Lorenzo: "Il mio titolo più sudato? Quello 2015"

Il pluri-iridato majorquino ricorda la lotta con Valentino Rossi per la sua ultima corona in MotoGP: "Ero molto indietro, poi venne la Malesia..."

Nel corso di una recentissima diretta-streaming ufficiale del Motomondiale moderata da Matt Birt, a cui ha partecipato anche l'ex pilota Yamaha ed ex-Campione del Mondo della Superbike Ben Spies, il pluri-iridato della MotoGP oggi tester Yamaha Jorge Lorenzo ha ripercorso alcuni degli eventi più importanti della sua lunga carriera, arrivando ad eleggere il titolo della Premier Class conquistato nel 2015 come quello più "combattuto" tra i 5 da lui incamerati in 18 anni di Motomondiale.

Dopo aver conquistato il titolo della oggi defunta classe 250 cc nel 2006 e 2007, l'asso majorquino debuttò in MotoGP nel 2008 come pilota factory Yamaha e compagno di box di Valentino Rossi, conquistando poi il suo primo Mondiale nella classe regina nel 2010. Il secondo trionfo iridato nella massima categoria arrivò solo 2 anni dopo, nel 2012, mentre il terzo e ultimo arrivò nel 2015, nella stagione del "famigerato" contatto tra Rossi e Marc Marquez (Honda) a Sepang.

Analizzando il "grado di difficoltà" da attribuire a ciascuno dei suoi titoli, Lorenzo ha confermato che quello del 2015, conquistato nell'ultima gara di Valencia dopo lo tsunami di polemiche seguenti al GP di Malesia, è stato quello per lui più arduo da arpionare:

"Quello più difficile da vincere è stato il titolo del 2015, anche avevo sentito molta pressione per il primo titolo perché non l'avevo mai conquistato prima."

"Nel 2010 avevo avuto la fortuna di vincere molte gare e, di conseguenza, di avere un grosso vantaggio su Pedrosa, ma la stagione 2015 fu una storia completamente diversa perché Valentino vinse subito la prima gara in Qatar mentre io finii solo 4°, obbligandomi a rincorrerlo sin dall'inizio."

In quell'annata Lorenzo dovette aspettare fino al 4° round di Jerez per assaporare per la prima volta la gioia della vittoria, ma il suo inseguimento al "Dottore" in classifica sarebbe durato ancora a lungo:

"Sono stato dietro di lui per 17 round di quel campionato, sempre cercando di ricucire il distacco. A volte per me era impossibile raggiungerlo, come quando mi sono fatto infortunato ai legamenti in allenamento e mi sono presentato in quelle condizioni a Motegi."

"In realtà, io avevo affrontato quella gara pensando di poterla anche vincere, ma alla fine riuscii ad arrivare solo terzo, e con Valentino comunque davanti a me."

Dopo il GP del Giappone, a 3 gare dalla fine, il leader Rossi aveva ancora 18 punti di vantaggio sul compagno di colori spagnolo. Nel seguente GP d'Australia, Lorenzo arrivò 2° con Rossi 4°, riducendo il gap tra i due a 11 punti prima del fatidico appuntamento di Sepang, con il ben documentato patatrac Rossi-Marquez che portò alla penalizzazione del pesarese per il seguente e conclusivo GP di Valencia.

Lorenzo arrivò a Valencia con ancora 7 punti da recuperare al rivale ma la consapevolezza che questi sarebbe partito ultimo in griglia. Scattato dalla pole, Lorenzo vinse poi la gara "scortato" dalle Honda dei connazionali Marc Marquez e Dani Pedrosa, staccati di meno di 1", con la rimonta di Rossi che si fermò al 4° posto. Lorenzo vinse così il titolo con 5 punti di vantaggio:

"Ero molto indietro in classifica, ma poi arrivò il GP di Malesia i cui esiti mi consentirono di avere una grande possibilità di vincere il titolo a Valencia. Ed io non me la sono lasciata sfuggire! Lo avevo già capito a 10 anni, quando vinsi il mio primo titolo nazionale, e poi ne ho avuta conferma quando ho vinto la mia prima gara nel Motomondiale, a 16 anni nel 2003 con la Derbi: questo non è un lavoro normale..."

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