BMW R80 Pink Pig: la café racer da 1000 cc ispirata alla Porsche 917
Una BMW R80RT del 1990 diventa una café racer da 1000 cc ispirata alla Porsche 917/20 Pink Pig, con motore boxer portato a 61 CV.
Una BMW R80RT del 1990 trasformata in café racer e vestita come una delle Porsche da corsa più riconoscibili di sempre. È la “Sau”, special realizzata in Germania da Rindperformance prendendo come riferimento la Porsche 917/20 Pink Pig che corse alla 24 Ore di Le Mans del 1971. Ma sotto la particolare livrea rosa c’è molto più di un esercizio di stile: il boxer BMW passa da 800 a 1000 cc, la potenza sale da 49 a 61 CV e praticamente tutta la parte estetica viene ripensata per avvicinare la vecchia R80 alle forme delle competizioni degli anni Settanta.
BMW R80 Pink Pig, l’ispirazione arriva dalla Porsche 917
Per capire questa special bisogna partire dall’automobile che l’ha ispirata.
Nel 1971 Porsche collaborò con la specialista francese SERA per sviluppare una particolare versione della 917. L’obiettivo era combinare la stabilità alle alte velocità della 917LH a coda lunga con l’agilità della più compatta 917K.
Nacque così la Porsche 917/20, caratterizzata da una carrozzeria molto larga e arrotondata, passaruota particolarmente pronunciati e ruote profondamente inserite nella carrozzeria.
Proporzioni talmente particolari da far nascere immediatamente paragoni con un maiale.
Porsche trasformò quello che poteva sembrare un limite estetico in uno degli elementi più memorabili della vettura. La carrozzeria venne dipinta di rosa e decorata con linee e indicazioni che ricordavano i tagli utilizzati in macelleria. Era nata la celebre Pink Pig, conosciuta in Germania anche come “Die Sau".
Alla 24 Ore di Le Mans del 1971 la vettura numero 23 si qualificò settima e, dopo dodici ore di gara, occupava la terza posizione. Un problema ai freni la costrinse però al ritiro.
Più di mezzo secolo dopo, quella livrea è diventata il punto di partenza per una moto completamente diversa.
Rindperformance ha scelto una BMW R80RT del 1990. Secondo il suo autore, le forme morbide e arrotondate della BMW rappresentavano una base particolarmente adatta per trasferire su due ruote l’identità della Porsche.
Il boxer BMW passa da 800 a 1000 cc
La trasformazione non si limita alla carrozzeria rosa.
Il classico bicilindrico boxer BMW, originariamente da 800 cc, è stato portato a 1000 cc attraverso un Siebenrock Power Kit.
Secondo i dati relativi al kit, sulla serie R80 la modifica porta la potenza da 49 a 61 CV, mentre la coppia aumenta da 57 a 72 Nm.
Numeri che oggi possono sembrare contenuti rispetto a quelli di una moderna sportiva, ma che assumono un significato completamente diverso su una moto nata oltre trent’anni fa.
Il kit interviene inoltre sul comportamento del propulsore nella zona compresa tra 4.000 e 5.000 giri, con l’obiettivo di eliminare il tipico calo di coppia del boxer. I pistoni più leggeri contribuiscono invece a rendere il funzionamento più regolare.
La preparazione comprende anche filtri aria aperti e uno scarico realizzato appositamente.
Il risultato, secondo il costruttore della special, è un motore ricco di coppia già ai bassi regimi. Una caratteristica che permette di utilizzare la BMW senza dover continuamente cercare la parte alta del contagiri.
Insomma, non è diventata una superbike moderna. E non era quello l’obiettivo.
Carena anni ’70 e semimanubri cambiano completamente la R80RT
È naturalmente l’estetica a rendere immediatamente riconoscibile questa BMW R80 café racer.
Rindperformance ha realizzato una nuova parte posteriore e montato una sella rivestita in Alcantara. Davanti compare invece una carenatura in stile anni Settanta, fondamentale per richiamare l’epoca della Porsche 917.
La posizione di guida cambia attraverso l’adozione dei semimanubri, mentre a terra sono montati pneumatici Shinko.
Il rosa domina praticamente tutta la moto e viene accompagnato dalla grafica direttamente ispirata alla 917/20. Il risultato è volutamente appariscente: una moto del genere difficilmente passa inosservata.
Ma c’è anche un prezzo da pagare in termini di comfort.
Semimanubri e sella compatta hanno infatti trasformato profondamente l’ergonomia della vecchia R80RT. La moto non è più pensata per affrontare comodamente lunghi viaggi come suggeriva la sua configurazione originale.
Il suo stesso creatore la descrive piuttosto come una special perfetta per uscite brevi, sfruttando la coppia del boxer maggiorato e godendosi un progetto nato soprattutto per il piacere di guidare e per attirare gli sguardi.
Una café racer che unisce BMW e Porsche
Il dettaglio più riuscito della “Sau” è probabilmente la coerenza tra la moto utilizzata come base e l’automobile scelta come ispirazione.
Non si tratta semplicemente di prendere una BMW e verniciarla di rosa. Carenatura, codone, posizione di guida e forme arrotondate cercano di ricreare su due ruote l’atmosfera delle competizioni dei primi anni Settanta.
E la scelta della R80RT permette di mantenere al centro del progetto un altro elemento fortemente riconoscibile: il motore boxer raffreddato ad aria.
Il risultato finale conserva quindi un’identità BMW evidente, ma la mescola con uno dei capitoli più curiosi della storia sportiva Porsche.
Questa BMW R80 Pink Pig da 1000 cc non punta a essere la café racer più potente o tecnologicamente avanzata. Con 61 CV dichiarati per la configurazione del kit, gioca una partita completamente diversa.
È una moto costruita attorno a un’idea precisa: trasformare un’icona automobilistica in una special senza limitarsi a copiarne la livrea. Ed è proprio il collegamento tra meccanica classica, forme anni Settanta e storia delle competizioni a rendere la “Sau” qualcosa di più di una semplice BMW R80 dipinta di rosa.