Jack Miller commosso a Phillip Island: "Non doveva finire così"

Jack Miller non nasconde rabbia e delusione dopo la cancellazione del GP d'Australia MotoGP 2026. Il pilota Yamaha si scusa con i tifosi e saluta Phillip Island tra pioggia ed emozione.

Jack Miller commosso a Phillip Island: "Non doveva finire così"
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 26 ott 2026

Jack Miller non l’ha presa bene. E stavolta il risultato in pista non c’entra nulla. La cancellazione del GP d’Australia MotoGP 2026 ha lasciato il pilota australiano con tanta amarezza e una sola certezza: i tifosi meritavano un finale diverso. Dopo ore trascorse sotto la pioggia, aspettando una gara che non è mai partita, Miller si è avvicinato alle tribune di Phillip Island per chiedere scusa personalmente al pubblico. Parole sincere, pronunciate con evidente emozione, ma anche una critica alla gestione di un weekend che doveva essere una festa. Perché non si trattava di un Gran Premio qualsiasi: era l’ultima apparizione della MotoGP su uno dei circuiti più amati del calendario.

Jack Miller, parole dure dopo la cancellazione della MotoGP

“Questo non va bene“. Jack Miller ha iniziato così il suo intervento davanti ai tifosi rimasti sulle tribune di Phillip Island. Poche parole, sufficienti per capire quanto fosse deluso dall’epilogo del fine settimana.

L’australiano non ha cercato scuse. Si è rivolto direttamente a chi aveva affrontato traffico, pioggia e lunghe ore di attesa pur di assistere all’ultima gara della MotoGP sul circuito.

“Avete passato una giornata di m***a, e mi dispiace”, ha dichiarato, ringraziando chi aveva deciso di restare fino alla fine.

Il problema, naturalmente, non era soltanto la pista bagnata. Pioggia e scarsa visibilità avevano impedito all’elicottero medico di operare in sicurezza, una condizione indispensabile per autorizzare lo svolgimento delle gare.

Prima era stato cancellato il warm-up, poi erano saltate le prove di Moto3 e Moto2. Infine è arrivata la decisione più difficile: annullare anche la gara della classe regina.

Miller sapeva che il maltempo avrebbe potuto complicare il weekend. Anzi, aveva addirittura sperato in condizioni di pioggia, ma non certo in una situazione tale da impedire ai piloti di scendere in pista.

“Ho pregato perché piovesse per tutto il fine settimana e abbiamo avuto la pioggia, ma evidentemente non eravamo abbastanza preparati per riuscire a disputare la gara”, ha spiegato.

Una frase che suona come una critica alla gestione dell’evento, anche se il pilota non ha indicato responsabilità precise. La sicurezza dei concorrenti non poteva essere messa in discussione, ma resta il dispiacere per non essere riusciti a garantire lo svolgimento dell’appuntamento.

Il messaggio più forte, però, è arrivato quando Miller si è rivolto ancora una volta al pubblico.

“Meritavate qualcosa di meglio. Avete fatto tutti un lavoro fantastico venendo a Phillip Island, sopportando il traffico, questo tempo di m***a e tutto il resto”.

Poi il ringraziamento finale: “Siete incredibili, quindi grazie davvero”.

Una Yamaha speciale e l’ultimo spettacolo a Phillip Island

Per Jack Miller il GP d’Australia 2026 avrebbe dovuto avere un significato particolare. Non soltanto perché si correva davanti al pubblico di casa, ma perché rappresentava l’ultima occasione di disputare una gara MotoGP a Phillip Island.

Il pilota Pramac aveva preparato tutto per un saluto speciale. La sua Yamaha sfoggiava una livrea dedicata all’Australia, con i colori verde e oro, mentre anche l’abbigliamento era stato personalizzato per l’occasione.

Una preparazione che, purtroppo, non ha trovato spazio in gara.

Dopo la cancellazione, ai piloti è stata comunque concessa la possibilità di effettuare alcuni passaggi dimostrativi dietro la safety car. E Miller ha deciso di sfruttare fino in fondo quell’ultima opportunità.

Prima un’impennata sul rettilineo, poi uno stoppie, la manovra che consiste nel sollevare la ruota posteriore durante una frenata. Tutto davanti ai tifosi che, nonostante il meteo, avevano continuato ad aspettare.

Ma il momento più emozionante è arrivato subito dopo.

Miller ha parcheggiato la Yamaha e si è avvicinato alle tribune, lanciando guanti e stivali agli spettatori. Un gesto semplice, ma significativo, soprattutto considerando il clima di delusione che accompagnava la giornata.

Non c’erano punti da conquistare, avversari da superare o posizioni da difendere. Soltanto il desiderio di lasciare un ricordo a chi aveva affrontato condizioni difficili pur di vedere i propri beniamini.

Per un pilota australiano, del resto, Phillip Island non è un circuito come gli altri. È una pista spettacolare, velocissima e affacciata sull’oceano, dove il vento può cambiare le condizioni di guida da un giro all’altro.

Ed è proprio qui che Miller avrebbe voluto salutare il suo pubblico con una vera gara. Invece ha dovuto accontentarsi di un’esibizione, trasformata comunque in uno dei momenti più intensi del weekend.

MotoGP Australia, dal 2027 si correrà ad Adelaide

L’amarezza per la cancellazione pesa ancora di più considerando quello che accadrà dalla prossima stagione. Nel 2027 il Gran Premio d’Australia di MotoGP si trasferirà sul nuovo circuito cittadino di Adelaide, mettendo fine alla lunga storia del Motomondiale a Phillip Island.

Una scelta che cambia profondamente il volto dell’appuntamento australiano. Dal tracciato permanente, famoso per i suoi curvoni veloci e per le condizioni meteorologiche spesso imprevedibili, si passerà a un circuito urbano.

Per gli appassionati significa dire addio a una pista che per trent’anni ha regalato gare combattute, sorpassi spettacolari e finali spesso imprevedibili.

E per Miller significa perdere la possibilità di disputare ancora una gara della classe regina davanti ai suoi tifosi su un circuito che conosce bene.

Non sarà però un addio definitivo alle competizioni motociclistiche. Phillip Island continuerà a ospitare il Mondiale Superbike, con l’appuntamento inaugurale previsto anche nel 2027. Lo stesso Miller avrà quindi un’altra occasione di tornare sul tracciato australiano, anche se non per correre il Gran Premio di MotoGP.

Resta il fatto che il saluto alla classe regina avrebbe meritato un copione diverso. Una gara vera, magari sotto la pioggia, con i piloti impegnati a contendersi la vittoria fino all’ultima curva.

Invece sono rimasti due giri simbolici, qualche impennata e le parole di un pilota che non ha nascosto la propria delusione.

Jack Miller non ha potuto regalare ai tifosi lo spettacolo che aspettavano, ma ha fatto il possibile per non lasciarli andare via a mani vuote. E forse, tra tutte le immagini di una domenica da dimenticare, resterà proprio quella dell’australiano fermo davanti alle tribune, a ringraziare chi era rimasto sotto la pioggia.

Un addio decisamente amaro per Phillip Island. E, come ha detto Miller, un pubblico che meritava qualcosa di meglio.

 

 

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