Agostini: "Marquez è un ragazzo fantastico, può battere i miei record"

Giacomo Agostini non ha mai nascosto la sua ammirazione per Marc Marquez, un pilota che a 25 anni può seriamente puntare ad infrangere gli strabilianti record del pluricampione italiano

Giacomo Agostini

Con i suoi 15 titoli mondiali, Giacomo Agostini è il Campione più grande della storia del motociclismo: ci sarà chi non concorda, chi ha il "suo" Campione preferito, ma numeri alla mano Mino ha vinto più di chiunque altro, firmando uno strabiliante record che pare semplicemente inattaccabile. O, almeno, lo è sembrato fino ad ora: a soli 25 anni Marc Marquez ha già in tasca 7 mondiali, un'età alla quale Ago aveva appena iniziato a vincere e in cui Valentino Rossi era fermo a quota 6. Numeri strepitosi, che fanno pensare seriamente che lo spagnolo abbia le carte in regola per diventare il pilota più titolato di tutti i tempi.

Una possibilità, questa, che certamente un po' preoccupa Agostini: ovviamente a Marc mancano ancora 8 mondiali prima di raggiungere il campionissimo italiano, ma il ruolino di marcia del fenomeno di Cervera è impressionante e non è affatto improbabile che nei prossimi 10 anni Marquez riesca ad avvicinarsi pericolosamente all'impressionante primato di Ago.

"Il ragazzo sta andando molto veloce, è questo il problema" scherza Giacomo ai microfoni di Radio Marca, emanazione radiofonica del celebre quotidiano sportivo spagnolo "Ha iniziato molto giovane, ora si comincia a correre a 15 anni… ai miei tempi si iniziava a 18, 19, e questo gli dà un vantaggio".

"E' fantastico che abbia già vinto 7 mondiali a quell'età, e penso che possa arrivare a 15 titoli" ha ammesso Ago "Se ci dovesse riuscire l'unica cosa da fare sarebbe inchinarsi di fronte questo pilota fantastico". "Spero che almeno, quando vincerà il 15° mondiale, mi inviti alla sua festa…" ha auspicato tra risate generali.

L'asso italiano, passato alla storia per la sua splendida carriera in sella a MV Agusta e Yamaha, non ha nascosto la sua ammirazione per il giovane spagnolo, pilota che spesso si è trovato a "difendere" nella sua nuova veste di opinionista televisivo: "Non ho parole, sta facendo cose fantastiche: è nato per guidare la moto, si diverte e ama questo sport, ed è la cosa più importante" ha spiegato Agostini "E' un ragazzo splendido, ha un talento strepitoso e perdipiù ha ‘testa’, è simpatico… penso che tutti siano contenti di vederlo vincere perché dà molto spettacolo in gara. E’ per questo che i motociclisti lo adorano, e si merita tutti i suoi successi.

Nel 2019 Marquez si troverà però "in casa" un enorme problema, che prende il nome di Jorge Lorenzo: il Porfuera, concluso il suo biennio in sella alla Ducati, salirà sulla seconda Honda RC213V ufficiale dando vita a un binomio tanto forte quanto potenzialmente problematico per gli equilibri del team HRC. Ago, al riguardo, non ha dubbi: la rivalità tra i due spagnoli sarà fortissima, come accade praticamente sempre quando due galli si ritrovano nello stesso pollaio. "Penso che ci sarà una guerra…" ha tagliato corto Mino "Due campioni con la stessa moto, nello stesso team significa semplicemente guerra".

Secondo Agostini, però, Marquez non deve avere paura del confronto, e tantomeno ha bisogno di "emigrare" in un altro team per dimostrare il suo talento vincendo con un altro marchio: "Penso che non sia importante con che moto corre: se sei Campione del Mondo è perché sei il migliore, qualunque moto guidi, sia essa una Honda, una Yamaha, una Suzuki... per un Campione è importante scegliere la moto migliore: Marquez ha una moto fantastica e lui è fantastico. E' un binomio che può continuare per molti anni, e Marc può diventare il miglior testimonial della Honda".

Marc, secondo Giacomo, è il più grande campione della sua epoca, e uno dei più grandi della storia del motociclismo: incalzato dall'intervistatore, Agostini ha ammesso di avere un sogno nel cassetto, purtroppo impossibile da realizzare. Quello di sfidare Marquez, in un confronto con tutti i più grandi plurititolati del Motomondiale. "Mi piacerebbe fare una gara con Marquez, ma anche con Valentino, Hailwood e Angel Nieto… tutti assieme in pista. Sarebbe un sogno, ovviamente irealizzabile: ogni epoca ha il suo pilota, il suo campione, ed è impossibile fare paragoni. Una volta c'erano Agostini e Nieto, poi c’è stato Rossi, ora c’è Marquez… lo sport è così. Il campione di oggi è Marc Marquez".

Le differenze, tra le varie epoche, sono troppe per lanciarsi in improbabili comparazioni: le condizioni sono diverse, le moto sono cambiate, le stesse regole non sono più quelle di un tempo. Nemmeno la sicurezza, fortunatamente, non è la medesima di quando correva Agostini, un pilota che in 15 anni di carriera ha visto molti amici e avversari morire in pista.

"Oggi c’è molta più sicurezza di un tempo: le piste sono più sicure, sono cambiate le tute, i caschi, ci sono gli airbag… tutto questo è ottimo per lo sport, i progressi in questo campo sono stati fantastici" ha concluso il bergamasco, senza mostrare nessun tipo di nostalgia per quel motorsport certamente romantico e affascinante, ma sicuramente terribile "Ai miei tempi, purtroppo, ogni due o tre settimane moriva un pilota, un amico… ed eri consapevole che poteva capitare a chiunque. Ora, fortunatamente, morire o farsi molto male è molto più difficile: può accadere, ma ci sono molte più protezioni, è tutto molto più sicuro".

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