Doping, Lorenzo difende Iannone: "Mi ha convinto"

L'ex-iridato spagnolo prende posizione nel discusso caso di doping che ha coinvolto il pilota Aprilia: "Lui è l'unico che conosce la verità"

In questo periodo di stop forzato della MotoGP a causa della pandemia del Covid-19, la notizia della squalifica di 18 mesi inflitta all'italiano Andrea Iannone per il noto caso-doping è stata certamente una di quelle di maggior rilievo per la Premier Class del Motomondiale, ma la stra-grande maggioranza dei "colleghi" dell'abruzzese si è finora astenuta dal commentare la vicenda. Jorge Lorenzo, in questo caso, rappresenta la classica "eccezione che conferma la regola".

L'asso spagnolo, che e ritirato delle corse a fine 2019 (svestendo i panni di pilota factory Honda per infilarsi subito in quelli di tester ufficiale Yamaha), ha infatti preso pubblicamente posizione a favore dell'abruzzese con un lungo post sul suo profilo Instagram, sposandone le tesi.

Iannone era risultato positivo a uno steroide anabolizzante vietato, il drostanolone, al termine dal GP di Sepang del 3 Novembre 2019, circostanza che aveva spinto la FIM a sospenderlo preventivamente già a Dicembre nell'attesa del verdetto definitivo.

Questo è poi arrivato, inesorabile, a inizio Aprile: pur riconoscendo l'involontarietà sostenuta dalla sua linea difensiva, il 30enne pilota di Vasto è stato inibito dalle competizioni fino al 16 giugno 2021, con un'ultima speranza di riabilitazione "anticipata" legata ad un già annunciato ricorso al TAS.

Iannone e Lorenzo abitano entrambi a Lugano, in Svizzera, ed è proprio in occasione di un incontro in città che il 5-volte iridato majorquino ha avuto modo di confrontarsi con il pilota Aprilia in quello che è decisamente il momento più buio della sua carriera. E da questo ne è nata la sua riflessione:

"Quando le cose vanno bene sono tutti tuoi amici, ma molti di questi scompaiono quando hai problemi. Non mi considero un amico di Andrea Iannone e non ho mai caricato prima una foto con lui. Tuttavia, forse perché mi è sempre piaciuto andare controcorrente, non vedo momento migliore di oggi per farlo, ora che ne ha più bisogno."

"Ieri abbiamo fatto una passeggiata sul lungo-lago e abbiamo parlato un po'. Abbiamo riso insieme, ricordando alcuni aneddoti, ma gli ho anche chiesto del suo problema: lui è l'unico che conosce la verità, ma mentre lo ascoltavo l'ho visto sereno e le sue argomentazioni mi hanno convinto."

Secondo quanto sostenuto dai suoi legali (e riconosciuto dal collegio giudicante), Iannone sarebbe stato vittima di una contaminazione alimentare, probabilmente per aver ingerito con troppa abbondanza carne asiatica (notoriamente ricca di estrogeni) alla fine di un mese trascorso in quella parte del mondo (il round di Sepang della MotoGP seguiva i GP di Thailandia, Giappone e Australia).

Dopo aver parlato con l'italiano, anche Lorenzo (che ha compiuto 33 anni due giorni fa) è di questo avviso:

"Come tutti, sicuramente Andrea ha commesso degli errori in passato, ma penso che questa volta l'"errore" non sia stato volontario. Quindi spero e desidero che, più prima che poi, sarà libero di fare ciò che fa meglio. In fin dei conti, si può apprezzare o meno il suo "personaggio", ma è chiaro che questo ragazzo ha talento e velocità. E come dicevo ieri: 'Il talento non si compra, né si dimentica'."

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