MotoGP: Ezpeleta “spinge” Jorge Lorenzo al forfait?

Se a spingere sul forfait del maiorchino fossero solo i suoi cattivi risultati del 2019 Ezpeleta dovrebbe armarsi di ramazza e fare un bel ripulisti sia in MotoGP che in Moto2 e in Moto3

Nella lingua italiana la differenza fra “promoter” e “patron” non c’è, tutt’al più con la prima parola si intende di solito una società che cura l’organizzazione e la promozione di grandi eventi e con la seconda la persona responsabile di tale società. Nel motociclismo, come noto, Dorna è il “promoter” del Motomondiale (anche del Wsbk e del Cev ecc.) e Carmelo Ezpeleta è il “patron”. Di fatto, Dorna ha completamente in mano il “giocattolo” delle grandi corse del motociclismo internazionale (la FIM da anni svolge un ruolo sostanzialmente… “ornamentale”) gestendolo pro domo sua nella logica dello show-business ed Ezpeleta è, più che un direttore d’orchestra, il formidabile riverito “padre-padrone”, il “deus ex machina”.

L’ultima conferma viene dall’invito di Don Carmelo a Jorge Lorenzo di prendere una decisione, che tradotto vuol dire che il maiorchino deve appendere il casco al chiodo perché i pessimi risultati di Jorge non sono una buona vetrina per la MotoGP, incidendo negativamente sull’immagine del Motomondiale. Pare addirittura che il gran capo della Dorna spinga sui vertici Honda per sostituire lo spagnolo 5 volte campione del Mondo con il francese Johann Zarco, già dal 2020. Dall’esterno non si sa esattamente quali siano realmente le attuali condizioni fisiche e psico-fisiche del maiorchino e il “fit to race” dei medici dimostra che Jorge è “ok” per scendere in pista ma non dimostra nulla sulla sua reale competitività che infatti, risultati alla mano, è al di sotto del “minimo sindacale”.

Quella di Ezpeleta non è un interessamento del buon padre preoccupato dello stato di salute del figlio o dei suoi cattivi voti a scuola, ma una interferenza del promoter della MotoGP su questioni personali di un campione e interne a una Casa quale è Honda perché, di fatto, la condizione 2019 di Lorenzo toglie di mezzo il principale avversario di Marquez (se non altro perché dispongono entrambi della stessa Honda) privando così il campionato di uno dei suoi principali motivi di interesse. Ovvio che Jorge Lorenzo è la “prima vittima” di questa situazione derivata soprattutto dai postumi di un pesante incidente in pista. Per cui spingerlo “a decidersi” è quanto meno poco rispettoso e alquanto ingeneroso nei confronti di un campione che tanto ha dato al motociclismo.

Al di là dei vincoli contrattuali, spetta a Jorge Lorenzo e alla Honda e solo a Jorge Lorenzo e alla Honda decidere il da farsi. Ma non è la prima volta, si dirà, che Dorna interviene su questioni inerenti i “movimenti” piloti, l’assetto dei Team, i regolamenti ecc. Già. Ciò conferma quanto detto sopra rispetto alla longa manus del promoter e del suo patron. Intendiamoci, Don Carmelo, legittimamente può dire ciò che vuole anche su questa non felice vicenda ma, non essendo un semplice appassionato, sa bene quanto pesino le sue parole e i suoi voleri, per cui come in questo caso sarebbe stato forse meglio non esternare. Se a spingere sul forfait del maiorchino fossero solo i suoi cattivi risultati di quest’anno Ezpeleta dovrebbe armarsi di ramazza e fare un bel ripulisti sia in MotoGP che in Moto2 e in Moto3. Non solo. Quante volte in passato campioni affermati e osannati hanno proseguito la loro carriera, non più vincenti? Ciò vale non solo nel motociclismo. Due esempi di campionissimi, su tutti: Tazio Nuvolari e Fausto Coppi.

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