Bollo auto e moto, esenzione nel 2027: requisiti e limiti

Nel 2027 milioni di automobilisti potranno non pagare il bollo. La misura interessa auto fino a 80 kW e motocicli, ma prevede limiti se si possiedono più veicoli.

Bollo auto e moto, esenzione nel 2027: requisiti e limiti
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 17 set 2026

Il bollo auto cambia nel 2027 e per milioni di italiani il risultato sarà molto semplice: per un anno non sarà necessario pagarlo. Il Consiglio dei ministri del 16 settembre ha approvato l’esenzione per le auto di piccola e media potenza, con un limite fissato a 80 kW, e ha incluso nella misura anche motocicli e ciclomotori secondo specifiche condizioni. La platea complessiva è stimata in circa 14,5 milioni di veicoli.

Dietro una formula apparentemente semplice ci sono però diversi dettagli da conoscere. L’esenzione non permette, per esempio, di evitare automaticamente il bollo su tutte le auto e le moto possedute. Il beneficio è sostanzialmente limitato a un veicolo per persona e sono previste regole per stabilire quale mezzo venga agevolato quando lo stesso proprietario ne possiede più di uno.

C’è poi la questione temporale. Il provvedimento disciplina direttamente l’esenzione per il 2027, mentre il Governo ha indicato l’obiettivo di rendere la misura strutturale. Per capire cosa accadrà negli anni successivi bisognerà quindi seguire i prossimi passaggi normativi.

Bollo auto 2027: quali vetture non lo pagheranno

La soglia da ricordare è 80 kW, equivalenti a circa 109 CV.

Per il 2027 l’esenzione riguarda le autovetture che non superano questo valore di potenza. Secondo le stime riportate dopo il Consiglio dei ministri, la fascia interessata rappresenta oltre il 70% delle auto circolanti in Italia.

Questo significa che nel provvedimento possono rientrare numerose citycar, utilitarie, compatte e modelli di fascia media, purché rispettino la soglia prevista.

La potenza è quindi il primo elemento da verificare.

Attenzione però a un dettaglio importante per chi possiede più automobili. La bozza del decreto stabilisce che, quando risultano più vetture agevolabili intestate alla stessa persona, l’esenzione venga riconosciuta a una sola automobile.

In particolare, viene individuata quella con la potenza più bassa. Se due vetture hanno la stessa potenza, il beneficio viene applicato a quella sulla quale, senza agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo inferiore.

È un meccanismo che può produrre una conseguenza poco intuitiva: chi possiede due auto sotto gli 80 kW non può semplicemente decidere di utilizzare l’esenzione su quella che comporterebbe il maggiore risparmio.

Per capire l’impatto reale della misura sul proprio portafoglio bisognerà quindi considerare non soltanto quanti veicoli si possiedono, ma anche potenza e bollo normalmente dovuto.

Bollo moto 2027: attenzione se si possiede anche un’auto

Per motociclisti e scooteristi la situazione merita qualche spiegazione in più.

Dire semplicemente che nel 2027 viene eliminato il bollo su tutte le moto rischia infatti di creare confusione. La bozza del provvedimento prevede l’esenzione per motocicli e ciclomotori, ma la collega alla posizione complessiva del proprietario.

In particolare, l’agevolazione sul motociclo è prevista se la stessa persona non risulta soggetta al bollo per un’autovettura fino a 80 kW.

Tradotto: chi possiede soltanto una moto può beneficiare dell’esenzione prevista. Chi possiede una moto e contemporaneamente un’auto che rientra nella fascia agevolata non ottiene automaticamente due esenzioni.

Anche nel caso di più motocicli è previsto un criterio preciso. L’esenzione viene riconosciuta a un solo mezzo, individuando quello con la potenza più bassa. In caso di pari potenza, viene considerato quello per il quale il bollo sarebbe meno costoso. Per più ciclomotori, invece, la bozza indica come criterio la data di prima immatricolazione più remota.

È un dettaglio particolarmente importante per gli appassionati che hanno più moto in garage. Il beneficio, quindi, non va moltiplicato per il numero di mezzi posseduti.

Quanto costa la misura e cosa succederà dal 2028

L’esenzione dal bollo auto e moto nel 2027 ha naturalmente un costo per i conti pubblici, perché la tassa automobilistica rappresenta un’entrata importante per le Regioni.

La cifra indicata per compensare il mancato gettito è di circa 2,3 miliardi di euro. Il Governo ha collegato la copertura del provvedimento ai risparmi derivanti dal PNRR, prevedendo trasferimenti per evitare che l’esenzione si trasformi in una perdita equivalente per i bilanci regionali.

Il punto ancora più interessante riguarda però quello che accadrà dopo.

Il provvedimento approvato interviene sul 2027, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato l’intenzione di rendere strutturale l’abolizione per la fascia di veicoli interessata. Questo significa che l’obiettivo politico dichiarato è andare oltre il singolo anno, ma l’applicazione futura dipenderà dai successivi interventi normativi e dalle relative coperture finanziarie.

Ed è proprio su questo punto che si concentra una parte del confronto politico.

Le opposizioni hanno criticato soprattutto la coincidenza temporale della misura con il 2027 e la necessità di individuare coperture stabili per gli anni successivi. Il Governo, al contrario, ha presentato l’intervento come l’avvio di una riduzione permanente della tassazione sul possesso dei veicoli.

Per automobilisti e motociclisti, però, il dato pratico da tenere a mente è più semplice: il 2027 introduce un’esenzione molto ampia, ma non generalizzata.

La soglia degli 80 kW determina quali automobili possono accedere al beneficio, mentre per moto e ciclomotori bisogna verificare anche l’eventuale possesso di un’auto agevolabile. Inoltre, quando ci sono più mezzi intestati alla stessa persona, non si sommano automaticamente più esenzioni.

Per questo, prima di considerare definitivamente cancellato il proprio bollo, sarà importante verificare la situazione del singolo veicolo e le regole applicabili al proprietario. E soprattutto distinguere ciò che è previsto per il 2027 dall’obiettivo dichiarato di rendere la misura permanente negli anni successivi.

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