Monopattini a Roma, un controllo su due trova irregolarità: 6.000 violazioni in tre mesi

A Roma controllati oltre 12.000 monopattini in tre mesi: quasi 6.000 irregolarità. Casco, targa e assicurazione tra le violazioni più frequenti.

Monopattini a Roma, un controllo su due trova irregolarità: 6.000 violazioni in tre mesi
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 17 set 2026

A Roma quasi un monopattino controllato su due presenta un’irregolarità. È il dato che emerge dall’attività svolta negli ultimi tre mesi dalla Polizia Locale di Roma Capitale: su oltre 12.000 monopattini controllati, sono state accertate quasi 6.000 violazioni.

Il problema principale riguarda il casco, ma i controlli hanno fatto emergere anche mezzi senza contrassegno identificativo, conducenti privi di assicurazione e comportamenti vietati come il trasporto di un passeggero o la circolazione sui marciapiedi.

Numeri particolarmente significativi perché arrivano pochi mesi dopo la piena applicazione di alcune delle nuove regole sui monopattini elettrici, che hanno introdotto obblighi precisi per chi utilizza questi mezzi sulle strade italiane.

Monopattini a Roma: 3.000 violazioni solo per il casco

Il bilancio dei controlli permette di capire quali siano le infrazioni più frequenti.

Delle quasi 6.000 irregolarità accertate, circa 3.000 riguardano il mancato utilizzo del casco. È quindi questa, da sola, la violazione più diffusa tra quelle rilevate dalla Polizia Locale.

Seguono le irregolarità relative al contrassegno identificativo: sono oltre mille. Il dato, però, sarebbe in diminuzione rispetto alle prime settimane successive all’entrata in vigore del nuovo obbligo.

Circa 400 infrazioni riguardano invece la mancanza della copertura assicurativa. In questo caso i controlli sono partiti dal 16 luglio, giorno dal quale è diventato operativo l’obbligo di assicurazione RC per i monopattini elettrici.

A completare il quadro ci sono altri comportamenti vietati, tra cui il trasporto di passeggeri, la circolazione sui marciapiedi e la sosta irregolare.

Il rapporto tra controlli e infrazioni non significa necessariamente che metà di tutti i monopattini che circolano nella Capitale sia fuori norma: i dati riguardano infatti i mezzi sottoposti a verifica nell’ambito delle attività della Polizia Locale. Restano comunque numeri che mostrano quanto il rispetto delle nuove regole sia ancora lontano dall’essere generalizzato.

Le violazioni risultano inoltre maggiormente concentrate nel centro storico di Roma. Seguono Ostia, le zone Aurelio e Marconi, il Prenestino e i quartieri del VI Municipio.

Casco, targa e assicurazione: cosa è obbligatorio

Le regole sui monopattini sono cambiate in maniera sostanziale e alcuni degli obblighi sono diventati effettivamente operativi soltanto nel corso del 2026.

Il casco è obbligatorio per chi guida un monopattino, compresi i maggiorenni. La normativa ha inoltre previsto l’identificazione del mezzo attraverso uno specifico contrassegno e l’obbligo della copertura assicurativa.

Quella comunemente chiamata “targa” è più precisamente un contrassegno identificativo personale. Deve essere applicato in maniera visibile e permanente sul monopattino ed è realizzato su supporto adesivo plastificato non rimovibile.

L’obbligo del contrassegno è diventato operativo a maggio 2026. Il MIT indicava il 17 maggio come data di entrata in vigore della circolazione con contrassegno, dopo la scadenza fissata al 16 maggio per adeguarsi.

Per l’assicurazione RC è stato invece previsto un calendario differente. L’obbligo è scattato dal 16 luglio 2026, dopo un rinvio legato a esigenze tecnico-organizzative segnalate dal settore assicurativo.

Per chi utilizza quotidianamente un monopattino privato, quindi, il quadro è ormai piuttosto chiaro: non basta che il mezzo rispetti le caratteristiche tecniche previste. Bisogna utilizzare il casco, avere il contrassegno identificativo e disporre della copertura assicurativa obbligatoria.

A Roma quasi 28.000 monopattini avevano già il contrassegno

I controlli della Capitale arrivano mentre il sistema di identificazione dei monopattini sta entrando progressivamente a regime.

Al 30 giugno 2026 erano stati rilasciati in Italia 133.135 contrassegni. Roma risultava seconda a livello nazionale con 27.900 monopattini identificati, dietro Milano, che ne contava 33.316. Le due città rappresentavano insieme quasi il 46% dei contrassegni rilasciati nel Paese.

La diffusione del contrassegno non sembra però aver eliminato completamente il problema: oltre mille delle violazioni rilevate negli ultimi tre mesi a Roma riguardano proprio l’identificazione del mezzo.

Un dato che va comunque letto insieme alla diminuzione delle infrazioni registrata rispetto alla fase iniziale dell’applicazione delle nuove regole.

Controlli sui monopattini: cosa cambia per chi li usa

Per chi si muove in città con un monopattino elettrico, il punto principale è che le nuove regole non sono più soltanto sulla carta.

Casco, assicurazione e contrassegno sono ormai elementi che possono essere verificati direttamente durante un controllo. A questi obblighi si aggiungono le normali regole di circolazione: niente passeggeri sul monopattino e niente utilizzo dei marciapiedi come se fossero una corsia alternativa alla strada.

Il tema riguarda anche la convivenza con gli utenti più vulnerabili. Nei quartieri centrali e nelle zone con una forte presenza di pedoni, comportamenti come la circolazione sul marciapiede possono creare situazioni di rischio soprattutto per chi si sposta a piedi.

I 12.000 controlli e le quasi 6.000 irregolarità registrate a Roma mostrano quindi una fase ancora delicata nell’applicazione delle nuove norme. Da una parte cresce il numero dei mezzi identificati e assicurati; dall’altra, il mancato utilizzo del casco continua a rappresentare da solo circa la metà delle violazioni rilevate.

Per chi usa un monopattino, il cambiamento più concreto è proprio questo: dopo l’introduzione progressiva dei nuovi obblighi nel 2026, circolare senza casco, contrassegno o assicurazione espone ormai a controlli e sanzioni effettive.

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