Dopo l’articolo, ecco il video. Niccolo Canepa ed il team World Superbike Red Devils Roma, scendono in pista a Vallelunga per una due giorni di test che precede la trasferta a Phillip Island ed il primo round del campionato 2012.
Tanto lavoro, ma anche tanto affiatamento e momenti di relax per la scuderia tricolore che scenderà in pista con la Rossa di Borgo Panigale. Gustatevi il filmato e la gallery del giovane, ma già molto esperto, pilota lombardo. Grazie a Tad per la segnalazione.
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Tutto è pronto in casa Suzuki per i test che precedono la tappa iniziale del mondiale Superbike a Phillip Island. Yoshimura ha sviluppato in Giappone per il team Crescent due nuovi motori ed il sistema di scarico R-11 che verranno montati sulle moto di John Hopkins e Leon Camier entro l’inizio del mese prossimo.
Le parole del Team Manager Jack Valentine: “I ragazzi erano molto contenti quando sono arrivate le novità tecniche dal Sol Levante. Da quel momento tutta la scuderia è al lavoro per preparare le GSX-R a nostra disposizione. Gli scarichi sono molto accattivanti, oltre a garantire maggior competitività alla nostra due ruote.”
E ancora: “Utilizzeremo i motori ricevuti prima delle prove ufficiali che precedono la gara. In ogni caso Yoshimura ci invierà altri propulsori a Phillip Island in tempo per le prove ufficiali e la prima gara. E’ ancora presto per dirlo, ma siamo contentissimi della partnership con Yoshimura. I ragazzi dell’azienda stanno portando avanti un ottimo lavoro.”
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Primi test del 2012 per Joan Lascorz e Tom Sykes. I piloti, in sella alla Ninja “New Look” del Kawasaki Racing Team, hanno portato a termine una due giorni molto importante in Spagna sul tracciato di Almeria. Dopo la lunga pausa invernale (prevista dal regolamento FIM), ottimi risultati sono stati ottenuti dai due centauri sulla bellissima Ninja ZX-10R.
Il miglior tempo è stato fatto segnare da Sykes, che ha girato in 1.34.6, mezzo secondo più veloce del compagno di squadra Lascorz (1.35.1). Le bassissime temperature notturne hanno costretto lo staff tecnico a sfruttare al massimo le poche ore di sole nelle quali le condizioni dell’asfalto permettevano prestazioni di un certo livello. In questo modo è stato possibile portare a termine il programma che prevedeva la sperimentazione di diversi settings sulla ZX-10R.
Il team continuerà a lavorare sul set-up della moto provando anche nuovi componenti nelle sessioni di test precampionato previste sullo spettacolare circuito di Phillip Island in Australia. Sempre sulla splendida isola dell’Oceania avrà luogo (dal 24 al 26 febbraio) la tappa d’esordio del mondiale World Superbike 2012: in tutto 14 appuntamenti ricchi di patos, adrenalina, spettacolo.
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Ronald Ten Kate e Fausto Gresini sono due team manager che difficilmente avrebbero avuto contatti professionali, se non con il nuovo regolamento CRT della MotoGP. Come già raccontato nelle scorse settimane, la squadra italiana oltre alla Honda RC213V con Alvaro Bautista, schiererà anche un Claiming Rule Team, con un prototipo dotato di telaio FTR e motore Honda CBR1000RR con specifiche Superbike.
Per avere un mezzo competitivo non poteva che rivolgersi alla miglior squadra Honda delle derivate di serie, la Ten Kate Racing, che ha confermato nelle ultime ore sul suo sito l’avvenuto accordo con la squadra MotoGP per la fornitura di motori ed elettronica: “Ten Kate in MotoGP! Gresini parteciperà nel 2012 con un pilota nella categoria CRT, e TKRP fornirà i motori e l’elettronica, che saranno basati sulle specifiche di fine 2011 della Superbike e saranno sviluppati lungo la stagione.
Anche la CRT quindi utilizzerà l’ultima versione del fly by wire sviluppato da Ten Kate, e utilizzato da Jonathan Rea nelle ultime gare del 2011. Con questo nuovo sistema il team è riuscito a raggiungere 2 pole position, una vittoria e due terzi posti. Curiosamente, il pilota Ten Kate del 2010 Michele Pirro sarà il pilota Gresini per la CRT, mentre l’ex pilota Gresini Hiroshi Aoyama correrà per Ten Kate in Superbike.”
via | Twowheelsblog

La Superpole, anche nella sua ultima esibizione stagionale a Portimao, offre uno spettacolo superbo. E, quando a svettare con un giro record da incorniciare (1’41.712) è un “manico” come Jonathan Rea, il pilota oggi di maggior “potenza”, la Superpole diventa l’emblema della SBK da applausi a scena aperta.
Il campione della ritrovatissima Honda vola ma non può certo stare tranquillo, con una prima fila bollente. Il neo campione del mondo Checa, una straordinaria certezza, onora infatti la fresca corona iridata con un gran secondo tempo davanti a due mastini dal pelo ritto come Laverty e Melandri.
Poi Guintoli, Smrz, Lascorze, Haga in seconda fila. Quindi Badovini che apre la terza, ottimista e primo pilota Bmw, che non è poco. Delusione, almeno in parte, per Fabrizio e Giugliano, out sin dalla prima selezione della Superpole. Il pilota della Suzuki lamenta noie di vario tipo alla sua Suzuki e, forse, subisce l’incertezza di un futuro al momento tutto in salita. Il giovane pilota Ducati paga lo scotto del debutto nella non facile selezione della Superpole, ma ha già dimostrato –anche grazie alla … benevolenza di Checa - di poter dire la sua anche nella fossa dei leoni. Domani, è atteso alla conferma.
Pochi sorrisi anche per Haslam, Camier e Sykes, non in grado di saltare la seconda asticella della Superpole.
E Biaggi? Solo 17esimo in griglia, fuori dalla Superpole per l’errore in mattinata – incomprensione con il Team per il cambio gomme - che ha compromesso il tempo. A dir la verità, il “corsaro” è apparso un po’ “arrugginito”: 40 giorni fuori e tre gare perse lasciano il segno. Non c’è, quindi, solo la noia del piede sinistro, che però continua a dar fastidio al pilota romano provocando “sfollate”. Il campione del mondo 2010 ha il … “dovere” di stringere i denti per chiudere alla grande una stagione in chiaroscuro.

Fine della stagione agonistica per il nostro Roby Rolfo. In un’apparentemente innocua sessione di allenamento in bici (soprattutto per un motociclista), il centauro torinese ha riportato la frattura esposta della rotula del ginocchio sinistro, che lo costringerà inevitabilmente a guardare dalla poltrona di casa sua, il round conclusivo di Portimao.
Aggiornamento: Rolfo verrà sostituito dal pilota spagnolo Santiago Barragan Portilla. Barragan è nato 24 anni fa a Almandralejo in Spagna. Nel 2010 ha vinto il campionato Europeo Superstock 1000 mentre quest’anno ha preso parte al campionato spagnolo Stock Extreme alla guida della Kawasaki dell’Extremadura Junior Team. Santiago occupa attualmente il secondo posto della classifica del campionato.
“Mi sono scontrato in discesa, quasi frontalmente, con uno scuolabus che veniva in senso opposto e che era decisamente in mezzo alla strada. Io andavo sicuramente tra i 40 e 50 km/h e lui anche, quindi se si calcola che l’impatto è stato di quasi 90 all’ora a zero posso ritenermi davvero fortunato ad essermi rotto soltanto la rotula del ginocchio sinistro.”
“Il problema maggiore in questo momento post-operatorio è rappresentato dal livello di esposizione della frattura, per questo motivo infatti sono ancora sotto antibiotici e controllo dei medici, per evitare rischi di infezione. Oltre alla rotula, che è uscita, si vedevano il piatto tibiale e tutti i legamenti che, per fortuna, non sono stati recisi.”
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Per il 25° anniversario del Campionato delle derivate di serie, un nuovo “look & feel” che riflette la natura di questo sport e la sua immagine inconfondibile di competizione al top nel motor racing. Infront Sports & Media annuncia la creazione di una nuova immagine di brand che verrà lanciata nel 2012 come segnale di continuo sviluppo e innovazione del Campionato, in linea con le esigenze e le aspettative dei propri partner e di milioni di fan in tutto il mondo.
Il nuovo logo e l’immagine coordinata rappresentano un segno distintivo che racchiude in sé le caratteristiche di questo sport, i valori e l’atmosfera Superbike. Una soluzione versatile che consentirà alle categorie gestite da Infront Motor Sports di consolidare il proprio appeal verso il mercato globale. A partire dal primo round del 2012, che avrà luogo a Phillip Island, in Australia, la nuova immagine di brand verrà declinata in tutte le forme e su tutti i canali di comunicazione degli eventi, dalla TV alla stampa, dal web alla cartellonistica, fino agli elementi visual dei partner commerciali.
Come dichiarato da Philippe Blatter, Presidente e CEO di Infront Sports & Media, il Rebranding, una priorità assoluta: “Il rebranding del Campionato è una delle nostre priorità, nell’ambito di una più generale e complessa strategia di innovazione nel lungo termine. Il marchio esprimerà distinzione e, al contempo, coesione all’interno delle diverse categorie, rappresentando quella che è la natura di questo sport, la sua immagine, il suo mondo; un elemento fondamentale in questo nuovo approccio di marketing che punta ad ampliare il proprio target di riferimento e a fornire ai propri partner una sempre più valida piattaforma di comunicazione. Con il nostro investimento nella nuova brand identity il Campionato è destinato ad essere riconosciuto come una delle più importanti realtà a livello mondiale nel settore dei motori.”
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Il titolo iridato conquistato oggi a Magny-Cours con una splendida doppietta da Carlos Checa e dalla Ducati premia il “pacchetto” stagionale più forte ed equilibrato onorando la SBK e il motociclismo tutto.
La bellezza di questo sport sta proprio nella sua imprevedibilità, dove tutto e tutti sono sempre messi in discussione. Dopo il gran mondiale 2010 di Max Biaggi e dell’Aprilia e dopo la decisione della Ducati di non partecipare ufficialmente al campionato 2011 chi avrebbe puntato sul pilota spagnolo, sul Team Althea, sul bicilindrico bolognese?
Le polemiche di quest’anno sulla “gommina” favorevole, sulla super cilindrata del “pompone”, così come quelle dello scorso anno sull’Aprilia considerata “prototipo” lasciano il tempo che trovano. Nel motociclismo chi corre conosce i regolamenti e li accetta e chi vince ha ragione e merita il rispetto di tutti. Ma nessuno è imbattibile: è questa l’unica verità delle corse e vale sempre e per tutti. Biaggi-Aprilia hanno meritato il titolo l’anno scorso così come quest’anno Checa e la Ducati. Due considerazioni finali.
La prima riguarda la Ducati che ora sul titolo iridato ci mette il cappello. Le bicilindriche affidate al Team Althea, magnificamente gestite, sono a tutti gli effetti moto ufficiali. Discutibile il fatto che a Borgo Panigale non l’abbiano mai ammesso apertamente. Pur dopo la decisione di non partecipare direttamente al mondiale 2011 la Ducati poteva ugualmente sin dall’inizio dire come stavano effettivamente le cose. Timori per una stagione che si annunciava perdente? Ma tutto è bene ciò che finisce bene ed è giusto che alla Ducati vada il plauso e il riconoscimento di tutti.
La seconda riguarda Biaggi e l’Aprilia, fuori gioco nel finale per sfortuna ma con l’handicap di errori commessi dal “corsaro” durante la stagione. Anche qui, il nodo non è se queste ultime corse sono interessanti anche senza il pilota romano. Certo è che l’assenza di un protagonista come Biaggi toglie alle gare un valore “aggiunto”. Così come se mancasse Checa o un altro pilota di pari calibro. Inoltre si è dimostrato che l’Aprilia, moto che non domina a mani basse come qualcuno paventava ma pur sempre di elevata competitività, senza Biaggi è meno performante e comunque non vince. Questo dicono i fatti.
Per adesso uniamoci all’applauso meritatissimo per Carlos Checa, per il Team Althea di Genesio Bevilacqua, per la Ducati factory.

Stappa “solo” una bottiglia di champagne Carlos Checa, quella per la vittoria di gara due, dodicesimo successo stagionale. Il pilota spagnolo della Ducati è costretto a tenere in fresco la seconda bottiglia perché la festa per il mondiale è rinviata alla prossima gara di Magny Course. Il mondiale è assegnato sotto il profilo della superiorità dimostrata da Checa-Ducati ma resta matematicamente aperto, se pure di un soffio a causa del sesto posto di Marco Melandri.
Checa non ruba niente, neppure la vittoria odierna sul circuito del Santerno, e merita a pieni voti il titolo iridato, grazie anche alla Ducati e al Team Althea, davvero encomiabili sotto tutti i profili. Il vero mattatore della giornata è Jonathan Rea, tornato prepotentemente alla ribalta dopo una lunga via crucis, oggi indiscusso vincitore di gara uno e costretto ad alzare bandiera bianca sul finire di gara due per problemi di elettronica alla sua Honda davvero “ritrovata”, dando così l’addio a una meritata doppietta.
Terzo protagonista, da applauso, Haga, indomito lottatore su una Aprilia in grande spolvero, sul podio di gara due anche con l’altalenante Camier. Lo spettacolo, specie per i primi dieci giri di gara due, è stato esaltante. L’attesissimo Melandri ha deluso, poco convinto, scialbo in gara uno e rallentato da un errore alle Minerali in gara due quando, in ritardo, si stava prodigando in un bellissimo inseguimento.
Giornata da dimenticare per Fabrizio, caduto subito in gara uno e costretto ai box in gara due per noie al cambio. Protagonisti di bagarre Laverty (due volte quarto), Sykes appiedato dopo gli sprazzi luminosi di gara uno (quarto), Haslam, caduto in gara uno e quinto in gara due. Badovini nella top ten, nono e primo pilota Bmw in gara uno e decimo in gara due, Polita sfortunato con il motore bollito in gara due.
La Ducati con Checa vince. La Honda con Rea torna a vincere. La Yamaha è “frenata” con Melandri che sente le incertezze del futuro. L’Aprilia con Haga ritrova il podio ma non il gradino più alto. Si può dire che la mancanza di Biaggi si fa sentire. Oppure, all’opposto, “morto un papa se ne fa un altro”. Vedremo.

Il rischio, al momento in cui scriviamo, è che non si sa addirittura se Max Biaggi può partire alle ore 12 in gara uno, al Nurburgring. Il campione del mondo è stato costretto a dare forfait nel warm up perché i problemi del piede sinistro si sono accentuati.
Come si sa, il campione dell’Aprilia è stato colpito in prova da un detrito sparato dalla moto di un pilota cadutogli davanti. Il “corsaro” ha stretto i denti durante i turni successivi ma il dolore era il segnale di quanto si temeva. Gli accertamenti della Clinica Mobile hanno rivelato una frattura al metatarso.
Le terapie successive non hanno dato l’effetto sperato. Il bendaggio predisposto per il warm up non gli ha consentito di guidare questa mattina perché il piede troppo gonfio non entrava nello stivale appositamente preparato. Da lì la decisione di saltare il warm up.
In questi minuti febbrili si tentano nuove soluzioni. Max vuole assolutamente prendere parte alla corsa, provare almeno in gara 1. Il cielo del Nurburgring non prevede nulla di buono. Biaggi-Aprilia, addio mondiale? Quando la sfiga ci mette lo zampino.