Zero Motorcycles DSR/X: la prova su strada

Ecco la nostra prova della nuova Zero Motorcycles DSR/X, la adventure a zero emissioni del marchio californiano

Si chiama DSR/X la nuova moto Adventure elettrica di Zero Motorcycles. È una novità assoluta per il marchio californiano e va ad inserirsi in un segmento di mercato importantissimo.

“La DSR/X è una moto che ha nel suo DNA la cultura motociclistica europea. Una moto dual sport che risponde alle esigenze dei piloti del segmento motociclistico più importante in Europa”, ha dichiarato Umberto Uccelli, Vice President e Managing Director di Zero Motorcycles EMEA.

Si tratta di una moto assolutamente innovativa, versatile ed efficace in tutte le situazioni. “Abbiamo investito oltre 100.000 ore di progettazione per realizzare un modello che fosse all’altezza delle aspettative dei nostri clienti, offrendo al contempo un’esperienza di guida incredibile, vera missione di Zero Motorcycles”, ha dichiarato Abe Azkenazi, CTO di Zero Motorcycles.

E noi di Motoblog l’abbiamo provata per voi ai piedi dell’Etna, alternando strada e offroad, alla ricerca di pregi e difetti.

Zero Motorcycles DSR/X: come è fatta

Partiamo dal motore. La Zero Motorcycles DSR/X monta il rinnovato Z-Force 75-10X capace di erogare una coppia di 225 Nm e una potenza di 100 CV a 3.650 giri/min.

La batteria è agli ioni di litio da 17,3 kWh. E la moto è equipaggiata con i caricatori di livello 1 e 2, con sistema di ricarica rapida integrato da 6,6 Kw (che richiede presso le colonnine un tempo di ricarica di circa 2,5 h; e una ricarica completa ha un costo di circa 3,56 euro).

La velocità massima raggiungibile è di 180 km/h, il peso della moto è di 247 kg e l’altezza da terra della sella è di 828 mm. Al posto del tradizionale serbatoio della benzina troviamo un pratico vano portaoggetti, mentre il parabrezza è regolabile a mano (anche in marcia).

Il telaio è a traliccio perimetrale ed è abbinato a una forcella Showa da 47 mm da 200 mm di escursione, regolabile con funzioni separate. Dietro troviamo un mono regolabile e una trasmissione a cinghia in carbonio Gates. L’impianto frenante (J.Juan) prevede invece un doppio disco anteriore da 320 mm con pinze ad attacco radiale e un disco singolo da 265 mm dietro.

I cerchi, infine, sono da 19” davanti e 17” dietro (disponibili anche a raggi). La DSR/X è dotata di 5 mappe di guida (Eco, Street, Sport, Canyon e Offroad) e della retromarcia. Ed è la prima moto elettrica ad avere in dotazione la suite completa di controlli di stabilità Bosch Motorcycle Stability Controls con funzionalità cornering e off-road (nella modalità off-road è possibile disinserire l’ABS al posteriore per gestire in autonomia l’aderenza in fuoristrada della gomma posteriore).

Questa tecnologia comprende il Bosch Linked Braking, per una migliore regolazione dei freni e il Bosch Vehicle Hold, che offre sicurezza e stabilità istantanee sulle pendenze più ripide. Infine, la DSR/X è anche compatibile con l’applicazione mobile di Zero Motorcycles.

Ciò consente ai proprietari di gestire una quantità quasi illimitata di funzionalità e personalizzazioni, dalla regolazione della velocità e della coppia fino alle funzioni di rigenerazione della batteria.

Come va la DSR/X

Come va la Zero DSR/X? Meglio di qualsiasi previsione, anche la più rosea. Sì, perché è una moto equilibrata, divertente, efficace, stabile, maneggevole ed – aspetto che per molti sta diventando sempre più importante (me compreso) – ecosostenibile.

I 247 kg di peso si fanno sentire solo da fermo e nelle manovre più difficili, dove la retromarcia dà una gran mano. Il baricentro basso e una perfetta distribuzione dei pesi la rendono maneggevole sin dalle bassissime velocità. Ha tanto sterzo, è ben bilanciata e mette a proprio agio anche un pilota non necessariamente esperto.

La sella standard consente a un pilota alto 180 cm di mettere agevolmente i piedi a terra; per i meno alti si può optare per la sella più bassa (e c’è anche una terza sella più alta per i più alti). La triangolazione sella-manubrio-pedane è azzeccata, anche se a primo impatto si ha la sensazione di avere il manubrio un po’ troppo lontano dal busto.

Si parte in silenzio, e la cosa è piacevole. Vai piano, ti godi il paesaggio, sei comodo e indisturbato. Appena però spalanchi il gas, il classico sibilo dei propulsori elettrici si fa sentire, ma soprattutto si apprezza la coppia fantastica offerta dal motore.

L’elettronica di Bosch tiene tutto sotto controllo e lascia al pilota solo il piacere di guidare: piano o veloce, in modo Eco oppure con accelerazioni brucianti. Sì, piacere di guidare: avete letto bene. E non solo perché il propulsore è estremamente performante, ma anche perché la ciclistica confezionata dona alla moto un equilibrio e un assetto a cui non si potrebbe chiedere di più.

Anche quando si alza il ritmo tra le curve, la stabilità percepita è sorprendente. La moto sembra su un binario e non si scompone praticamente mai. L’assenza di frizione e cambio, non si fa sentire. Anzi: permette al pilota di concentrarsi solo sulla guida e sulle giuste traiettorie da pennellare.

Forse chi ama la guida sportiva potrebbe desiderare una frenata un po’ più aggressiva, ma in realtà basta smanettare (attraverso l’app dedicata) sulle mappe e cucirsi addosso “la moto”, freno motore compreso. E anche in fuoristrada la DSR/X si rivela facilissima da utilizzare nonostante la mole da grossa Adventure.

Gas puntato (per modo di dire), piede sul freno posteriore pronto a intervenire, e via per i sentieri off-road straordinari che l’Etna ci ha regalato: buona l’escursione delle sospensioni e ottimo il setting elettronico della modalità off-road, che consente anche di derapare e sfruttare il motore per venir fuori.

E poi c’è la magia – perché soprattutto in fuoristrada è straordinaria – del silenzio, dell’incontaminazione del paesaggio. Quella sensazione molto appagante di potersi divertire, anche andando forte, senza dar fastidio a nessuno (animali compresi).

Forse gli amanti dello scarico aperto o della “puzza della benzina” potrebbero storcere il naso al solo pensiero, ma credo sia solo questione di tempo, anche per loro.

E l’autonomia? Nel corso della nostra prova abbiamo percorso più di 80 km e siamo rientrati con il 68% di autonomia residua.

Diciamo che, come accade per le auto, il dato è molto variabile e assolutamente subordinato al tipo di guida. Ma a conti fatti i 280 km di autonomia dichiarati nell’utilizzo urbano sono veritieri.

Se invece immaginate di fare lunghi viaggi, magari anche a pieno carico e con il passeggero, dovete mettere in conto che l’autonomia in autostrada si riduce sensibilmente (137 km dichiarati) e bisogna pianificare delle soste (almeno di un’ora) per ricaricare.

Detto questo, chi immagina che il futuro elettrico sia noioso, poco divertente o incompatibile con la passione per le due ruote, si sbaglia di grosso. E prima o poi se ne accorgerà.

Accessori, disponibilità e prezzi

Tra gli accessori opzionali pensati per l’avventura troviamo: borse da sella, piastra paramotore, parabrezza, bauletto e valigie laterali e molto altro ancora.

Inoltre, nella DSR/X è possibile sostituire parte dei suoi vani portaoggetti integrati con il Power Tank, lo strumento in grado di aumentare la capacità della batteria fino a quasi 21 kWh o con il Rapid Charger, un caricatore rapido in grado di ridurre il tempo di ricarica a circa un’ora.

La DSR/X è disponibile da settembre in sage green e pearl white e proposta a un prezzo di 27.220 Euro (che con gli incentivi possono scendere notevolmente).

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