassi regimi ma più dolce nell’erogazione, però superata quota 7.000 giri spinge in modo impressionante con un allungo sconosciuto al precedente bicilindrico.
La potenza è stata spostata più in alto e si sente, il suono è graffiante come una vera moto da Superbike. Il salto generazionale è impressionante. Modificata anche la posizione di guida, il pilota è seduto 3 cm più avanti, il manubrio è più largo e arretrato di circa 1 cm. La moto sente molto i movimenti del pilota ma è stabile e precisa, reattiva come una moto da corsa. Il sistema di controllo della trazione aiuta molto nell’erogazione ma per andare forte e struttare la maneggevolezza in più e la capacità fulminea di scendere in piega occorre essere piloti esperti.
Siamo a disposizione per rispondere alle vostre domande, curiosità e dubbi sulla nuova Superbike di Borgo Panigale. Lasciateci un commento e nei prossimi giorni vi risponderemo con il consueto “Faccia a faccia“.
Dopo il continua troverete già i primi video live da Abu Dhabi: presentazione di Troy Bayliss, Bayliss ai Box, Bayliss spiega il circuito e primi passaggi sul rettilineo dei box.
Ducati 1199 Panigale Live Press Test Abu Dhabi








Continua a leggere: Ducati 1199 Panigale: Live @ Press Test di Abu Dhabi
I.S.A.M. (Anagni) - In ambito motoristico uno dei confronti storicamente più stuzzicanti e divertenti è senza dubbio quello tra auto e moto, una sfida non facile da valutare in termini assolutisti, ma lo scontro diretto stuzzica da sempre (e non poco) l’interesse e la fantasia di migliaia di appassionati. Oggi, abbiamo voluto riproporre l’ennesimo confronto con due mezzi molto particolari, entrambi si basano su una grande semplicità tecnica votata alla leggerezza e alla capacità di ottenere ottime prestazioni.
Due mezzi allineati anche nella filosofia costruttiva, entrambe infatti propongono motori dalla potenza non eccessiva, ma al contempo offrono prestazioni al top in termini di handling, leggerezza e guidabilità. In particolare la Lotus, da sempre, fonda nel rapporto peso/potenza la sua arma migliore, filosofia introdotta da Colin Chapman negli anni ‘60, allora la Lotus iniziò a proporre auto da corsa e stradali dalle prestazioni eccellenti, ottenute attraverso con leggerissime associate a motori con potente e cilindrate inferiori rispetto alle dirette concorrenti.
Fu così in F1 quando con Jim Clark sbalordì il mondo vincendo il mondiale del ‘63 e ancor di più vincendo nel ‘65 il GP di Indianapolis (per la prima volta con un’auto a motore posteriore). La Husqvarna invece rappresenta la derivazione stradale di un agile supermotard da competizione, l’ultima nata dell’azienda varesina con propulsore da 511cc, introduce numerose novità costruttive rispetto ai precedenti modelli: dal motore allo schema della sospensione posteriore, fino al telaio e alla componentistica.
Continua a leggere: Husqvarna 511 SMR Vs Lotus Elise: la sfida confronto di Motoblog
Messina - La WR450F è l’ultima a giungere sul mercato tra le numerose novità introdotte da Yamaha nella sua gamma off-road nel 2012. Così dopo il test della rinnovata famiglia WR e delle piccole enduro da 125 e 250cc arriva mettiamo in moto anche la nuovissima versione da 450cc. Sono numerose le modifiche apportate sia al motore sia alla ciclistica, la filosofia è sempre la stessa, con Yamaha che vuole proporre mezzi al contempo più facili ed efficienti, più leggeri e specialistici tutti contraddistinti da una maggiore affinità con i rispettivi “cugini” da cross.
Basta infatti percorre qualche tratto in fuoristrada mediamente impegnativo con i nuovi modelli da enduro e aver mantenuto qualche chiaro ricordo di come si comportavano i loro predecessori di qualche anno fa per notare da subito una facilità di funzionamento e una capacità di assorbimento della ciclistica nettamente migliorate. A questo si aggiunge ovviamente l’up-grade di importanti aspetti quali la trazione, la regolarità di funzionamento del motore, la progressione e il bilanciamento dei pesi.
Il basamento del motore della nuova WR è lo stesso del modello precedente, 450 cc a 5 valvole, che si arricchisce però di un nuova, avanzatissima iniezione elettronica, con prestazioni più consistenti e una reattività ai movimenti dell’acceleratore quasi istantanea. La centralina, come al solito regola istante per istante sia i tempi di iniezione che di l’anticipo, fornendo un ottimo rendimento, i parametri presi in analisi sono quelli provenienti dai sensori che rilevano la posizione del corpo farfallato, la temperature in aspirazione, il numero di giri del motore e la temperatura del liquido di raffreddamento.
Continua a leggere: Yamaha WR450F: il Test di Motoblog, voglia di enduro
Valencia – Dopo il primo test della nuova Yamaha R1 2012 Traction Control vi proponiamo oggi due video realizzati sulla novità 2012 della Casa di Iwata in tema di moto supersportive. Il primo descrive le differenze tecniche ed estetiche del nuovo modello rispetto al precedente, mentre nel secondo video approfondiamo il funzionamento del Traction Contro con Fabrizio Corsi, Product Manager di Yamaha Italia.
Dal 2008 la Yamaha R1 ci ha abituati a quel suono roco e profondo, simile a quello di un bicilindrico, pur raggiungendo regimi di rotazione ben più elevati. Così la versione 2012 mantiene inalterato il suo motore a scoppi irregolari che tanto ha destato interesse. E’ però sufficiente percorrere qualche chilometro in pista o su strada con la nuova unità motrice per accorgersi del grande step evolutivo compiuto in termini di erogazione, coppia e controllo della potenza.
A questa unità meccanica la nuova R1 associa novità estetiche con nuove colorazioni eleganti e molto aggressive in particolare la 50th Anniversary che festeggia i 50 anni di presenza della Yamaha nei GP. Affianco alla nuova livrea, realizzata in un numero limitatissimo di esemplari ci saranno le colorazioni, Yamaha blue, Competition White e Mat Grey, tutti gli esemplari saranno venduti in Italia già accessoriate dei bellissimi terminali di scarico in titanio marchiati Akrapovic. Il prezzo sarà di 17.190€ per le versioni standard e di 17.690€ f.c per il modello con livrea Anniversary.
Continua a leggere: Yamaha R1 2012 Traction Control: il Video di Motoblog
Portimao - La CBR1000RR versione 2012 si rinnova, e non solo nel frontale, sotto le carene arrivano infatti numerose modifiche disseminate sia tra la meccanica che la ciclistica. Una moto senza dubbio ben riuscita l’ultima “blade”, perchè se la inquadriamo nel proprio contesto storico appare forse tra le migliori Fireblade di sempre, a contenderle il podio in una ipotetica “classifica tra sorelle” candideremo senza dubbio insieme a lei la primogenita della specie, vale a dire la CBR900RR presentata nel novembre del 1991 e poi l’ottima versione da 929cc sul mercato negli anni 2001-2002.
Nata da un progetto coraggioso e di lunga gestazione, sano e tecnicamente all’avanguardia, l’ultima generazione di CBR1oooRR stupì tutti già dalla sua prima presentazione che avvenne nel 2008. Non a caso da allora e durante tutti questi anni la moto più potente e sportiva della Casa alata, ha saldamente resistito agli attacchi della concorrenza, mantenendo così la sua competitività sia sul mercato che in pista. Un progetto innovativo quello proposto nel 2008 che in quegli anni impose la CBR1000RR nella top list delle moto più efficaci e gettonate del momento, una moto depositaria di una grande guidabilità sia su strada che in circuito.
I suoi segreti si celavano dietro un peso contenuto ed una grande centralizzazione delle masse, unita ad una riduzione quasi maniacale di tutti i pesi disposti “a sbalzo”. Al primo “contatto visivo” però quel frontale un pò schiacciato, fece forse discutere e storcere il naso a più di qualcuno, ma bastò poco perchè anche quel frontale tanto diverso dal solito riuscisse ad imporsi per personalità pulizia stilistica. La versione 2012 decide per questo di affinare quelle ottime basi già poste dal modello precedente, questo senza eccessive rivoluzioni e senza stravolgimenti di sorta, arrivano così modifiche all’estetica concentrate in gran parte sul nuovo frontale, troviamo poi una carenatura rivista in molti particolari, sospensioni ampiamente evolute ed altre modifiche tecniche. Il prezzo sarà di 14.550€ franco concessionario (15.550€ versione C-Abs) i colori saranno: Pearl Sunbeam White, Victory Red, Graphite Black.
Direttamente da Lagos nel sud del Portogallo vi inviamo le prime indiscrezioni sulla nuova Honda NC700X. Dopo circa 120 km di strade tortuose, urbane e più veloci alcuni dati emergono chiaramente dalla nuova tuttofare della Casa alata. In primis la facilità di guida, adatta veramente a tutti i tipi di piloti, comoda e confortevole in stile endurona, ma decisamente più abbordabile nel prezzo e nelle prestazioni e con un peso sensibilmente più baso.
215 kg in ordine di marcia per lei, che si affiancano ai 38,1Kw del suo propulsore erogati a 6.250g/m e alla coppia di 62Nm a 4.750g/m, il motore bicilindrico da 700cc è tutt’altro che sportivo e mai aggresivo, spinge bene da 2.000 a 6.300 giri, senza mai impressionare per verve o cambio di tonalità. Ad impressionare positivamente invece sono altri aspetti quali il prezzo, da record di 6.590 euro per la versione manuale (ma dotata già di frenata combinata C-ABS), il consumo si aggira sui 27,9 km/l (valori dichiarati e rilevati in un ciclo wmtc), la buon qualità costruttiva e l’avantreno solidissimo e preciso anche alla massima piega alle alte velocità.
Per il resto si apprezzano le sospensioni a corsa lunga ma non eccessivamente cedevoli, la maneggevolezza alle basse andature e una propensione per il turismo a medio raggio, ottima la soluzione del vano porta casco ricavato al posto del serbatoio che può alloggiare un casco integrale o molte altre cose, utilissimo nel traffico urbano. Questo vano se accoppiato ad un bauletto posteriore rende la moto in grado di garantire ottima capacità di carico anche senza le valigie laterali che nel traffico urbano penalizzano l’ingombro laterale.
Ci troviamo in Spagna per testare la nuova Honda NC700X 2012, una delle principali novità Honda esposte al Salone Internazionale del Motociclo di Milano (EICMA) insieme alla sorella NC700S (entrambe condivido la piattaforma con l’Integra 700) ed il Crosstourer 1200.
Una moto di media cilindrata equipaggiata con un motore bicilindrico parallelo da 670cc, la NC700X è parsimoniosa nei consumi ed una erogazione di coppia fuori del comune. Una moto pratica per l’utilizzo quotidiano e per le gite fuori porta del fine settimana disponibile con cambio sequenziale a doppia frizione di seconda generazione. Qui tutte le caratteristiche e la scheda tecnica.
Ci mettiamo come sempre a vostra disposizione per rispondere alle vostre domande, curiosità o dubbi sulla nuova Honda NC700X. Lasciateci un commento e nei prossimi giorni vi risponderemo con il consueto “Faccia a faccia“.
Il test Husqvarna prosegue, e dopo avervi raccontato della gamma Cross 2012, siamo saliti sulle principali enduro della gamma in arrivo, la WR250 e la TE310. Come facile intuire si tratta delle versioni di punta del mondo 2 e 4 tempi enduristico, con la TE310 ottima base che ha portato Antoine Meo alla conquista del titolo 2011 della classe E2.
Ancora una volta è Lorenzo Savadori a compiere il test per Motoblog. Per i pochi che non lo conoscono, Lorenzo è attualmente un pilota del campionato FIM Superstock 1000, ma ha già stravinto un titolo della Rookies Cup nel 2010, un italiano e un europeo 125GP nel 2008, per poi approdare nel 2009 e 2010 nel motomondiale 125, ed eseguire l’inusuale salto fino alla Superstock nella stagione appena conclusa.
Lorenzo è un tipo che si allena tanto con il cross, ma si è prestato volentieri anche ad assaggiare l’enduro 2012 di Husky, moto parecchio rinnovate rispetto alle precedenti versioni ma non rivoluzionatee, difficili da sfruttare e conoscere a fondo nei brevi turni di 15 minuti per ciascuna moto, ma di sicuro sufficienti per dare un’idea generale del prodotto e soprattutto confrontare con tutte le altre moto provate in giornata.
Continua a leggere: Husqvarna Gamma Enduro 2012: il TEST di Motoblog
Husqvarna ha presentato la sua gamma off-road compresa fra enduro e cross in un unico evento, con tutti i modelli e le cilindrate a disposizione e di conseguenza parecchio movimento e divertimento attorno al crossodromo di Castellarano (MO). A rodare le novità 2012 per Motoblog è andato Lorenzo Savadori, tester per un giorno, che a messo a nostra disposizione tutta la sua esperienza e il suo manico nell’off-road.
Nonostante Lorenzo sia un pistaiolo purissimo (quest’anno ha corso nella Superstock 1000 con la ZX-10 del team Lorenzini by Leoni), ha esordito nelle gare in fuoristrada a 7 anni, e il suo allenamento si svolge soprattuto con le ruote tassellate; non poteva esserci tester migliore per la moltitudine di modelli e cilindrate che hanno affollato i percorsi sterrati del modenese. La prima parte del test è rivolta alle moto da cross: nello specifico abbiamo messo le mani su TC449, TC250, CR125 e TC250 Factory di Alessandro Lupino, la moto che ha corso nel mondiale MX2 nel 2011.
In questa prima parte del test concentreremo le nostre attenzioni sulla gamma cross del nuovo listino, lasciando momentaneamente da parte la moto da gara di Lupino che prenderemo in considerazione a parte. L’evoluzione delle nuove TC e CR è stata grande, e ne hanno beneficiato tutti i campi, dalla ciclistica alla meccanica all’elettronica. Cliccando su continua scoprirete come vanno.
Continua a leggere: Husqvarna Gamma Cross 2012: il TEST di Motoblog
Modena - Vi proponiamo oggi due video relativi alla nuova Ducati Streetfighter 848 2012, una moto che interessa e fa discutere numerosi appassionati motociclisti.
Nella gamma delle super naked di Borgo Panigale tutto ebbe inizio con la mitica Monster S4, la prima vera streetfighter di Casa Ducati, una nuda senza compromessi che proponeva il motore Desmo quattro valvole per cilindro che fu della 916 su una nuda di impostazione stradale. Una famiglia poi declinata nelle successive S4R e S4RS, fino all’ultima Streetfighter 1098 che ha proposto un design e concetti ciclistici nuovi uniti a prestazioni nettamente superiori.
Arriva così per il 2012 la sorella minore e forse la più adeguata al grande pubblico, con una potenza che (seppur diminuita rispetto alla 1098) si mantiene adeguata per la filosofia sportiva del mezzo (e del tutto in linea con una naked di buone prestazioni). Prestazioni che rendono ora la Streetfighter più facile anche per i meno esperti, e più abbordabile dal grande pubblico seppur meno estrema nella ricerca di potenza e velocità.
Solitamente ad un nuda si richiede di essere bella prima di ogni altra cosa, esteticamente sinuosa e convincente, ed in questo la nuova Street non teme critiche, l’altro aspetto è la guidabilità, perchè il suo campo di utilizzo sarà rappresentato principalmente da strade tortuose o dal traffico metropolitano. Una naked non nasce per il turismo a largo raggio ma cerca di soddisfare esigenze più volatili e legate agli aspetti emozionali del motociclista moderno.
Le modifiche apportate rispetto alla progenitrice sono numerose anche se l’estetica ricalca fedelmente il modello iniziale. Viene così modificata la zona del cannotto che realizza una avancorsa minore, 1,1° in meno di inclinazione del cannotto, da 25,6° a 24,5° (stessa inclinazione dell’848 Superbike), e avancorsa che scende da 114 a 103mm. Completamente diverso il motore che utilizza la base della 848 sportiva, variandone però completamente il carattere, meno cavalli per lei e una diversa fasatura della distribuzione con minore incrocio tra le valvole e una minore alzata massima. Modifiche anche al sistema di alimentazione e alla centralina di iniezione che ci regalano ora un motore più dolce e progressivo, ma soprattutto più ricco di coppia ai bassi regimi e capace di un più ampio arco di utilizzo.
Ducati Streetfighter 848 2012
Ducati Streetfighter 848 2012 - Live Test Modena
Ducati Streetfighter 848 2012 - In pista
TEST Ducati Streefighter 848 2012 Modena
Continua a leggere: Ducati Streefighter 848 2012: il video Test di Motoblog