WDW2022: le Ducati “storiche” a Misano

Al World Ducati Week 2022 ci sono anche una serie di moto storiche di casa Ducati con una speciale connessione con il tracciato di Misano Adriatico.

Tra gli obiettivi del WDW2022 c’è quello di rinsaldare il legame quasi “familiare” che lega Ducati a tutti i suoi numerosissimi appassionati, un feeling che scaturisce da decenni di passione e che trova la sua sintesi nella grande storia della casa bolognese e nelle moto che ne hanno segnato i più memorabili successi sportivi.

Il “tempio” nel quale questo legame raggiunge il suo culmine è il celebre Ducati Museum presso la sede di Borgo Panigale, ma una piccola rappresentanza dei suoi modelli, particolarmente significativi per il tracciato di Misano, non poteva certo mancare al World Ducati Week, raccogliendo enormi consensi da tutti i partecipanti.

La più “anziana” moto presente è la Ducati 860 di inizio anni ’70, sviluppata proprio sul tracciato di Misano per affinare le sue doti da endurance e poi vincitrice della 24 ore di Montjuic del 1973 e del 1975 con i piloti Benjamin Grau e Salvador Canellas.

Segue la Ducati 808, vincitrice della mitica 24 ore di Le Mans del 1976 con i piloti Alejandro Tejedo e Josep Mallol. Sviluppata dallo storico team NCR in collaborazione con la casa madre, di fece valere in tutte le maggiori gare di durata con piloti mitici come Mike “The Bike” Hailwood, Virginio Ferrari, Mario Lega, Walter Villa e pure George Fogarty, padre di “King” Carl.

La Ducati 750 F1 può essere considerata a tutti gli effetti la progenitrice delle moderne Superbike Ducati, ma nel suo palmares vanta anche la vittoria alla 200 miglia di Misano del 1986 ai comandi dell’iridato della 500 cc Marco Lucchinelli, che sconfisse in un confronto memorabile il leggendario Joey Dunlop e la sua Honda.

L’indimenticabile Ducati 888 resta uno dei modelli più celebri uscito dalle linee produttive di Borgo Panigale. Erede dell’altrettanto fondamentale e pluri-premiata 851, vinse il titolo costruttori del neonato mondiale SBK e centrò la prima ‘doppietta’ di Ducati a Misano grazie al futuro iridato Doug Polen.

A tutt’oggi, la Ducati 916 firmata dal “maestro” Massimo Tamburini resta la moto più leggendaria e famosa del costruttore bolognese. Quando fu presentata al Salone EICMA di Milano del 1994 stupì tutti per la sua avvenenza e le sofisticate soluzioni tecniche, ma fu nel Mondiale Superbike che si guadagnò il ruolo di leggenda grazie a 6 titoli piloti, 8 titoli costruttori e 120 vittorie nei suoi ben 10 anni di attività. Tutte le supersportive Ducati successive fino ad oggi (ad eccezione della 999 di Terblanche) sono sue evidenti discendenti.

Il prototipo Ducati Desmomsedici GP, ‘figlia’ dell’Ing. Filippo Preziosi, inaugurò l’era MotoGP nel 2003, conquistando la sua prima vittoria dopo 6 gare grazie a Loris Capirossi. La sua crescita culminò nel 2007, anno in cui conquistò il primo (e finora unico) titolo piloti per Ducati con Casey Stoner e anche il primo titolo costruttori. In quell’anno l’australiano centrò anche la vittoria nel GP di San Marino a Misano, la prima edizione con il senso di marcia invertito rispetto al secolo precedente.

A Misano c’è anche la Ducati 1198 Factory con cui Carlos Checa e il team Althea Racing conquistarono il titolo piloti della Superbike nel 2011, l’ultimo inanellato dal costruttore italiano nel massimo campionato per “derivate dalla serie”. In quella stagione, lo spagnolo non si fece sfuggire la ‘doppietta’ in riva all’Adriatico.

Anche l’attuale Panigale V4 Factory con cui Alvaro Bautista si sta giocando il titolo mondiale della Superbike è una chiara discendente della 916, anche se il passaggio dal V2 al V4 ha segnato una chiara svolta nell’approccio di Ducati alle corse. Quest’anno ha vinto a Misano con il pilota valenciano, ma il suo obiettivo è il titolo iridato 2022.

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