MotoGP, Lorenzo punge Yamaha: "Potevo aiutare molto di più lo sviluppo"
Jorge Lorenzo torna a parlare del suo breve ruolo di collaudatore Yamaha e spiega perché, a suo giudizio, la Casa di Iwata ha commesso un errore.
A distanza di anni dal ritiro dalle competizioni, Jorge Lorenzo torna a riflettere sul suo rapporto con Yamaha e sul breve periodo trascorso come collaudatore della Casa di Iwata. Il tre volte campione del mondo della MotoGP ha ammesso di non essersi dedicato completamente a quell’incarico, ma allo stesso tempo è convinto che il costruttore giapponese abbia commesso un errore interrompendo la collaborazione dopo una sola stagione.
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente importante per Yamaha, impegnata nello sviluppo della futura MotoGP e alla ricerca di soluzioni per ridurre il divario accumulato nei confronti dei costruttori europei.
Il mea culpa di Lorenzo dopo il ritiro
Intervistato dal canale YouTube Fast & Curious, Jorge Lorenzo ha spiegato come il periodo successivo all’addio alle corse sia stato caratterizzato dalla necessità di allontanarsi completamente dal mondo del motociclismo.
L’ex pilota spagnolo ha raccontato che, dopo quasi vent’anni trascorsi sotto pressione tra allenamenti, gare e sviluppo delle moto, aveva bisogno di dedicarsi ad altro. Proprio per questo motivo, quando Yamaha gli propose il ruolo di collaudatore, non riuscì a viverlo con la stessa intensità che aveva sempre messo nella carriera agonistica.
Lo stesso Lorenzo ha riconosciuto questo aspetto con grande sincerità, spiegando di non aver dedicato al progetto tutta l’attenzione che avrebbe meritato. Un’ammissione che rappresenta una sorta di autocritica sul suo approccio a quell’esperienza, condizionata dalla voglia di lasciarsi alle spalle gli anni vissuti ai massimi livelli del Motomondiale.
Perché l’ex campione critica la scelta di Yamaha
Pur assumendosi parte delle responsabilità, Lorenzo ritiene che Yamaha abbia sbagliato a interrompere il rapporto.
Secondo il maiorchino, la sua esperienza maturata in anni di successi con la YZR-M1 avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto per gli ingegneri impegnati nello sviluppo della moto. La sua sensibilità tecnica e la conoscenza del progetto, a suo giudizio, avrebbero potuto contribuire in modo significativo all’evoluzione del prototipo.
Le sue parole assumono un peso particolare considerando la fase di ricostruzione che sta attraversando il costruttore giapponese. Yamaha è infatti impegnata nello sviluppo della futura MotoGP, compreso il lavoro sul nuovo progetto con motore V4, una delle novità più attese per i prossimi anni.
Il ruolo sempre più decisivo dei collaudatori in MotoGP
Negli ultimi anni il lavoro dei collaudatori è diventato uno degli elementi strategici più importanti della MotoGP moderna.
Lo sviluppo continuo di aerodinamica, elettronica e motori richiede infatti piloti esperti in grado di fornire indicazioni precise agli ingegneri tra una gara e l’altra.
Non è un caso che diversi costruttori abbiano costruito solide strutture dedicate ai test. Ducati continua ad affidarsi all’esperienza di Michele Pirro, KTM considera fondamentale il contributo di Dani Pedrosa, mentre Honda ha rafforzato il proprio reparto sviluppo coinvolgendo Aleix Espargaró e Takaaki Nakagami.
In questo scenario, Lorenzo è convinto che la sua permanenza avrebbe potuto offrire un contributo concreto anche a Yamaha. Stabilire quanto avrebbe inciso realmente sull’evoluzione della M1 è impossibile, ma le sue dichiarazioni riportano l’attenzione su una figura che oggi riveste un’importanza sempre maggiore nel Motomondiale.
Con moto sempre più sofisticate e aggiornamenti tecnici continui durante la stagione, il lavoro dei tester è diventato un tassello fondamentale per la competitività di ogni costruttore. Ed è proprio su questo punto che Jorge Lorenzo continua a nutrire un rimpianto: quello di non aver avuto l’opportunità di mettere la propria esperienza al servizio della Yamaha per un periodo più lungo.