MotoGP, Alex Marquez: "Mio fratello? E' due passi avanti..."

L'obbiettivo dello spagnolo è quello di imparare e "capire" la moto, nella consapevolezza che si tratterà di un percorso complesso e faticoso

L'uomo del momento, per quanto riguarda il Motomondiale, è sicuramente Alex Marquez. In un salto di categoria al fotofinish il Campione del Mondo della Moto2 ha approfittato dell'improvviso ritiro di Jorge Lorenzo per agguantare la sella della RC213V factory, l'ufficialissimo prototipo di casa Honda che lo spagnolo guiderà nel 2020 al fianco del fratello Marc: a qualche ora dall'annuncio del suo ingaggio da parte di HRC, il più piccolo dei Marquez ha fatto il suo esordio in Top Class nel corso dei test di Valencia, terminati nella giornata di ieri sul circuito Ricardo Tormo.

Il bilancio della due giorni valenciana si chiude con il 20° posto nella classifica dei tempi a quasi 2.4 secondi dalla vetta, un risultato certamente non esaltante ma del tutto normale per un pilota che è stato catapultato da un giorno all'altro ai comandi di una potentissima MotoGP. L'obbiettivo è prima di tutto quello di prendere confidenza con il mezzo, senza per forza cercare il giro veloce. Un processo, questo, che contempla anche la possibilità di cadere alla ricerca del limite: la prima carambola è arrivata già nel day-1, ma la seconda giornata si è conclusa senza incidenti.

“Ieri ho commesso un errore non appena sono partito, oggi è chiaro che ho spinto, ma siamo stati più attenti alle basse temperature e conoscevo la moto un po’ di più" ha spiegato il rookie alla conclusione dei test "È chiaro che dovremo trovare dei limiti e che arriveranno le cadute. Oggi, per fortuna, non c’è stata alcuna caduta da parte mia, ma ovviamente arriveranno perché fanno parte del percorso".

Adattarsi ad un bolide della Classe Regina non richiede solo talento, velocità e capacità di "cucirsi" addosso la moto, ma anche una grande preparazione fisica: le potenze in gioco sono elevatissime e le tremende sollecitazioni mettono a dura prova un esordiente. “Capisco la moto a poco a poco e ho fatto molti giri" ha puntualizzato Alex, che nella seconda giornata ha percorso 79 tornate "anche se alla fine ero molto stanco".

Qualche indicazione, per permettergli di adattarsi più velocemente ad una moto che solo il fratello sembra riuscire a portare al limite, può arrivare proprio da Marc stesso. Cercare di seguirlo e copiarne i riferimenti è una strategia potenzialmente efficace: "Ho incrociato Marc due volte in pista e ho cercato di imparare qualcosa" ha ammesso Alex "Abbiamo condiviso i dati di telemetria, non solo con Marc ma con tutti i piloti Honda e cerchiamo di sfruttarli al meglio ognuno di essi".

I prossimi test sono in programma per lunedì e martedì prossimo (25-26 novembre), sul tracciato di Jerez de la Frontera: in quell'occasione Alex vestirà per la prima volta i panni "ufficiali" di pilota Honda HRC. Inutile, però, lanciarsi subito in confronti con il... compagno di squadra: “Ho visto i punti in cui ho bisogno di migliorare già da Jerez" ha concluso lo spagnolo "I giri con Marc sono stati buoni, mi ha aiutato a imparare alcune cose, ma è di un altro livello, è due passi avanti".

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