Jorge Lorenzo: "Sono stato molto vicino a firmare con Yamaha Petronas"

Il maiorchino ha ammesso di essere stato molto, molto vicino alla firma con il team Yamaha Petronas di Razlan Razali. Poi la chiamata di Honda: il resto è storia è recente

Non è ancora chiaro se Jorge Lorenzo vada considerato come un (velocissimo) "pensionato" con l'hobby delle moto oppure come un pilota che sta valutando la migliore opzione per il proprio futuro: quel che è certo è che ora come ora il maiorchino pare ben lontano da un avvenire completamente al di fuori dal mondo delle corse, e sono ormai in molti a pensare che Jorge stia semplicemente temporeggiando per organizzare un ritorno in grande stile per il 2021.

L'opzione più concreta e allettante che Lorenzo sembra avere sul tavolo è quella di un accordo con Yamaha Petronas, il team satellite di Iwata che il prossimo anno perderà un Fabio Quartararo in partenza per la squadra ufficiale: quello che in pochi sanno è che il pentacampeon spagnolo aveva già avuto in passato contatti con la formazione malese, sfociati però in un nulla di fatto a causa della chiamata da parte di Honda HRC.

Tutto risale al 2018, quando Jorge era ancora accasato in Ducati e Razlan Razali aveva iniziato a gettare le basi per quello che poi è diventato il team Yamaha SRT. A rivelarlo è stato il diretto interessato, ai microfoni di The Race: "Ero in un bel momento della mia carriera, ero veloce e in ottima forma fisica, ma per qualche ragione non riuscivo ad essere rapido con la Ducati. Non potevo continuare con loro" ha spiegato Jorge "Così è emersa la possibilità di passare a Yamaha Petronas... ero praticamente pronto per firmare, ma poi è arrivata l'opportunità di correre per la HRC".

"Guidare la Honda ufficiale almeno una volta nella vita è il sogno di qualunque pilota" ha proseguito "e accettando la loro offerta avevo la possibilità di provare a fare qualcosa che nessun altro pilota è mai riuscito a fare: vincere con tre marchi diversi".

Purtroppo non è andata così: "Mi sono rotto uno scafoide, e la moto 2019 era difficile da pilotare. Non sono mai riuscito ad essere competitivo né ad ottenere buoni risultati... è stato un disastro. L'incidente di Assen mi ha aiutato a prendere una decisione, senza quella probabilmente sarei rimasto e ci avrei provato un altro anno. Ma era cambiato il mio modo di pensare, il ritiro ha cominciato a diventare una possibilità reale".

Poi l'accordo con Honda per la rescissione de contratto: "Non è stata una decisione facile, perché non sono riuscito a ripagare Alberto Puig e la Honda della fiducia che avevano riposto in me. Però né io né loro potevamo permetterci un altro anno come il 2019... siamo vincenti, non possiamo arrivare al 15° posto". Rimpianti? Jorge non ne ha: "Che senso ha pentirsi di cose che non puoi cambiare? Ovviamente tutti ci chiediamo cosa sarebbe successo se avessi iniziato a vincere con Ducati un mese prima. Probabilmente non saremmo qui a parlare ora".

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