MotoGP, Ducati copia Aprilia? Márquez: "Non bisogna essere arroganti"
Ducati sperimenta nuove alette aerodinamiche sulla Desmosedici GP26 di Marc Márquez, con una soluzione simile a quella dell'Aprilia. Lo spagnolo difende la scelta e invita a imparare dai rivali.
Per anni è stata Ducati a dettare la strada dello sviluppo aerodinamico in MotoGP, con gli avversari impegnati a studiare le soluzioni della Desmosedici. Ora, però, sembra che le parti si siano almeno in parte invertite. Durante le prove del Gran Premio d’Australia a Phillip Island, sulla Ducati GP26 di Marc Márquez sono comparse alcune alette aerodinamiche molto simili a quelle già utilizzate dall’Aprilia RS-GP. Una novità che non è passata inosservata e sulla quale il campione spagnolo ha espresso un concetto piuttosto chiaro: per migliorare bisogna anche saper imparare dagli altri, senza farsi condizionare dall’orgoglio.
Ducati GP26, spuntano le alette ispirate all’Aprilia
La novità è piccola, almeno nelle dimensioni, ma potrebbe avere un significato importante nella sfida tecnica tra Ducati e Aprilia.
Sulla Desmosedici GP26 di Márquez sono infatti apparse due piccole appendici aerodinamiche nella zona del forcellone, vicino alla ruota posteriore. Una configurazione che richiama da vicino quella adottata dalla Casa di Noale sulla propria RS-GP.
Non si tratta di una modifica alle grandi ali anteriori, ormai diventate una presenza abituale sulle MotoGP, ma di un intervento in una zona decisamente più nascosta della moto.
L’obiettivo rientra nella continua ricerca di efficienza aerodinamica, anche se Ducati non ha ancora chiarito quali benefici specifici si aspetti da questa configurazione. Sarebbe quindi prematuro parlare di maggiore stabilità, più aderenza o vantaggi concreti in accelerazione.
Per il momento, l’unica certezza è che Márquez ha provato le nuove alette durante le sessioni del venerdì a Phillip Island, decidendo di mantenerle anche dopo i primi giri.
Un segnale incoraggiante, sebbene ancora lontano da una promozione definitiva.
Lo spagnolo ha spiegato di non aver percepito peggioramenti immediati nel comportamento della moto. E quando un componente nuovo non introduce effetti negativi evidenti, secondo lui vale la pena continuare a lavorarci.
Naturalmente serviranno ulteriori verifiche per capire se la soluzione verrà utilizzata stabilmente sulla GP26.
Il particolare più curioso è che questa volta Ducati sembra osservare con attenzione una soluzione sviluppata da un’avversaria. Proprio Borgo Panigale, che negli ultimi anni ha contribuito in maniera decisiva a trasformare l’aerodinamica della MotoGP.
Márquez: “Non bisogna essere arroganti”
Alla domanda sulla somiglianza tra le nuove appendici Ducati e quelle dell’Aprilia, Marc Márquez non ha cercato di evitare l’argomento.
Anzi, ha difeso apertamente la possibilità di prendere spunto dal lavoro degli avversari.
«Non si può essere arroganti e utilizzare soltanto le proprie idee», ha spiegato il numero 93, sottolineando come lo sviluppo tecnico richieda apertura mentale e disponibilità a osservare ciò che funziona sulle altre moto.
Un ragionamento semplice, ma particolarmente significativo in un campionato nel quale ogni costruttore cerca continuamente di guadagnare anche pochi millesimi di secondo.
Secondo Márquez, non avrebbe senso rinunciare a una possibile evoluzione soltanto perché una soluzione simile è stata introdotta prima da un’altra squadra. E il discorso vale per tutti, non soltanto per Ducati.
Lo spagnolo ha ricordato che anche gli altri costruttori osservano le Desmosedici, così come i piloti studiano le prestazioni dei rivali per capire dove possono migliorare.
Questo, però, non significa necessariamente copiare un componente e montarlo su un’altra moto senza ulteriori modifiche.
«Non credo che si limitino a copiare e incollare», ha precisato Márquez.
Ogni progetto ha infatti caratteristiche differenti e una soluzione efficace su una determinata moto non garantisce automaticamente gli stessi risultati su un’altra.
Per questo il lavoro degli ingegneri resta fondamentale: osservare, sperimentare, adattare e verificare attraverso i dati raccolti in pista.
Il messaggio di Márquez è chiaro. La priorità è rendere la Ducati più competitiva, indipendentemente dalla provenienza dell’idea iniziale.
E il fatto che Aprilia sia diventata un riferimento anche sotto questo aspetto racconta molto dei progressi compiuti dalla Casa italiana.
Aprilia vola a Phillip Island, Ducati continua lo sviluppo
La comparsa delle nuove alette arriva proprio in un weekend nel quale Aprilia sta dimostrando di essere particolarmente competitiva.
Il circuito di Phillip Island, caratterizzato da numerose curve veloci e cambi di direzione, sembra adattarsi molto bene alle caratteristiche della RS-GP.
Nella seconda sessione di prove del venerdì, Marco Bezzecchi e Raúl Fernández hanno chiuso davanti a Marc Márquez, rispettivamente nelle prime due posizioni, lasciando il pilota Ducati al terzo posto.
Un risultato che conferma il buon momento delle moto di Noale, anche se Márquez aveva iniziato la giornata facendo segnare il miglior tempo nella prima sessione.
Lo spagnolo, comunque, non è apparso particolarmente preoccupato.
Ha dichiarato di essere soddisfatto delle sensazioni offerte dalla propria Ducati, riconoscendo però che le Aprilia riescono a esprimere un ritmo molto elevato su un tracciato con queste caratteristiche.
Il problema, per Borgo Panigale, è che la concorrenza continua a crescere. E quando gli avversari diventano più competitivi, anche una moto già veloce deve cercare nuove possibilità di miglioramento.
Da qui la decisione di continuare a sperimentare componenti aerodinamici anche nella parte conclusiva della stagione.
C’è poi un’altra incognita: il meteo australiano.
Le previsioni indicano la possibilità di pioggia tra sabato e domenica, una condizione che potrebbe complicare il lavoro dei tecnici e rendere meno immediato il confronto tra le diverse configurazioni.
Márquez ha sottolineato che, sull’asciutto, il lavoro svolto venerdì ha fornito indicazioni positive. In caso di pioggia, però, sarà necessario adattarsi rapidamente.
Intanto Ducati non sembra intenzionata a interrompere lo sviluppo della Desmosedici.
Con cinque Gran Premi ancora da disputare, la Casa di Borgo Panigale continua a introdurre e valutare nuove soluzioni per affrontare la parte finale del Mondiale 2026.
Un atteggiamento particolarmente apprezzato da Márquez, che ha evidenziato l’importanza di vedere la squadra impegnata fino all’ultimo nella ricerca di miglioramenti.
La comparsa delle alette simili a quelle Aprilia, quindi, non rappresenta necessariamente una rivoluzione tecnica. E nemmeno la prova che Ducati abbia trovato un vantaggio concreto.
È però un segnale interessante: la rivalità tra Ducati e Aprilia non si gioca soltanto sul cronometro, ma anche nello sviluppo delle moto.
E se fino a qualche stagione fa erano soprattutto gli altri a osservare le innovazioni di Borgo Panigale, oggi anche Aprilia può proporre idee capaci di attirare l’attenzione della concorrenza.
Per sapere se queste piccole appendici diventeranno una presenza fissa sulla GP26 serviranno altri test. Nel frattempo, Márquez ha già chiarito la propria posizione: quando si tratta di andare più forte, imparare dagli avversari non è certo un problema.