BMW R 100 café racer: nasce in cantina, si completa nel parcheggio

Una BMW R 100 trasformata in café racer nella cantina di un condominio a Brooklyn. Marekswerk firma una special bianca e marrone con forcella R nineT, freni Brembo e dettagli realizzati a mano.

BMW R 100 café racer: nasce in cantina, si completa nel parcheggio
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 30 ott 2026

Non serve necessariamente un’officina enorme per realizzare una special fatta come si deve. Lo dimostra questa BMW R 100 café racer, costruita da Marek Kruszynski nella cantina di un condominio a Brooklyn e completata, letteralmente, nel parcheggio di un evento motociclistico. Una trasformazione che unisce il classico motore boxer BMW a componenti moderni, con una livrea bianca e marrone decisamente diversa dalle solite preparazioni. Il risultato? Una moto che sembra uscita da un atelier specializzato, anche se dietro c’è soprattutto il lavoro di un idraulico con la passione per le due ruote.

E la cosa più curiosa è che questa BMW è arrivata all’appuntamento con il pubblico soltanto all’ultimo momento. Con un ammortizzatore posteriore ancora da montare.

Una BMW R 100 costruita in cantina, fino all’ultimo minuto

La storia comincia a Brooklyn, New York, dove Marek Kruszynski lavora come idraulico e porta avanti il suo progetto Marekswerk.

La sua officina non si trova in un capannone industriale o in uno spazio dedicato alle preparazioni motociclistiche. È ricavata nella cantina del condominio in cui vive.

Proprio qui ha preso forma la BMW R 100 destinata al Builder’s Best Show, il concorso organizzato nell’ambito dei BMW Motorrad Days Americas durante il Barber Vintage Festival di Birmingham, in Alabama, dal 9 all’11 ottobre 2026.

Quando è arrivato l’invito a partecipare, i tempi erano particolarmente stretti.

Diversi preparatori hanno scelto di portare all’evento moto già realizzate e consegnate ai rispettivi proprietari. Marek, invece, ha deciso di costruire una nuova special partendo da zero.

Una scelta ambiziosa, considerando che il lavoro doveva essere completato in poche settimane e che lo spazio a disposizione non era certo quello di un’officina professionale. La moto è stata terminata soltanto pochi giorni prima della partenza per l’Alabama. O quasi.

Mancava infatti ancora un componente importante: l’ammortizzatore posteriore Tractive. A risolvere il problema è stato Zack Witkowsky, di Black Wolf Touring and Custom, che ha portato il mono direttamente all’evento. Marek lo ha quindi montato nel parcheggio del Barber Vintage Festival, poco prima di presentare la moto.

Una scena che racconta bene lo spirito di certe preparazioni artigianali. Ma osservando il risultato finale è difficile immaginare una realizzazione così movimentata. Ogni elemento sembra infatti studiato per integrarsi con gli altri, senza modifiche vistose o soluzioni improvvisate.

Bianco e marrone: una café racer che non cerca di stupire

La prima cosa che colpisce della BMW R 100 Marekswerk è la scelta dei colori. In un mondo dove molte special puntano su verniciature elaborate, grafiche aggressive e dettagli appariscenti, questa café racer sceglie una strada completamente diversa.

Il serbatoio è bianco, così come i cerchi, sottoposti a una nuova verniciatura a polvere. A interrompere la superficie chiara troviamo una grafica marrone discreta, ripresa anche su alcuni componenti meccanici.

Il motore boxer e i carburatori sono infatti trattati con un rivestimento Cerakote marrone, che crea un contrasto particolare con il resto della moto.

Una combinazione che ricorda quasi i colori di un caffè macchiato. Sobria, ma tutt’altro che banale.

Sul serbatoio sparisce anche il tradizionale logo BMW, sostituito da due badge Marekswerk.

Non è una modifica che stravolge l’identità della moto. Anzi, le proporzioni restano immediatamente riconoscibili, con il serbatoio classico, il motore boxer ben in vista e una coda corta tipica delle café racer.

La differenza sta soprattutto nella pulizia delle linee.

Non ci sono componenti aggiunti soltanto per attirare l’attenzione. Anche i dettagli più piccoli sembrano avere una funzione precisa all’interno del progetto.

Il risultato è una BMW special dall’aspetto essenziale, che invita a osservare da vicino le lavorazioni anziché puntare tutto sull’impatto visivo.

Ed è proprio avvicinandosi che si scopre quanto lavoro sia stato necessario per trasformare la vecchia R 100.

Boxer da 980 cc, forcella R nineT e componenti di qualità

La base meccanica resta quella della BMW R 100, con il suo caratteristico motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria.

La cilindrata è di 980 cc, mentre le versioni più potenti del modello originale arrivavano a circa 70 CV.

Completano la trasmissione il cambio a cinque rapporti e il cardano, una soluzione storicamente associata alle BMW di questa famiglia.

Marek non ha cercato di rivoluzionare questa architettura. Il motore rimane uno degli elementi centrali della moto, anche dal punto di vista estetico.

Le modifiche più importanti riguardano invece la ciclistica. All’anteriore è stata installata una forcella a steli rovesciati proveniente da una BMW R nineT, fissata attraverso piastre di sterzo realizzate da Hedgehog Garage.

Un aggiornamento importante rispetto alla configurazione originale, che porta sulla vecchia boxer una soluzione più moderna. Al posteriore troviamo invece il già citato ammortizzatore Tractive, arrivato giusto in tempo per l’esposizione.

Ma uno degli interventi più significativi è il nuovo telaietto posteriore, progettato e costruito interamente da Marek.

Per il preparatore si tratta di una prima volta: dalla realizzazione dei tubi alla base della sella, fino alla sagomatura della schiuma, tutto è stato sviluppato personalmente. Soltanto il rivestimento in pelle è stato affidato a un tappezziere.

Una lavorazione che permette alla coda di integrarsi perfettamente con le proporzioni della moto, mantenendo l’impostazione compatta tipica delle café racer. Anche la componentistica è stata scelta con attenzione.

Sui semimanubri troviamo diversi elementi Motogadget, tra cui pulsanti, indicatori di direzione, specchietti e strumentazione. Le leve sono Accossato, mentre l’impianto frenante anteriore utilizza un doppio disco con pinze Brembo.

Per gli pneumatici la scelta è ricaduta sui Bridgestone Battlax, che completano una configurazione orientata a rendere la moto più attuale anche nella guida.

Non sono stati comunicati dati relativi al peso finale, alle prestazioni o a eventuali modifiche interne al propulsore. Sarebbe quindi azzardato parlare di miglioramenti misurabili rispetto alla R 100 originale.

Quello che emerge con chiarezza è invece l’attenzione riservata all’insieme: sospensioni moderne, freni aggiornati, una posizione di guida sportiva e numerosi componenti realizzati su misura.

La BMW R 100 café racer di Marekswerk dimostra così che una preparazione riuscita non dipende necessariamente dalla quantità di modifiche o dal budget impiegato. Conta soprattutto la coerenza del progetto.

E in questo caso c’è anche una storia difficile da dimenticare: una moto costruita nella cantina di un condominio di Brooklyn, caricata su un furgone quasi all’ultimo minuto e completata nel parcheggio di un festival. Non proprio il percorso abituale di una special da esposizione. Ma forse è anche questo a renderla così particolare.

 

 

 

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