MotoGP, Melandri contro i medici: «Come corre Martín col radio rotto?»

Marco Melandri solleva dubbi sull'idoneità di Jorge Martín al GP della Malesia 2026. Il pilota Aprilia ha il radio fratturato, ma ha ricevuto il via libera per provare a correre a Sepang.

MotoGP, Melandri contro i medici: «Come corre Martín col radio rotto?»
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 31 ott 2026

Marco Melandri accende la polemica in MotoGP e punta il dito contro i criteri utilizzati per stabilire se un pilota infortunato possa tornare in pista. Al centro della discussione c’è Jorge Martín, arrivato al GP della Malesia 2026 con una frattura al radio destro e deciso a provare a correre nonostante le difficoltà fisiche. Una situazione che l’ex pilota italiano fatica a comprendere, soprattutto dopo quanto accaduto poche settimane prima a Raúl Fernández. Il problema, secondo Melandri, non è la volontà di Martín di gareggiare, ma la differenza di valutazione tra infortuni e piloti. E la domanda è piuttosto diretta: chi decide davvero quando un motociclista è nelle condizioni di correre?

Melandri non ci sta: «Come può correre con il radio rotto?»

La vicenda nasce dalle condizioni fisiche di Jorge Martín, alle prese con un infortunio al polso destro che rende particolarmente complicata la guida della sua Aprilia.

Il pilota spagnolo è arrivato a Sepang con l’intenzione di prendere parte al Gran Premio, ma già nelle prime sessioni del venerdì sono emerse difficoltà evidenti.

Nelle prove libere del mattino Martín ha completato 12 giri, chiudendo in ventesima posizione, a circa 1,8 secondi dal miglior tempo. Nella Practice del pomeriggio, invece, è riuscito a percorrere appena tre tornate prima di rientrare definitivamente ai box.

La mano destra non gli permetteva di esercitare la forza necessaria per guidare al limite, soprattutto nelle frenate e nei cambi di direzione.

Una situazione che ha attirato l’attenzione di Marco Melandri, intervenuto sui social con alcune considerazioni piuttosto critiche.

L’ex pilota non comprende come sia possibile autorizzare un tentativo di rientro con una frattura al radio, un osso particolarmente sollecitato durante la guida di una MotoGP.

A Sepang, inoltre, il problema diventa ancora più delicato. Il circuito malese presenta frenate impegnative e diverse curve nelle quali il pilota deve sostenere carichi elevati sulle braccia.

Secondo Melandri, proprio queste caratteristiche rendono difficile immaginare Martín competitivo e, soprattutto, sufficientemente sicuro in sella.

La sua critica, però, va oltre il singolo caso.

Il confronto con Raúl Fernández: «Due pesi e due misure?»

Per spiegare i propri dubbi, Melandri ha richiamato quanto accaduto a Raúl Fernández durante il GP dell’Indonesia, disputato poche settimane prima.

Il pilota spagnolo si era fratturato un dito a Mandalika, riuscendo comunque a prendere parte alla gara del giorno successivo. In seguito, però, le sue condizioni erano peggiorate, costringendolo a saltare le due settimane successive.

È proprio il confronto tra i due episodi a lasciare perplesso Melandri.

«Questa situazione me la dovete spiegare», ha scritto l’ex pilota italiano, ricordando l’infortunio di Fernández e le conseguenze che aveva avuto sulla sua partecipazione alle gare successive.

Nel caso di Martín, invece, il problema riguarda il radio, un osso dell’avambraccio fondamentale per sostenere le sollecitazioni che arrivano dal manubrio.

Eppure, nonostante la frattura e le difficoltà dimostrate nelle prove, il pilota Aprilia aveva ricevuto la possibilità di tentare il rientro, con ulteriori verifiche mediche previste prima di proseguire il weekend.

«Come è possibile che un pilota con un dito rotto non sia idoneo e un altro, con il radio fratturato, possa correre perché si sta giocando il Mondiale?», si domanda Melandri.

Una provocazione che chiama in causa direttamente il sistema delle valutazioni mediche della MotoGP.

Va comunque sottolineato che i due infortuni non sono automaticamente confrontabili. La gravità di una frattura, la sua stabilità e le condizioni funzionali del pilota possono essere differenti anche quando, sulla carta, una lesione sembra meno importante di un’altra.

Melandri non entra nei dettagli delle singole valutazioni cliniche, ma chiede maggiore chiarezza sui criteri adottati.

Il suo timore è che, almeno nella percezione esterna, le esigenze sportive possano pesare sulle decisioni relative all’idoneità dei piloti.

Aprilia prudente, ma il Mondiale pesa sulle decisioni

Anche Aprilia ha dovuto fare i conti con le difficoltà di Martín fin dalle prime sessioni del venerdì.

Dopo i tre giri completati nella Practice, il team ha deciso di interrompere il lavoro in pista e attendere una nuova valutazione delle condizioni fisiche del pilota.

Paolo Bonora, responsabile della squadra, ha spiegato che la scelta è stata presa insieme ai medici e al dottor Charte, preferendo evitare ulteriori rischi.

L’obiettivo era lasciare trascorrere la notte e verificare il giorno successivo se Martín fosse in grado di continuare il Gran Premio.

La decisione non era legata al piccolo episodio avvenuto alla curva 12, ma esclusivamente alle difficoltà fisiche del pilota.

Del resto, il contesto sportivo rende tutto più complicato.

Martín è arrivato in Malesia al secondo posto nella classifica del Mondiale MotoGP 2026, con appena dieci punti di ritardo da Marc Márquez. Un distacco contenuto, che rende ogni gara potenzialmente decisiva nella lotta per il titolo.

Saltare un Gran Premio significa lasciare punti importanti agli avversari. Continuare a correre senza essere nelle condizioni necessarie, però, può comportare conseguenze ben più pesanti.

Ed è proprio questo equilibrio tra competitività e sicurezza a essere finito al centro della discussione.

Melandri, da ex pilota, conosce bene la mentalità di chi corre e non condanna affatto Martín per aver provato a salire in moto.

«Sarò sempre dalla parte dei piloti. Probabilmente mi comporterei allo stesso modo, forse farei anche qualcosa di peggio», ha ammesso.

Ma subito dopo ha ribadito il punto centrale della sua critica: «La vera domanda è: chi decide se un pilota è idoneo oppure no?»

Una questione che riguarda non soltanto Martín, ma l’intero campionato.

Le decisioni sull’idoneità medica devono infatti tenere conto della sicurezza del pilota e della sua effettiva capacità di controllare la moto, indipendentemente dalla posizione occupata in classifica.

Melandri ha concluso il proprio intervento con una frase ironica, ma dal significato piuttosto chiaro: «L’unica regola sembra essere sempre la stessa: lo spettacolo deve continuare».

Parole che riaprono il dibattito sui rientri anticipati dopo un infortunio e sulle pressioni che possono accompagnare i piloti impegnati nella lotta per il Mondiale.

Nel frattempo, la situazione di Martín ha avuto un’evoluzione: dopo le ulteriori difficoltà incontrate nelle prove del sabato, lo spagnolo ha deciso di rinunciare al resto del GP della Malesia, spiegando di non avere sufficiente forza e controllo della mano per guidare in sicurezza.

Il prossimo obiettivo è provare a recuperare per il Qatar, senza aggravare l’infortunio.

La scelta di fermarsi mette fine al suo weekend di Sepang, ma non cancella gli interrogativi sollevati da Melandri. Quanto deve pesare la volontà di un pilota di correre e dove deve intervenire il giudizio medico? Una domanda che resta aperta, soprattutto quando in palio c’è un titolo mondiale.

 

 

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