Suter MMX 500, la moto a 2 tempi da 195 CV pesa appena 127 kg
La Suter MMX 500 riporta in pista il mito delle GP 500 a due tempi: V4 da 576 cc, 195 CV, appena 127 kg e oltre 310 km/h.
Ci sono moto veloci e poi ci sono progetti che sembrano ignorare qualsiasi criterio convenzionale. La Suter MMX 500 appartiene senza dubbio alla seconda categoria: ha un motore V4 a due tempi da 576 cc, sviluppa 195 CV a 13.000 giri, pesa appena 127 kg a secco e può superare i 310 km/h.
Numeri impressionanti anche confrontandoli con quelli delle superbike moderne. Ma la MMX 500 non nasce semplicemente per battere un record di potenza o velocità. L’obiettivo della specialista svizzera Suter era molto più particolare: riportare in vita le sensazioni delle brutali 500 GP a due tempi che hanno segnato un’epoca del Motomondiale.
Non è una replica costruita utilizzando un vecchio propulsore e neppure una moto stradale travestita da GP. Motore, telaio e componentistica sono stati sviluppati per creare una vera moto da corsa moderna. E, a differenza delle introvabili Honda NSR500 o Yamaha YZR500 ufficiali, la Suter è stata realmente proposta ai clienti privati.
Suter MMX 500: il V4 è in realtà un 576 cc
Il nome potrebbe trarre in inganno. La MMX 500 non ha una cilindrata di 500 cc, ma di 576 cc.
Quel numero sulla carena è soprattutto un richiamo alla vecchia classe regina del Motomondiale. Non dovendo rispettare il regolamento tecnico delle GP dell’epoca, gli ingegneri hanno potuto aumentare la cilindrata con l’obiettivo di ottenere più coppia e un’erogazione maggiormente sfruttabile.
Il risultato è un V4 a due tempi raffreddato a liquido, con alesaggio di 56 mm e corsa di 58,5 mm. Una delle caratteristiche tecniche più interessanti è la presenza di due alberi motore controrotanti, collegati tra loro tramite ingranaggi.
La soluzione permette di mantenere compatto il propulsore e di ridurre alcuni effetti giroscopici delle masse rotanti, caratteristica importante su una moto progettata per cambiare direzione con la rapidità di un prototipo da Gran Premio.
Ogni cilindro dispone di una valvola lamellare in fibra di carbonio e di un proprio corpo farfallato. Ma, diversamente dalle vecchie 500 GP alimentate a carburatori, la MMX utilizza una iniezione elettronica controllata da una centralina MecTronik.
Ci sono inoltre valvole allo scarico a doppia farfalla controllate elettronicamente, mentre a rendere immediatamente riconoscibile la moto ci pensano i quattro grandi scarichi ad espansione Akrapovič in titanio.
Il cambio è un sei marce di tipo estraibile, soluzione tipicamente racing, abbinato a una frizione multidisco a secco Suter.
195 CV e 127 kg: il rapporto peso-potenza è impressionante
Il V4 raggiunge una potenza dichiarata di 195 CV a 13.000 giri/min.
Il dato diventa ancora più interessante quando viene confrontato con il peso: appena 127 kg a secco. Significa un rapporto di circa 1,54 CV per ogni chilogrammo, senza considerare pilota e carburante.
Le superbike stradali contemporanee possono raggiungere e superare i 200 CV, ma devono fare i conti con masse decisamente superiori. La MMX 500 nasce invece come moto esclusivamente da pista e può eliminare praticamente tutto ciò che non serve per andare forte.
Anche il motore due tempi contribuisce al risultato. Non ci sono distribuzione, alberi a camme e valvole come su un quattro tempi tradizionale, con un vantaggio evidente in termini di peso e dimensioni.
Suter dichiara una velocità massima superiore a 310 km/h.
Ma il fascino della MMX non è soltanto nella velocità assoluta. È il modo in cui arriva la potenza a distinguerla: pochissimo freno motore, una massa ridottissima e il caratteristico ingresso nella zona di maggiore spinta tipico di un due tempi ad alte prestazioni.
Niente traction control e anti-wheelie
Curiosamente, Suter ha unito tecnologie moderne a una filosofia volutamente vecchia scuola.
L’iniezione elettronica c’è. Sono previste differenti mappe motore e può essere installato un sofisticato sistema di acquisizione dati. Sulla configurazione originale, però, mancano traction control, anti-wheelie e launch control.
Non è soltanto una scelta romantica.
Su un due tempi ad alte prestazioni con lubrificazione legata alla miscela, alcune strategie elettroniche normalmente utilizzate sui motori quattro tempi diventano più complesse. Un taglio aggressivo dell’alimentazione, per esempio, può interferire anche con la lubrificazione.
Ma l’assenza di determinati filtri elettronici risponde anche alla natura stessa del progetto. La MMX doveva ricordare al pilota perché le vecchie 500 GP si erano guadagnate la fama di moto estremamente impegnative, senza trasformarsi in una superbike moderna semplicemente dotata di un motore differente.
Telaio regolabile come su una vera moto da corsa
Attorno al V4 è stato costruito un telaio perimetrale in alluminio realizzato utilizzando elementi lavorati CNC e successivamente saldati. Anche il forcellone è in alluminio e offre ampie possibilità di regolazione.
E qui il termine “regolabile” assume un significato ben diverso rispetto a quello di una normale sportiva.
Sulla Suter possono essere modificati interasse, altezza della moto, inclinazione del cannotto di sterzo, offset dello sterzo e posizione del perno del forcellone. È possibile intervenire anche sulla posizione di guida e utilizzare differenti leveraggi della sospensione posteriore.
In altre parole, la geometria può essere adattata al pilota, agli pneumatici e alle caratteristiche del circuito.
Le sospensioni completamente regolabili sono firmate Öhlins, mentre Brembo fornisce l’impianto frenante. Davanti ci sono due dischi da 320 mm con pinze a quattro pistoncini, dietro un disco da 218 mm.
I cerchi OZ da 17″ sono disponibili in alluminio oppure, come optional, in magnesio. Carenatura e serbatoio sono invece realizzati in fibra di carbonio.
Una 500 due tempi moderna anche al Tourist Trophy
La MMX 500 non è rimasta un esercizio da salone. Suter ha deciso di portarla anche in uno degli ambienti più difficili possibili: il Tourist Trophy dell’Isola di Man.
Nel 2016 la moto partecipò alle gare Superbike e Senior con Ian Lougher. Dopo il ritiro nella Superbike, riuscì a concludere il Senior TT al 34° posto, con una media di gara di 117,548 mph, circa 189 km/h. Durante l’evento venne inoltre registrato un giro a oltre 121 mph di media.
Suter tornò sull’isola nel 2018, ancora con Lougher. Anche in quell’occasione la Superbike terminò con un ritiro, mentre nel Senior TT la MMX concluse 21ª, migliorando la media fino a 120,807 mph, circa 194 km/h.
Al di là del risultato, vedere e soprattutto sentire nuovamente un grosso V4 due tempi sul Mountain Course aveva un significato particolare: le grandi due tempi erano ormai scomparse da anni dalle principali categorie del motociclismo internazionale.
Quanto costa la Suter MMX 500
La MMX 500 venne presentata nel 2015 con una produzione annunciata fino a un massimo di 99 esemplari.
Un dettaglio importante: 99 rappresenta il limite massimo previsto, non necessariamente il numero di moto effettivamente costruite. Sono comunque documentate diverse consegne a clienti privati negli anni successivi.
Nel 2024, per esempio, è stata resa pubblica la consegna dell’esemplare numero 21. Un annuncio del 2025 indicava invece un prezzo di 128.000 franchi svizzeri. Per disponibilità e quotazione attuali è quindi necessario verificare direttamente con il costruttore o con un rivenditore autorizzato.
E c’è un altro particolare fondamentale: la Suter MMX 500 non è omologata per la strada. È una moto da corsa destinata alla pista.
A quella cifra esistono moto stradali capaci di offrire potenze persino superiori, insieme a elettronica sofisticata e una facilità di utilizzo impensabile ai tempi delle vecchie GP.
Ma sarebbe un confronto che perde di vista il punto.
La Suter MMX 500 offre qualcosa che praticamente nessuna superbike di serie può replicare: un V4 due tempi moderno da 576 cc, quasi 200 CV, quattro espansioni in titanio e un peso inferiore a quello di moltissime piccole moto stradali.
Una macchina costruita non per rendere nuovamente razionale il motore a due tempi, ma per riportare in pista, con tecnologia moderna, una delle epoche più estreme del motociclismo da competizione.