Jorge Lorenzo nell'abisso. Honda: "Non deve avere paura di Zarco"

Da Tokyo garantiscono: "Vogliamo continuare con lui". E intanto iniziano i colloqui per il rinnovo di Marc Marquez

Continua l'incubo per Jorge Lorenzo, anche a Motegi, anche sulla pista della Honda. Il Gran Premio del Giappone è stato solamente l'ultima tappa di un'agonia cominciata a inizio stagione, un 2019 che non lo ha mai visto chiudere una gara entro i primi dieci e la cui classifica, implacabile, lo relega al 19° posto con soli 23 punti conquistati.

Al Twin Ring il maiorchino ha chiuso in 17^ posizione, fuori dalla zona punti e a un'eternità - oltre 40 secondi - dal compagno di squadra Marquez. Per un Marc che stravince c'è un Jorge che annaspa, e forse affoga, nel mare di difficoltà che stanno accompagnando la sua (dis)avventura con la RC213V: il confronto tra i due è semplicemente imbarazzante, soprattutto per un Campione che è stato capace di vincere cinque titoli iridati e 68 gare nel Motomondiale.

19° in qualifica, lo spagnolo è arrivato dietro anche al satellite Takaaki Nakagami, prossimo all'intervento chirurgico che lo costringerà a lasciare temporaneamente il posto a Johann Zarco: l'impressione di molti è che l'arrivo del francese sia anche una mossa che consente a Honda di fare una sorta di "test", una verifica in vista del 2021 o addirittura della prossima stagione.

Sostituire Lorenzo con il transalpino? Da Tokyo smentiscono categoricamente: “Da parte della Honda vogliamo continuare con lui e dargli una buona moto" ha dichiarato a Marca Yoshishige Nomura, presidente di Honda Racing Corporation "Questo è il nostro lavoro e il nostro obiettivo, quindi lo faremo. L’arrivo di Zarco al posto di Nakagami non deve mettere nessuna pressione a Jorge Lorenzo". Secondo il manager giapponese Jorge “Non deve aver paura di Zarco, è solo una buona opportunità. Nakagami si è infortunato, quindi non c'erano altre opzioni". "Non aveva una moto" ha proseguito "quindi potevamo farlo e l’abbiamo fatto. Se Lorenzo non ottiene risultati la colpa è nostra che non riusciamo a fornirgli una buona moto".

Intanto, mentre nel box del #99 non si sa più che pesci pigliare, arriva un altro titolo per la Casa alata, quello costruttori che Marquez ha regalato alla Honda proprio con il successo di Motegi. Dopo sei mondiali piloti vinti assieme e un'altra stagione ancora da disputare, però, è possibile che a Cervera inizino a suonare le sirene di altri team, e che lo stesso Marc possa cominciare a valutare l'idea di cambiare squadra alla ricerca di nuovi stimoli.

In Thailandia pare che le due controparti abbiano timidamente incominciato a parlare di un possibile rinnovo contrattuale, ma non sembra esserci alcuna fretta: "La prima cosa è capire quale direzione vuoi prendere verso il futuro" ha commentato Nomura "Al momento stiamo parlando della direzione da prendere prima di altre cose". L'obbiettivo è assicurarsi i servigi dello spagnolo fino a fine carriera, cercando di fare incetta di titoli ancora per qualche anno? “Ci proverò, nel miglior modo possibile".

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