Valentino Rossi solo 10° nelle qualifiche di Motegi: "E' necessario migliorare"

Il pesarese non è riuscito a far fruttare nelle qualifiche il lavoro fatto durante le prove libere: domani partirà dalla decima

Le qualifiche di Motegi non sono andate nel migliore dei modi per Valentino Rossi, che dopo le buone prestazioni messe in mostra nelle libere di ieri sperava un crono valevole per le posizioni di testa. Niente da fare: nonostante la Yamaha sembri piuttosto a suo agio sul tracciato giapponese - le altre tre M1 sono tutte in fila dietro al poleman Marquez - il pesarese non è riuscito a fare meglio di una mediocre 10^ posizione, certamente non il risultato a cui Valentino aspirava dopo un venerdì confortante.

“Nella FP4 ero andato abbastanza bene, poi in qualifica abbiamo abbassato molto i tempi" ha spiegato Rossi ai microfoni di Sky Sport "Siamo andati tutti fortissimo anche se le condizioni della pista non erano perfette. A me, purtroppo, è mancato qualche decimo per partire un po’ più avanti perché non sono stato abbastanza bravo in frenata e nei punti dove si poteva fare la differenza”.

Il Gran Premio del Giappone sarà dunque l'ennesima gara che vedrà il nove volte iridato partire dalle retrovie, una condizione che lo costringerà ancora una volta a tentare la rimonta: “Parto decimo però sarà tutto da vedere" ha affermato Valentino, mettendo il focus anche sulle condizioni climatiche "Domani sembra che correremo sull’asciutto ma sarà fresco a livello di temperature, per cui la scelta delle gomme risulterà quanto mai decisiva”.

A non soddisfare il pilota di Tavullia è soprattutto il propulsore della M1: a suo modo di vedere i tecnici di Iwata non sono riusciti ancora a trovare il giusto compromesso tra erogazione dolce e potenza massima. “Penso che sia necessario migliorare a livello di motore, cercare di averlo più potente per una maggiore velocità in rettilineo ma contemporaneamente con una buona erogazione, il nostro maggiore tallone d’Achille" li ha spronati il #46 "Stiamo lavorando in maniera notevole a livello di elettronica con tanti ingegneri nuovi, anche italiani, e secondo me la moto da quel punto di vista è cresciuta molto". Poi, concludendo "Sappiamo che c’è ancora tanto da fare…".

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