MotoGP 2026: Alex Marquez spaventa tutti, Ducati domina i test a Sepang

Alex Marquez guida i test di Sepang con 1:56.402; Ducati piazza cinque moto nei top 6. Yamaha in difficoltà, Honda migliora: primissimo bilancio pre MotoGP 2026.

MotoGP 2026: Alex Marquez spaventa tutti, Ducati domina i test a Sepang
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 5 feb 2026

I test pre-stagionali della MotoGP a Sepang hanno lanciato segnali inequivocabili sullo stato di forma delle principali squadre in vista della stagione 2026. Sotto il caldo torrido della Malesia, i riflettori si sono accesi soprattutto su Ducati, che ha piazzato ben cinque moto nelle prime sei posizioni, e sul talento di Alex Marquez, capace di fermare il cronometro sull’1:56.402 e di proiettarsi come protagonista di un’annata ancora tutta da scrivere. I numeri emersi da questa tre giorni di prove non sono soltanto la fotografia di un dominio, ma raccontano di una griglia in continua evoluzione, pronta a regalare nuove sorprese e a rimescolare le carte tra i top rider.

La pista di Sepang ha messo in luce due tendenze principali: da un lato, la superiorità tecnica della Ducati, dall’altro la crescita esponenziale del passo gara di alcuni piloti, capaci di raggiungere una maturità tale da poter scardinare le certezze consolidate. Il miglior tempo di Alex Marquez non è solo un campanello d’allarme per gli avversari, ma rappresenta anche la conferma di una condizione fisica e mentale al top, mentre la ridottissima differenza di tempi tra il primo e il quinto classificato suggerisce un equilibrio precario e denso di potenziali colpi di scena.

Se il dominio della casa di Borgo Panigale era atteso, la vera sorpresa arriva da Marco Bezzecchi, che con la sua Aprilia è riuscito a inserirsi nella top six, spezzando la monotonia rossa e dimostrando che la lotta contro le moto italiane è tutt’altro che vana. Alle sue spalle, si sono distinti i piloti Ducati come Di Giannantonio (1:56.785), Marc Marquez (1:56.789) e Pecco Bagnaia (1:56.929), tutti capaci di mostrare una gestione della gara consapevole e una costanza impressionante nelle simulazioni di long run.

L’ultima giornata di test è stata segnata da un episodio che avrebbe potuto cambiare gli equilibri: la caduta di Marc Marquez in curva 1. Fortunatamente, il pilota non ha riportato conseguenze fisiche e il team ha saputo reagire con rapidità, segno di una moto affidabile anche nelle condizioni più estreme. Sul fronte opposto, la Yamaha ha dovuto fronteggiare problemi tecnici che hanno costretto il team a saltare la seconda giornata di test, dimostrando quanto le variabili che influenzano le classifiche dei test siano numerose e spesso imprevedibili.

Tra le note più liete dei test malesi spicca la prestazione di Joan Mir con la Honda. Lo spagnolo ha segnato il suo miglior tempo nel turno centrale con 1:56.874, confermando un percorso di crescita solido e costante. Anche le nuove leve non sono rimaste a guardare: Raul Fernandez (1:57.245) e Pedro Acosta (1:57.253) hanno saputo inserirsi stabilmente nella top 10, portando una ventata di freschezza e mettendo in chiaro che la nuova generazione è pronta a rompere gli equilibri prestabiliti.

Dal punto di vista tecnico, i team si sono concentrati su tre macro-temi: il controllo dell’usura delle gomme, l’ottimizzazione della spinta in uscita di curva e il difficile equilibrio tra deportanza aerodinamica e velocità massima. Il fatto che i tempi siano così ravvicinati dimostra una parità di forze che potrebbe rendere la prossima stagione della MotoGP una delle più incerte e spettacolari degli ultimi anni.

Nonostante le indicazioni positive emerse a Sepang, è importante ricordare che i dati raccolti non tengono conto della complessità di un intero campionato. Variabili come le temperature mutevoli, le strategie di gara elaborate e l’usura delle moto sulle lunghe distanze restano ancora delle incognite. Le prossime prove ufficiali e l’inizio della stagione saranno il vero banco di prova per trasformare i primati cronometrici in successi concreti e, forse, per riscrivere ancora una volta la storia della MotoGP.

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