MotoGP, Yamaha: e adesso chi con Vinales? Quartararo in pole

Yamaha gioca d'anticipo confermando Vinales. Avanti il prossimo, Rossi o Quartararo?

L’annuncio di Yamaha del nuovo contratto biennale con Maverick Vinales scuote la MotoGP perché non è solo un fatto interno a una Casa pur importante e a un suo pilota, pur di gran peso. Yamaha, nella logica che “chi mena per primo mena due volte” non ha atteso il 6 febbraio con il primo test a Sepang né tanto meno il primo round mondiale dell’8 marzo in Qatar. Così Yamaha fa capire, con i fatti, chi è che decide. Non pende dalle scelte altrui, nemmeno da quelle dei piloti. Si vedrà presto se ha fatto bene o no. Fatto sta che Yamaha con il nuovo biennale di Vinales prende due piccioni (o di più?) con una fava. Con questa improvvisa decisione che toglie ogni speranza alla Ducati di ingaggiare Maverick, la Casa di Iwata mette senza indugi la prima delle due pietre su cui far poggiare la sua linea strategica in MotoGP per l’oggi e per il domani. Evidentemente, per battere Marc Marquez su Honda, non servono piloti conservatori in pista dediti a tatticismi e calcoli a tavolino bensì una squadra super con due fuoriclasse “alla pari”, due campioni di gran talento, di grande potenza giovanile, affamati di vittoria, con l’unico obiettivo di diventare campione del Mondo MotoGP.

Questa è per Vinales la quarta stagione con la Yamaha ufficiale, con un carniere fin qui ottimo ma non straordinario: sei vittorie, due terzi posti nel Mondiale (2017 e 2019) e un quarto (2018). Lo spagnolo ha 25 anni ed è nel pieno delle proprie potenzialità. Questo nuovo biennale può dargli, con la serenità, la spinta per il salto di qualità decisivo, superando i limiti fin qui dimostrati in qualifica e in gara, diventando un vincente “non a caso” e battersi per il titolo iridato MotoGP. E l’altra pietra su cui basare la costruzione della “macchina da guerra” per l’assalto della Yamaha al titolo piegando il binomio Marquez-Honda considerato dai più imbattibile? O Rossi o Quartararo. O Rossi, 41 anni il prossimo 16 febbraio. O Quartararo, 21 anni il prossimo 20 aprile. O Rossi, reduce dalle ultime stagioni con il fiatone e a secco di risultati. O Quartararo, astro nascente, potenzialmente l’uomo nuovo del motociclismo, l’unico nel 2019, pur senza vincere, a “dare del tu” al cannibale della Honda. Se contano blasone e albo d’oro, sponsor e ambiente, accanto a Vinales resta Rossi. Altrimenti non c’è storia e tocca a Quartararo. C’era e c’è attesa per la decisione di Valentino sul suo futuro: decide dopo i test, decide dopo la prima gara, dopo le prime gare, dopo il Mugello? Forse – ripetiamo forse – non c’è niente da attendere. Chi deve decidere, forse lui stesso, ha già deciso. C’è da sperare che, comunque, Rossi resti in pista tutto il 2020 e forse anche un’altra stagione almeno. Non per i fan. Per il bene di un motociclismo che sa quanto può dare ancora il 9 volte campione del Mondo. In pista vince uno solo e sul podio salgono solamente in tre. Ma c’è bisogno anche degli altri. Ma non come comprimari.

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