Royal Enfield Flying Flea C6 diventa un'opera d'arte: ecco Motototem
La Flying Flea C6 di Royal Enfield diventa una scultura contemporanea: serbatoio in travertino, sella in noce e dettagli in bronzo. La moto elettrica di serie offre fino a 104 km di autonomia.
Una Royal Enfield Flying Flea C6 con il serbatoio in pietra, le manopole in bronzo e la sella in legno massello. No, non è una nuova versione destinata alle concessionarie, ma un’opera d’arte su due ruote. Si chiama Motototem ed è stata realizzata dall’artista italiano Mattia Biagi, che ha reinterpretato la prima moto elettrica del nuovo marchio Flying Flea utilizzando materiali decisamente insoliti per il mondo motociclistico. Il progetto è stato protagonista di Underground BDW, nell’ambito della Barcelona Design Week, dove ha mostrato come una moto possa trasformarsi in una scultura senza perdere completamente il legame con il modello originale.
Motototem: la Flying Flea C6 tra travertino, bronzo e legno
Dimenticate per un momento fibra di carbonio, plastiche e componenti aerodinamici. Per realizzare Motototem, Mattia Biagi ha scelto materiali che normalmente si incontrano nell’architettura, nell’arredamento o nelle opere d’arte.
La base è la Flying Flea C6, la moto elettrica sviluppata dal nuovo marchio di Royal Enfield. L’artista ne ha mantenuto la silhouette generale e il caratteristico telaio in alluminio forgiato, intervenendo invece su numerosi elementi della carrozzeria e dell’allestimento.
Il dettaglio più evidente è il finto serbatoio, realizzato in travertino scolpito. La sua forma richiama un paracadute aperto, un riferimento preciso alla storia della Flying Flea originale.
Il travertino, una pietra naturale utilizzata da secoli nell’architettura, prende così il posto dei materiali convenzionali, trasformando uno degli elementi più riconoscibili della moto in una vera scultura.
Le sorprese, però, non finiscono qui.
Le manopole sono realizzate in bronzo e riproducono le impronte digitali dell’artista, mentre la sella è ricavata dal legno massello di noce. Completano il progetto alcuni elementi in vetro soffiato a mano e particolari in resina.
Persino gli pneumatici ricevono una decorazione particolare, con rondini in pelle lavorate artigianalmente.
Il risultato è una moto che mescola superfici industriali, materiali naturali e lavorazioni manuali. Un contrasto voluto, che rende Motototem molto diversa dalla Flying Flea destinata alla produzione.
Naturalmente, non si tratta di un modello pensato per l’utilizzo quotidiano. Non sono state comunicate caratteristiche di guida o prestazioni specifiche dell’esemplare artistico, che nasce soprattutto come installazione espositiva.
Motototem, inoltre, non è un progetto completamente inedito. Era già stata presentata alla Milano Design Week 2025 e successivamente alle edizioni 2025 e 2026 della Paris Design Week.
La tappa di Barcellona rappresenta quindi un nuovo capitolo del percorso espositivo dell’opera.
Flying Flea C6: dalla moto militare degli anni ’40 all’elettrico
La scelta di utilizzare proprio la Flying Flea C6 non è casuale.
Il nome Flying Flea richiama infatti una piccola motocicletta militare sviluppata da Royal Enfield negli anni Quaranta, durante la Seconda guerra mondiale.
Era un mezzo leggero, progettato anche per essere trasportato e paracadutato, così da accompagnare le operazioni militari.
Un passato che spiega il riferimento al paracadute scelto da Mattia Biagi per il serbatoio in travertino.
Oggi quel nome è tornato, ma con un significato completamente diverso. Flying Flea identifica il nuovo marchio di motociclette elettriche legato a Royal Enfield, pensato principalmente per la mobilità urbana.
La FF.C6 è il primo modello di questa nuova famiglia e riprende alcuni elementi estetici della moto storica, reinterpretandoli con una meccanica completamente elettrica.
Uno dei dettagli più riconoscibili è la sospensione anteriore ispirata allo schema Girder, una soluzione che richiama visivamente le motociclette del passato.
Il collegamento tra tradizione e modernità è quindi già presente nella versione di serie. Motototem porta semplicemente questa idea su un terreno ancora più sperimentale.
La presentazione all’Underground BDW è coincisa anche con l’arrivo del marchio Flying Flea sul mercato spagnolo, a partire da Barcellona, con un’espansione prevista successivamente in altre città.
Motore, autonomia e prezzo della Royal Enfield elettrica
Al di là dell’opera artistica, la Royal Enfield Flying Flea C6 è una moto elettrica vera e propria, sviluppata per gli spostamenti quotidiani.
La versione di serie pesa 124 kg ed è equipaggiata con un motore elettrico capace di erogare una potenza massima di 15,4 kW, equivalenti a circa 21 CV.
La velocità massima dichiarata raggiunge i 115 km/h, mentre l’autonomia arriva fino a 104 km nel ciclo urbano WMTC.
La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 3,91 kWh.
Numeri che collocano la Flying Flea C6 tra le proposte elettriche pensate soprattutto per la città e gli spostamenti di breve e media distanza.
L’autonomia dichiarata va naturalmente considerata in relazione alle condizioni di utilizzo. Percorsi veloci, temperature esterne e stile di guida possono incidere sui chilometri effettivamente percorribili con una ricarica.
La dotazione tecnologica comprende il sistema Fleaware OS, basato su Android Automotive OS, e una strumentazione con schermo touchscreen TFT da 3,5 pollici.
Sono presenti anche navigazione connessa e aggiornamenti software OTA, cioè effettuabili da remoto senza dover necessariamente intervenire fisicamente sulla centralina della moto.
Un equipaggiamento moderno, quindi, nonostante l’estetica ispirata alle motociclette storiche.
Per quanto riguarda il prezzo, la Flying Flea C6 viene proposta in Spagna a 5.990 euro, con tre combinazioni cromatiche disponibili. Si tratta del prezzo comunicato per quel mercato, non necessariamente coincidente con un eventuale listino italiano.
Motototem, invece, rimane un esemplare artistico e non è stata annunciata una sua produzione commerciale.
Il progetto dimostra comunque una cosa interessante: anche una moto elettrica moderna può diventare un oggetto di sperimentazione stilistica, senza limitarsi alle consuete personalizzazioni con verniciature speciali o accessori aftermarket.
Travertino, bronzo, vetro e legno non sono certo i materiali che ci si aspetta di trovare su una motocicletta. Ma è proprio questo il senso di Motototem: prendere un mezzo nato per muoversi e trasformarlo in qualcosa da osservare.
E per Royal Enfield è anche un modo per collegare la propria storia motociclistica a una nuova generazione di veicoli elettrici, senza rinunciare a un’identità estetica ben riconoscibile.