Acosta, prima vittoria MotoGP: “Non potevo sbagliare di nuovo”
Pedro Acosta racconta la pressione prima della sua prima vittoria in MotoGP: dopo l’errore nella Sprint, in Austria il pilota KTM non poteva sbagliare ancora.
Pedro Acosta ha finalmente vinto la sua prima gara in MotoGP. È successo in Austria, al Red Bull Ring, dopo 56 Gran Premi e oltre mille giorni di attesa. Un successo pesante non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è arrivato. Il pilota KTM veniva infatti dalla caduta nella Sprint del sabato e ha ammesso di aver affrontato la domenica con una pressione difficile da ignorare.
Acosta era arrivato più volte vicino alla vittoria da quando ha debuttato nella classe regina nel 2024. Podio, velocità e capacità di lottare con i migliori non erano mai mancati. Restava però quella casella vuota.
In Austria l’ha riempita proprio nel weekend di casa della KTM, al termine di una gara nella quale ha dovuto prima rimontare e poi, soprattutto, mantenere la calma.
Perché quando si è trovato davanti a tutti, il problema non era più andare forte. Era arrivare al traguardo senza ripetere quanto accaduto appena 24 ore prima.
Acosta vince in Austria dopo una rimonta dal quinto posto
La domenica non era iniziata nel modo più semplice. Jorge Martín ha mantenuto la prima posizione alla partenza, mentre Marco Bezzecchi e Ai Ogura sono riusciti a mettersi davanti a Marc Márquez.
Acosta si è così ritrovato quinto nelle prime fasi. Il pilota KTM, però, aveva ritmo. Prima ha recuperato su Ogura, poi ha raggiunto Bezzecchi. Ed è proprio nel sorpasso sull’italiano che è arrivato uno dei passaggi simbolicamente più importanti della sua gara.
Acosta ha attaccato nella stessa chicane nella quale, il giorno precedente, era caduto mentre guidava la Sprint. Nessuna esitazione. Il sorpasso è riuscito e davanti rimaneva soltanto Martín.
Il ritmo della KTM ha permesso ad Acosta di raggiungere anche il pilota Aprilia. Dopo averlo seguito per alcuni giri, lo spagnolo ha trovato lo spazio necessario per passare al comando. Da quel momento è cominciata un’altra gara.
Non serviva più recuperare. Non c’erano avversari da inseguire. Acosta doveva gestire un vantaggio e, soprattutto, la pressione di una prima vittoria ormai vicinissima.
“Non potevo sbagliare di nuovo”: la pressione dopo la Sprint
La caduta del sabato non era stata dimenticata. Acosta ha ammesso che la Sprint rappresentava una grande occasione e che l’errore gli aveva lasciato parecchia rabbia. Una sensazione che si è trascinata fino alla domenica mattina. La tensione era tale che il pilota KTM è caduto anche durante il warm up.
“Ero nervoso perché continuavo a pensare: non posso sbagliare di nuovo”, ha raccontato dopo la vittoria.
Un pensiero comprensibile considerando quanto successo poche ore prima. La sera del sabato, Acosta aveva continuato a ripensare alla caduta anche una volta tornato a letto. La priorità per la gara lunga era diventata quasi elementare: arrivare alla bandiera a scacchi, anche rinunciando alla vittoria.
A contribuire a ridimensionare la pressione è stato anche un consiglio ricevuto da Carmelo Ezpeleta. Il concetto era semplice: dopo anni senza vittorie, non sarebbe successo nulla se Acosta non avesse vinto proprio quella domenica.
Un modo per togliere dalla testa del pilota l’idea che il successo fosse diventato un obbligo. Il vero lavoro mentale è arrivato però negli ultimi giri.
Con la prima posizione ormai nelle sue mani, Acosta ha scelto di ridurre i rischi, soprattutto nelle chicane. L’obiettivo non era più aumentare il vantaggio, ma completare ogni curva senza commettere errori.
“Calmati, passiamo le chicane tranquillamente e finiamo la gara” è stato, in sostanza, il ragionamento che Acosta ha raccontato di aver fatto quando mancavano poche tornate.
Questa volta ha funzionato. Martín è rimasto alle sue spalle, mentre Bezzecchi non è riuscito a rientrare nella lotta per la vittoria. Acosta ha così potuto tagliare il traguardo davanti a tutti e chiudere un’attesa iniziata con il suo debutto nella classe regina.
Prima vittoria MotoGP, un successo speciale anche per KTM
Il luogo scelto per rompere il tabù rende tutto ancora più significativo. Acosta ha vinto al Red Bull Ring, nel GP di casa della KTM, proprio durante la sua ultima stagione con il costruttore austriaco prima del passaggio previsto alla Ducati.
Il pilota ha riconosciuto apertamente il lavoro della squadra, sottolineando come KTM abbia continuato a impegnarsi nonostante le strade siano destinate a separarsi.
“KTM se lo meritava. Stanno facendo tutto quello che possono”, ha spiegato Acosta, descrivendo questa vittoria come un modo per chiudere il cerchio.
Anche la RC16 ha trovato in Austria condizioni particolarmente favorevoli. Secondo Acosta, il Red Bull Ring è stato uno dei pochi circuiti nei quali la moto ha funzionato bene praticamente fin dal primo giorno.
Le sensazioni erano positive già dal venerdì e il weekend ha confermato i progressi che il pilota sostiene di vedere dalla ripresa del campionato dopo la pausa estiva. Ma attribuire tutto alla moto sarebbe riduttivo.
Acosta ha sottolineato anche l’importanza di continuare a credere nella possibilità di vincere nonostante i risultati tardassero ad arrivare. Dopo tanti tentativi, il successo è arrivato proprio nel posto probabilmente più significativo per KTM.
C’è stato anche un lato più personale. I genitori di Acosta non erano presenti al circuito e il pilota ha spiegato di aver preferito affrontare un weekend così delicato con meno persone intorno. Conoscendo la tensione generata da certe gare, separare l’aspetto emotivo da quello professionale lo ha aiutato a concentrarsi. Il risultato è stato quello che aspettava dal 2024.
56 Gran Premi, oltre mille giorni e numerose occasioni sfiorate prima di poter festeggiare sul gradino più alto del podio in MotoGP. E forse la parte più significativa della vittoria austriaca è proprio questa: Acosta non ha dovuto dimostrare di essere veloce, perché quello era già evidente.
Ha dovuto dimostrare di saper gestire la pressione quando vincere sembrava improvvisamente diventato obbligatorio. Dopo l’errore del sabato e persino una caduta nel warm up, questa volta non ha sbagliato. E la prima vittoria in MotoGP è finalmente arrivata.