MotoGP Australia 2026 cancellata: addio amaro a Phillip Island

La MotoGP cancella il GP d'Australia 2026 per pioggia e scarsa visibilità. Phillip Island saluta il Motomondiale dopo 30 anni con due giri simbolici e l'omaggio di Jack Miller.

MotoGP Australia 2026 cancellata: addio amaro a Phillip Island
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 26 ott 2026

Phillip Island meritava un finale diverso. E invece, dopo trent’anni di MotoGP, lo storico circuito australiano saluta il Motomondiale senza nemmeno una gara. Il GP d’Australia 2026 è stato cancellato per il maltempo, con pioggia e scarsa visibilità che hanno reso impossibile garantire le condizioni di sicurezza necessarie. Niente semaforo verde, niente battaglie in pista e soprattutto niente punti per il campionato. Ai piloti sono rimasti soltanto due giri simbolici dietro la safety car, sotto la pioggia, per salutare un tracciato che ha scritto pagine importanti nella storia delle corse. E tra i protagonisti dell’ultimo giro non poteva mancare Jack Miller.

MotoGP Australia 2026, perché è stata cancellata la gara

La pioggia, da sola, non sarebbe stata necessariamente un problema. In MotoGP si corre anche sul bagnato, naturalmente quando le condizioni della pista lo consentono. A fermare definitivamente il Gran Premio è stata soprattutto la scarsa visibilità, che impediva all’elicottero medico di operare in sicurezza.

Un dettaglio tutt’altro che secondario. In caso di incidente grave, infatti, deve essere possibile trasferire rapidamente un pilota verso una struttura ospedaliera attrezzata. E a Phillip Island le condizioni meteorologiche non permettevano di garantire questo servizio.

Il problema riguardava anche Melbourne, dove si trova l’ospedale di riferimento per le emergenze. Il direttore di gara Graham Webber ha spiegato che serviva una finestra di circa 60 minuti con condizioni adeguate per consentire le operazioni dell’elicottero sia sul circuito sia nella zona dell’ospedale.

Il trasferimento via terra non rappresentava un’alternativa sufficientemente rapida, considerando un tempo di percorrenza superiore ai 45 minuti.

Gli organizzatori hanno aspettato per diverse ore, sperando in un miglioramento. Nel frattempo erano già state cancellate le gare di Moto3 e Moto2, lasciando il pubblico con la speranza di assistere almeno alla prova della classe regina.

Anche i meccanici avevano preparato le moto, pronti a intervenire nel caso si fosse aperta una finestra utile per correre. Ma il meteo non ha concesso tregua.

Alle 15:35 ora locale è arrivata la decisione definitiva: gara MotoGP cancellata e nessun punto assegnato. Una scelta inevitabile sul piano della sicurezza, ma particolarmente amara considerando che quella del 2026 doveva essere l’ultima apparizione del Motomondiale a Phillip Island.

Phillip Island, l’ultimo saluto è tutto per Jack Miller

Niente gara, dunque. Ma almeno un ultimo passaggio sull’asfalto australiano. Per evitare che la giornata si concludesse senza nemmeno vedere le MotoGP in movimento, è stata organizzata una breve esibizione di due giri dietro la safety car.

Un saluto simbolico, senza competizione e senza punti in palio, che ha comunque regalato qualche emozione agli appassionati rimasti sulle tribune nonostante la pioggia.

Il protagonista? Naturalmente Jack Miller.

Per il pilota australiano si trattava di un’occasione speciale. Correre davanti al pubblico di casa è sempre qualcosa di diverso, ma questa volta c’era anche da salutare una pista che per tre decenni ha rappresentato uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario mondiale.

Miller si è presentato con una tuta realizzata appositamente per l’occasione e non ha rinunciato a dare spettacolo. Sul rettilineo ha regalato ai tifosi una lunga impennata sotto la pioggia, prima di fermarsi per condividere gli ultimi momenti con il pubblico.

Ha anche consegnato guanti e stivali agli spettatori, trasformando una giornata senza corse in un piccolo evento d’addio.

Certo, non è la stessa cosa che vedere una gara vera. Phillip Island è famosa per le sue curve veloci, i cambi di direzione e le battaglie che spesso si decidono soltanto negli ultimi metri. Un circuito dove il coraggio dei piloti conta parecchio e dove il vento può complicare ulteriormente la guida.

Proprio per questo, chiudere trent’anni di storia con due giri dimostrativi lascia un po’ di amaro in bocca. Ma almeno il pubblico ha potuto vedere ancora una volta le moto attraversare il traguardo.

Márquez perde un’occasione importante per il Mondiale

La cancellazione del GP d’Australia 2026 non ha soltanto un valore simbolico. Ci sono anche conseguenze sportive, soprattutto per Marc Márquez.

Il pilota Ducati arrivava alla gara domenicale da leader della classifica, forte anche del successo ottenuto nella Sprint del sabato. Una vittoria arrivata dopo un confronto acceso con Jorge Martín, terminato con la caduta del pilota Aprilia.

Per Martín il bilancio è stato pesante: frattura del radio destro e dichiarazione di non idoneità a correre domenica. Un’assenza che avrebbe potuto favorire Márquez nella corsa al titolo.

Con il rivale fuori dai giochi, infatti, lo spagnolo della Ducati aveva la possibilità di aumentare ulteriormente il proprio vantaggio in classifica. La vittoria nella gara lunga avrebbe garantito 25 punti, ma il maltempo ha cancellato qualsiasi possibilità di conquistarli.

Attenzione, però: non si tratta di 25 punti sottratti a Márquez. Semplicemente, con la gara annullata, nessun pilota ha potuto aggiungere al proprio bottino i punti previsti per la domenica.

Lo stesso Márquez ha espresso dispiacere per quanto accaduto, riconoscendo che la sicurezza doveva avere la precedenza. Resta però il rammarico per un circuito costretto a salutare la MotoGP senza poter ospitare la sua ultima gara.

E così il Mondiale riparte dall’Australia con una corsa in meno e senza variazioni di classifica legate al Gran Premio domenicale. Per chi lotta per il titolo significa anche perdere un’occasione di guadagnare terreno sugli avversari.

Il capitolo Phillip Island si chiude dunque in maniera insolita. Niente sorpassi all’ultima curva, niente podio e nessuna bandiera a scacchi per celebrare il vincitore. Soltanto la pioggia, le moto in parata e Jack Miller che saluta i suoi tifosi.

Non il finale che ci si aspettava per uno dei circuiti più amati della MotoGP. Ma un’immagine destinata comunque a restare nella memoria degli appassionati: quella delle ultime MotoGP sull’asfalto bagnato di Phillip Island, prima dell’addio al calendario.

 

 

 

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