Phillip Island, pagelle nere: gara “farsata”. HRC bocciata. Lorenzo-Marquez, lotta continua

LA GARA: la farsa (annunciata). Voto 3. Corsa con fermata obbligatoria divisa in due per problemi di sicurezza dovuti alle gomme in crisi. La Bridgestone “monogomma” rovina il mozzato Gran Premio d’Australia e rovina la festa a Marc Marquez; la Direzione gara ci mette del suo con un regolamento delirante, raffazzonato, ambiguo; la Dorna in stato confusionale aggiunge l’ultima ciliegina sulla torta di una MotoGP nelle nebbie. Tempesta in un bicchier d’acqua? Intanto in Giappone, proprio nella zona di Motegi, arriva il tifone “Francisco”. MotoGP nell’occhio del ciclone?

MotoGP Australia 2013 - Gara

LORENZO: il determinato (fortunato). Voto 9+ Il maiorchino della Yamaha (voto 9+) non molla, guida da maestro, sa cogliere la fortuna al volo con una vittoria che – grazie alla bandiera nera al 93 – riapre la corsa al titolo mondiale. Adesso tutto è possibile? Sì. Jorge meriterebbe il titolo. Così come il suo rivale Marc.

PEDROSA: il silenzioso (formichino). Voto 8 Le zampate magistrali alternate da innocue graffiate non consentono a Dani il grande risultato: super nella prima parte legnoso nella seconda. Colpa della seconda moto o del pilota rassegnato? Comunque un secondo posto che pesa in classifica, a dimostrazione di un pilota che porta (quasi) sempre olive (punti) nella propria bisaccia.

MARQUEZ: l’ingenuo (sfortunato). Voto nc. Il rookie della Honda (voto 10) accetta la dura squalifica e ammette l’errore clamoroso suo e del Team (voto 2) nel gestire il cambio della moto. A denti stretti annuncia: “Dimenticare l’errore e concentrarsi su Motegi”. Jolly terminati. Marc, oltre che un fenomeno, è un baby-gentleman, addossandosi colpe non sue. Regalati 25 punti a Lorenzo e 20 a Pedrosa. Befana anticipata?

HRC: l’errore (da pirlotti). Voto 2. Il Team number one del motomondiale ammette l’errore che ha portato alla squalifica di Marquez. Bene, ma ciò non solleva i sempre pensosi capi del Team dalla responsabilità gravissima per una leggerezza da boy scout che può valere un titolo mondiale. Stiamo parlando di fior di professionisti esperti e super pagati, manager della (costosissima) squadra corse del primo colosso industriale motociclistico mondiale non della … “scuderia 3 cani” dei tempi che furono.

ROSSI: l’incolore (fortunato). Voto 6- Il 9 volte campione del mondo invece del classico usuale quarto posto ritrova il podio (secondo consecutivo) ma non brilla. I tre davanti fanno sempre un altro mestiere e l’asso pesarese stavolta li … lascia andare e deve sudare le proverbiali sette camice per avere la meglio sugli arrembanti privat (di lusso) Bautista e Crutchlow, domati anche grazie all’aiutino del cambio moto ai box. Il “Dottore” è fiducioso: de che? E si bea per il bel duello con … Cal. Chi s’accontenta gode. Ma è così che si dà manforte al compagno di squadra Jorge? Solo il telecronista partigiano, distratto e ammutolito quando il 46 viaggiava sesto, non si arrende all’evidenza. Potere del clan.

CRUTCLOW E BAUTISTA: il binomio (fotofinish). Voto 7+ Voto superiore a quello di Vale perché piloti con mezzi eccellenti ma non come quelli degli ufficiali e perché non hanno il dovere del … blasone del pesarese. Super combattivi e super corretti. Potevano fare ancora di più?

HAYDEN E DOVIZIOSO: il binomio (rassegnato). Voto nc. Piazzamenti con distacchi in linea con quelli precedenti. La musica non cambia con la Ducati che (forse) per la prima volta non coglierà alla fine neppure un podio in MotoGP. Mala tempora. Non resta che aspettare il “nuovo corso”. Gigi Dall’Igna salvatore della patria?

IANNONE: il soddisfatto (dei tre): Voto 6+ Andrea soddisfatto:“ E’ stata la migliore gara della stagione”. Mettere dietro l’ufficiale Dovizioso non è cosa da poco. Perché non dargli più fiducia?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
31 commenti Aggiorna
Ordina: