Suzuki GSX-R750, ritorno nel Mondiale Supersport nel 2027

La Suzuki GSX-R750 torna nel Mondiale Supersport nel 2027 dopo anni di assenza. Motozoo Racing schiererà la quattro cilindri giapponese con Mattia Casadei, mentre Team Hammer curerà lo sviluppo tecnico.

Suzuki GSX-R750, ritorno nel Mondiale Supersport nel 2027
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 30 ott 2026

La Suzuki GSX-R750 torna nel Mondiale Supersport nel 2027. Una notizia che farà piacere agli appassionati delle sportive giapponesi, soprattutto perché riguarda una moto ormai scomparsa dai listini europei. A riportarla in pista sarà il team italiano Motozoo Racing, che ha scelto Mattia Casadei come pilota e potrà contare sul supporto tecnico degli americani di Team Hammer. L’obiettivo è trasformare la storica quattro cilindri da 750 cc in una moto competitiva contro le moderne Supersport, dalla Ducati Panigale V2 alla Yamaha R9.

Un progetto particolare, perché Suzuki torna nella categoria con una moto che, almeno nella versione stradale, non è certo di ultima generazione. Ma proprio questa scelta rende il ritorno ancora più interessante.

Suzuki GSX-R750: una sportiva da 150 CV torna in pista

Per ritrovare Suzuki nella categoria principale del Mondiale Supersport bisogna tornare al 2016, quando alcune GSX-R600 erano ancora schierate da squadre private.

Nel 2017 si videro altre Suzuki nel paddock, ma erano impegnate nella Coppa Europa Supersport, non nel campionato mondiale vero e proprio.

Da allora il marchio giapponese è rimasto fuori dalla griglia del WorldSSP. Una lunga assenza che terminerà nel 2027, questa volta con una cilindrata superiore.

La moto scelta è infatti la Suzuki GSX-R750, una delle sportive più conosciute della Casa di Hamamatsu.

Nonostante sia uscita da tempo dal mercato europeo, la GSX-R750 continua a essere commercializzata negli Stati Uniti e in altri Paesi. Il modello stradale conserva il motore quattro cilindri in linea da 750 cc, accreditato di 150 CV, abbinato a una dotazione elettronica piuttosto semplice rispetto alle sportive moderne.

Sono presenti l’ABS e due mappe motore selezionabili attraverso il Suzuki Drive Mode Selector, ma mancano sistemi ormai comuni sulle moto più recenti, come il controllo di trazione e l’acceleratore elettronico.

Una configurazione che racconta bene l’età del progetto, ma che non significa necessariamente scarsa competitività in pista.

La GSX-R750 ha infatti una lunga esperienza nelle competizioni e continua a essere utilizzata in diversi campionati, soprattutto negli Stati Uniti.

Il vero lavoro sarà adattarla alle esigenze tecniche e regolamentari del Mondiale Supersport, dove le prestazioni delle moto vengono gestite attraverso specifici criteri di bilanciamento.

Mattia Casadei e Motozoo Racing: il progetto italiano

A guidare la Suzuki nel 2027 sarà Mattia Casadei, pilota italiano che conosce già l’ambiente del Mondiale Supersport e, soprattutto, la struttura Motozoo Racing.

I due avevano infatti collaborato nel 2025, quando il team era impegnato con MV Agusta. In sei appuntamenti del campionato, Casadei era riuscito a conquistare due pole position, dimostrando di poter essere competitivo nella categoria.

Un’esperienza positiva che ha convinto entrambe le parti a tornare insieme per affrontare una sfida completamente diversa.

Casadei porta con sé anche un curriculum importante. È stato campione del mondo MotoE e vicecampione nella categoria elettrica, risultati che confermano la sua capacità di adattarsi a moto con caratteristiche tecniche differenti.

Una qualità che potrebbe diventare decisiva nello sviluppo della GSX-R750.

La Suzuki che correrà nel 2027 avrà infatti bisogno di un lavoro di preparazione specifico, non soltanto per quanto riguarda il motore, ma anche per elettronica, assetto e comportamento generale.

Per Motozoo Racing si tratta di un nuovo capitolo della propria storia.

La squadra guidata da Fabio Uccelli è presente nel Mondiale Supersport dal 2021 e ha già lavorato con Kawasaki e MV Agusta.

Uno dei risultati più importanti è arrivato nel 2023, quando Tom Booth-Amos ha conquistato il titolo del World Supersport Challenge con una Kawasaki ZX-6R.

Adesso il team cambia nuovamente moto, ma soprattutto filosofia tecnica.

Tornare a lavorare con un pilota già conosciuto rappresenta un vantaggio: Casadei conosce i metodi della squadra e potrà concentrarsi fin dalle prime fasi sullo sviluppo della Suzuki.

L’obiettivo iniziale sarà trovare una base competitiva, prima ancora di pensare ai risultati in gara.

Team Hammer, acceleratore elettronico e la sfida nel WorldSSP

Una parte fondamentale del progetto sarà affidata a Team Hammer, struttura americana con una lunga esperienza nelle competizioni motociclistiche.

Il team vanta 46 stagioni consecutive di attività agonistica e conosce molto bene la Suzuki GSX-R750, utilizzata in campionati come MotoAmerica, British Supersport e in competizioni internazionali, compreso il Tourist Trophy dell’Isola di Man.

Il contributo più importante riguarderà lo sviluppo del sistema ride-by-wire, ovvero l’acceleratore elettronico.

Sulla GSX-R750 stradale il comando del gas è di tipo tradizionale. Per affrontare il Mondiale Supersport, invece, sarà necessario adottare una gestione elettronica che permetta di controllare con precisione l’erogazione del motore.

In pratica, il movimento della manopola viene interpretato da una centralina, che gestisce l’apertura delle farfalle dell’acceleratore.

Questo consente di intervenire sulle caratteristiche di risposta del propulsore e di adattarne le prestazioni alle regole della categoria.

Un aspetto importante nel WorldSSP, dove competono moto con cilindrate e architetture differenti, come la Ducati Panigale V2 e la Yamaha R9.

Team Hammer lavora da tempo a questa soluzione. Chris Ulrich, vicepresidente della struttura americana, ha spiegato di aver avviato personalmente lo sviluppo del sistema e di aver convinto Suzuki a procedere con l’omologazione della moto nel 2022.

Proprio questo dettaglio rende possibile il ritorno della GSX-R750.

La versione 2022 figura infatti ancora nell’elenco delle motociclette omologate dalla FIM per la Supersport, insieme alla GSX-R600.

La base regolamentare esiste quindi già, anche se la moto destinata al campionato 2027 dovrà essere preparata e sviluppata per affrontare una concorrenza molto diversa da quella delle competizioni nazionali.

C’è poi un aspetto storico da non dimenticare.

Suzuki ha già conquistato risultati importanti nella Supersport internazionale. Nel 1998 Fabrizio Pirovano vinse la Supersport World Series con la GSX-R600, mentre nel 1999 Stéphane Chambon conquistò il primo titolo assegnato sotto la denominazione di Campionato del Mondo FIM Supersport.

Nel 2005 arrivò anche il titolo mondiale Superbike con Troy Corser e la GSX-R1000.

Il ritorno nel 2027 riporta quindi un nome storico in una categoria dove Suzuki ha già lasciato il segno.

Resta naturalmente da capire quanto la GSX-R750 sviluppata da Motozoo Racing e Team Hammer potrà essere competitiva contro moto più recenti.

Molto dipenderà dal lavoro sull’elettronica, dalla messa a punto della ciclistica e dalle regole di bilanciamento delle prestazioni.

Per il momento non sono stati comunicati dati tecnici definitivi sulla versione da gara, né un programma dettagliato dei test.

Una cosa però è certa: nel WorldSSP 2027 tornerà a esserci una Suzuki, e a portarla in pista sarà un pilota italiano. Per gli appassionati della GSX-R750, una moto che in Europa sembrava ormai appartenere soltanto al passato, è già una notizia importante.

 

 

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