Suzuki Hayabusa 2021: la prova sul circuito di Vairano (VIDEO)

La terza generazione della iconica moto del marchio giapponese si rinnova profondamente, ma non cambia DNA

Sono passati circa 20 anni da quando in galleria del vento la prima Hayabusa prendeva forma per sfidare l’aerodinamica e diventare la moto più veloce al mondo. Il debutto sul mercato della prima generazione è avvenuto poi nel 1999. Da quel momento il mondo delle due ruote aveva una nuova protagonista, che dava vita a una nuova categoria. Nel 2008 la Hayabusa è stata aggiornata, giungendo alla seconda generazione, e nel 2013 ha ricevuto qualche piccolo ritocco.

Oggi debutta la terza generazione di questa iconica moto, che prende il nome dal Falco Pellegrino (in giapponese Hayabusa), ossia l’animale più veloce al mondo, capace di raggiungere in picchiata anche 385 km/h. È stata completamente rinnovata, dentro e fuori, senza però perdere la sua identità e la sua esclusività. Per provarla siamo andati sul circuito di Vairano, dove abbiamo potuto testare tutti i suoi aspetti. Ma andiamo con ordine.

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Suzuki Hayabusa 2021, com’è fatta

La nuova Suzuki Hayabusa 2021 è stata rivista esteticamente ma continui a riconoscerla anche a distanza. Il design è affilato, basso, largo, con linee nette e moderne e soprattutto con un’aerodinamica straordinaria: il coefficiente di resistenza è ancora oggi tra i migliori al mondo. Sotto l’abito da “bombardona” c’è il quattro cilindri in linea da 1.340 cc Euro 5 da 190 CV a 9.700 giri/min e 150 Nm raggiunta a 7.000 giri/min. Rispetto al modello precedente perde qualcosa in potenza (7 CV) ma migliora la curva di erogazione per assicurare maggiori performance ai bassi e medi regimi.

Anche perché se la prima generazione puntava tutto sulla velocità massima, oggi con un limitatore fissato a 299 km/h l’attenzione degli ingegneri si è inevitabilmente spostata sulla coppia (0-100 in appena 3,2 secondi e 6,9 secondi nello 0-200). A tenere a bada tanta potenza ci pensa il pacchetto elettronico chiamato SIRS (Suzuki Intelligence Ride System) basato su una piattaforma inerziale IMU a sei assi con 6 Riding Mode (3 preimpostate, 3 personalizzabili), che intervengono su Traction Control, Anti-Lift, Engine Brake e cambio Quick-Shift. Ci sono poi il Cruise Control, il Launch Control e lo Speed Limiter, oltre ai sistemi Easy Start, Combinated Brake Sistem e Hill Hold Control System.

Non si registrano invece importanti variazioni alla ciclistica. Il telaio a doppia trave in alluminio resta pressoché invariato (se non per alcune piccole modifiche), mentre guadagnano una nuova taratura mono e forcella (KYB da 43 mm) per scongiurare il sovrasterzo alle basse velocità. L’impianto frenante punta sulle pinze anteriori Brembo Stylema con dischi da 320 mm di diametro, l’ergonomia è stata rivista – con il manubrio leggermente più alto e vicino al pilota – e le gomme utilizzate sono Bridgestone Battlax S22 da 120/70 davanti e 190/50 dietro. Infine, la strumentazione resta fedele a quella di sempre, con il tachimetro e il contagiri analogici che però accolgono un nuovo pannello TFT dal quale è possibile configurare tutti i parametri della moto.

Suzuki Hayabusa 2021: come va

L’aspetto da moto grossa, imponente e potente, incute sempre un po’ di timore, anche quando si hanno tanti anni di esperienza su due ruote. La Hayabusa la percepisci proprio come una moto importante: per la sua forma e per la sua storia. Conserva elementi classici, retrò, come il tachimetro e il contagiri analogici o come la silhouette di sempre, ma si arricchisce di un’elettronica evoluta, di un motore sempre più godibile e di elementi estetici che migliorano ulteriormente un’aerodinamica già eccellente.

Partiamo dalla posizione di guida, caricata in avanti come è giusto che sia, ma non troppo estrema. La sella è alta 800 cm da terra, pertanto non richiede necessariamente gambe lunghe. Il peso di 264 kg a secco si sente solo da fermo, perché poi grazie a un bilanciamento 50%-50% davanti e dietro e a un baricentro basso, in movimento la moto risulta essere più agile di quanto si possa immaginare. Chiaramente ha le sue inerzie e non potrebbe essere altrimenti, ma la sua maneggevolezza è sorprendente.

Nella prova di accelerazione svolta sul lungo rettilineo abbiamo apprezzato la scarica di adrenalina dello 0-280 km/h. Che tuttavia si affronta con grande naturalezza e “disinvoltura”, perché il comfort offerto dalla moto e la protezione aerodinamica sono straordinari. Dunque, si va forte senza percepire esattamente ciò che succede al di fuori dell’involucro “magico” che si viene a creare quando ci si sdraia sul serbatoio in posizione raccolta. Molto bene il cambio elettronico in salita e in scalata, così come buona e sempre ben modulata è la frenata.

Ma è soprattutto l’erogazione del motore che risulta estremamente piacevole. Molto lineare, fluida, senza “scalini” e corposa sin dai bassi regimi. Il motore è lì, ce l’hai nel polso e lo senti ad ogni “microapertura” del gas. Ma non è solo bella da guidare sul dritto la nuova Hayabusa. Tra le curve del circuito di Vairano ha infatti mostrato un ottimo comportamento dinamico. Oltre a essere molto stabile, dunque, è anche piuttosto reattiva e rapida a scendere in piega. Non va strapazzata, va guidata rotonda. Non è una moto per neofiti chiaramente, ma è meno impegnativa di quello che sembra. E se sbagli sa perdonare. Difetti? Beh tanta potenza e un peso importante gravano inevitabilmente sui consumi, che si attestano sotto i 15 km/l.

Suzuki Hayabusa 2021: prezzi e disponibilità

Suzuki Hayabusa GSX1300RR 2021 è disponibile già da oggi in due colorazioni – nero/bronzo e grigio/rosso – al prezzo di 19.390 euro, che comprende anche la “sella monoposto” e la cover degli specchietti in carbonio.

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