Moto elettriche, arriva il cambio a 2 marce senza cali di coppia
Un cambio a due rapporti senza interruzioni di coppia potrebbe cambiare le prestazioni delle moto elettriche. E-Motiv porta a Milano una tecnologia derivata dalle competizioni.
Le moto elettriche potrebbero presto cambiare marcia senza perdere neppure un istante di spinta. È questa la promessa di E-Motiv Shift Systems, azienda britannica pronta a presentare a EICMA 2026 una nuova trasmissione a due rapporti sviluppata appositamente per le due ruote a batteria. La particolarità? Il sistema permette di passare da una marcia all’altra senza interrompere la trasmissione della coppia alla ruota posteriore. Una tecnologia che affonda le radici nella MotoGP e che potrebbe rendere le elettriche più efficaci in accelerazione, senza rinunciare alla fluidità di guida.
Come funziona il cambio seamless a due marce
Oggi la maggior parte delle moto elettriche utilizza una trasmissione a rapporto fisso. Il motivo è semplice: rispetto ai motori a combustione, quelli elettrici sono in grado di erogare una coppia elevata già dai bassissimi regimi e possono lavorare su un intervallo di velocità piuttosto ampio. Di conseguenza, un cambio tradizionale non è strettamente necessario.
Questo però non significa che avere più rapporti sia inutile. Un cambio a due marce permette infatti di sfruttare meglio le caratteristiche del motore nelle diverse condizioni di utilizzo. La prima può privilegiare lo spunto e la ripresa, mentre la seconda consente di gestire in modo più favorevole le velocità elevate.
Il problema, almeno con le trasmissioni convenzionali, è rappresentato dal passaggio tra i rapporti. Durante la cambiata si può verificare una breve interruzione della coppia trasmessa alla ruota, con una conseguente discontinuità nell’accelerazione.
Ed è proprio qui che interviene E-Motiv. La sua nuova trasmissione seamless powershift è progettata per effettuare il cambio di rapporto mantenendo il flusso di coppia. In altre parole, la moto continua a spingere anche mentre passa dalla prima alla seconda marcia.
Per il motociclista questo potrebbe tradursi in un’accelerazione più progressiva e continua, senza il tipico momento di alleggerimento della spinta che caratterizza alcune trasmissioni.
Non significa necessariamente avere più potenza a disposizione. Il vantaggio consiste piuttosto nella possibilità di utilizzare meglio quella già erogata dal motore elettrico, scegliendo il rapporto più adatto alla situazione.
Dalla MotoGP alle moto elettriche: il progetto E-Motiv
La tecnologia non nasce completamente da zero. E-Motiv deriva infatti dall’esperienza di Zeroshift, azienda che ha sviluppato un particolare sistema di selezione dei rapporti destinato inizialmente ai motori a combustione.
Il principio è quello del cambio seamless, una soluzione impiegata anche nelle competizioni motociclistiche. In particolare, una tecnologia sviluppata da Zeroshift è stata utilizzata sulle moto Aprilia in MotoGP a partire dal 2015.
A differenza di un cambio convenzionale, il sistema sfrutta speciali anelli di innesto che consentono passaggi di rapporto estremamente rapidi, evitando l’interruzione della trasmissione della coppia.
L’obiettivo di E-Motiv è adattare questa soluzione alle esigenze delle moto elettriche, dove le caratteristiche di erogazione del motore sono profondamente diverse rispetto a quelle di un propulsore termico.
Per portare avanti il progetto, l’azienda britannica ha coinvolto diversi partner. Tra questi figurano BSA, storico marchio motociclistico, l’Università di Bath e l’Institute for Advanced Automotive Propulsion Systems (IAAPS).
La collaborazione riguarda lo sviluppo di una moto dimostrativa che permetterà di verificare il comportamento della nuova trasmissione in condizioni reali.
Il prototipo si chiama Demo-1. Il design è stato affidato alla società di consulenza Envisage, mentre l’assemblaggio sarà curato da IAAPS.
Non si tratta quindi, almeno per il momento, di una nuova moto elettrica destinata direttamente alla vendita. Demo-1 sarà soprattutto una piattaforma di sviluppo, pensata per mostrare ai costruttori le potenzialità della tecnologia.
Primi test nel 2027: cosa cambia per i motociclisti
E-Motiv punta ad avere il prototipo pronto per le prove su strada nel corso del 2027. Prima di allora sarà necessario completare lo sviluppo e verificare che la trasmissione mantenga le promesse anche al di fuori delle simulazioni e dei test preliminari.
L’azienda non ha ancora comunicato dati precisi relativi ai tempi di cambiata, al peso del sistema o agli eventuali benefici in termini di efficienza energetica. Mancano anche informazioni sui costi di produzione, un elemento tutt’altro che secondario per una tecnologia destinata a un mercato ancora in evoluzione.
I possibili vantaggi, però, sono chiari. Una trasmissione a due rapporti potrebbe consentire ai costruttori di trovare un compromesso migliore tra accelerazione, ripresa e velocità massima.
Su una moto destinata all’utilizzo urbano, per esempio, potrebbe essere privilegiata la risposta alle basse velocità. Su un modello sportivo, invece, il secondo rapporto potrebbe aiutare a sfruttare meglio il motore quando aumenta l’andatura.
C’è poi il tema dell’autonomia delle moto elettriche. Un rapporto più adatto alle velocità di crociera potrebbe contribuire a mantenere il propulsore in una zona di funzionamento più efficiente. Ma attenzione: per ora non esistono dati che dimostrino un effettivo aumento dei chilometri percorribili con una carica grazie alla soluzione E-Motiv.
Un cambio aggiunge inoltre componenti meccanici, peso e possibili perdite per attrito. Sarà quindi importante capire se i benefici ottenuti saranno sufficienti a compensare la maggiore complessità rispetto a una trasmissione a rapporto fisso.
La presentazione a EICMA 2026, a Milano, rappresenta il primo passo per far conoscere il progetto all’industria motociclistica. L’obiettivo di E-Motiv è infatti convincere i grandi costruttori a prendere in considerazione questa soluzione per i futuri modelli elettrici.
Per vedere il cambio seamless a due marce su una moto di serie bisognerà comunque aspettare. Non sono stati annunciati accordi di produzione né date di commercializzazione.
Il 2027 sarà dunque un anno importante per capire se questa tecnologia, nata dall’esperienza delle competizioni, potrà trovare un’applicazione concreta sulle moto elettriche di tutti i giorni. E soprattutto se un cambio, considerato finora superfluo su molti modelli a batteria, potrà diventare un vero vantaggio nella guida.