MotoGP Giappone 2013: Marquez in cerca di riscatto a Motegi

Marquez guida la classifica con 298 punti, 18 in più dell'avversario Lorenzo: in Giappone si decide il mondiale e come sempre a Motegi l'incognita delle condizioni meteo sarà fondamentale.

Venerdì alle 2.55 italiane partirà la prima sessione di qualifiche dell'AirAsia Grand Prix of Japan, penultimo round stagionale della MotoGP e ultima gara della tripletta asiatica iniziata a Sepang e proseguita con il controverso GP di Phillip Island.

Partiamo dal team Repsol Honda, con Marc Marquez, protagonista negativo (insieme al suo team) di Phillip Island: dopo la bandiera nera rimediata in Australia il rookie dell'anno ha visto il suo vantaggio in classifica generale ridursi a soli 18 punti. Non sono pochi e a due round dalla fine Marquez ha tutte le carte in regola per gestire la situazione e laurearsi campione, anche se non può più permettersi di sbagliare:

"Ovviamente sono molto arrabbiato dopo Phillip Island, ma sono cose che possono accadere. L'importante è che, ancora una volta, abbiamo dimostrato di essere lì per vincere e di essere competitivi. Ora dobbiamo lasciarci questa cosa alle spalle e concentrarci su Motegi. Le condizioni della pista possono cambiare molto e lavoreremo duramente sul set up per migliorare l'accelerazione e la frenata, che un settore che abbiamo migliorato anche ultimamente. Lavoreremo con impegno fin dall'inizio, seguendo il nostro normale programma e spingendo al 100% per recuperare il danno fatto in Australia."

L'anno scorso la vittoria aveva arriso a Dani Pedrosa, vincitore con oltre 4 secondi di distacco su Jorge Lorenzo. Dani, secondo classificato nel guazzabuglio australiano, ha intenzione di chiudere la stagione nel migliore dei modi e conoscendo la sua indole arriverà con l'intenzione di vincere:

"L'Australia è stata una gara strana, ma sono molto contento del mio team che ha svolto un lavoro egregio, permettendomi di conquistare il secondo posto. Non vedo l'ora di arrivare a Motegi, è una gara importantissima per Honda e mi piace molto quel tracciato. E' l'ultima di tre gare in Asia e siamo tutti stanchi quindi è molto importante mantenere la concentrazione. Ci sono molte frenate toste e anche brusche accelerazioni e dobbiamo trovare un buon set up per migliorare la stabilità in frenata e la trazione in uscita dalle curve."

Passiamo a Ducati: l'anno scorso Andrea Dovizioso era arrivato 4° a Motegi, dietro un trittico spagnolo composto dai già citati Marquez e Lorenzo più Alvaro Bautista. Quest'anno il 4° posto sembra irraggiungibile e ormai la parola d'ordine è finire il mondiale contennedo i danni:

“Motegi è una pista che mi piace, ma bisogna vedere che temperatura troveremo. Credo che dovrebbe essere più freddo del solito, e penso che la nostra moto possa andare un po’ meglio rispetto a Malesia ed Australia. Spero proprio che sia così perché dobbiamo ridurre il gap dai primi. Per quanto riguarda i miei risultati in MotoGP, ho ottenuto un secondo posto e ho anche fatto la mia unica pole position proprio a Motegi.”

Il circuito di Motegi è incastonato in una zona collinare circa 100 km a nord di Tokio e le temperature, a fine ottobre, non saranno certo paragonabili a quelle australiane. Nicky Hayden, ormai giunto al termine della sua quinquennale avventura con Ducati, non ha mai amato questo tracciato e l'anno scorso era arrivato 8°:

“Questa è una gara molto particolare. C’è molta tradizione e storia in Giappone e gli appassionati sono fantastici, e questo rende tutto più divertente. Purtroppo Motegi non è mai stata una delle mie piste migliori, a dire la verità ho sempre fatto molto fatica e quindi per me sarà difficile. A causa della configurazione ‘stop-and-go’ del tracciato, le moto hanno la tendenza di impennare, e ho sempre avuto difficoltà a sfruttare tutta la potenza della Ducati su questa pista."

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