MotoGP: Valentino Rossi taglia il traguardo dei “41”

Valentino Rossi: i primi 41 anni! Auguri, Vale! E grazie. Di tutto

Il 16 febbraio 1979 nasceva ad Urbino Valentino Rossi. Quindi oggi il Dottore compie 41 anni ed entra nei 42. Un ragazzo, di questi tempi. Anche se nello sport e nel motociclismo gli anni contano e, come in questo caso, non aiutano a pensare a un futuro ricco di successi agonistici, pari al passato. Basti pensare che Fabio Quartararo, il pilota scelto da Yamaha per sostituire Valentino dalla prossima stagione, il prossimo 22 aprile compirà 21 anni, esattamente vent’anni meno del campionissimo di Tavullia. E’ la ruota della vita che gira. Ma Rossi, all’ingresso dei suoi 42 anni, non è una leggenda del passato ma resta anche nel 2020, potenzialmente, fra i protagonisti della MotoGP. Si vedrà presto, a quale livello. Non si può sottovalutare un dato che pesa: Rossi non vince una corsa dal GP d’Olanda del 2017, cioè da ben 47 corse! Il 2020 sarà dunque per Rossi, a meno di un miracolo, l’ultimo anno con un team factory e, a quel punto, il futuro è tutto da scrivere. E sarà Valentino, solo Valentino, a decidere liberamente del proprio futuro. La prima novità, non certo positiva per il “sistema” motociclismo, è che quest’anno il compleanno di Valentino ha avuto un’eco meno potente dell’anno scorso. Forse perché nel 2019 il 9 volte campione del Mondo festeggiava i suoi primi 40 anni mentre quest’anno festeggia il suo 41enesimo, anno non così … “rotondo” come il precedente. Fatto sta che anche stavolta il compleanno del campione pesarese ha avuto buoni riscontri mediatici, oltre i confini del motociclismo e dello sport in generale. Ciò non può che rallegrare gli appassionati del nostro sport – fan o detrattori del Dottore - sia per la simpatia e le qualità della persona che per quello che l’asso pesarese rappresenta da oltre 20 anni, emblema della MotoGP e del motociclismo show-business.

Ci ripetiamo:, di tutto questo tam-tam su tv, radio, giornali, siti web ecc. a guadagnarci è il motociclismo tutto – specie quello tricolore - una ulteriore spinta per la sua immagine a livello nazionale e internazionale. Nessun altro campione dello sport ha mai avuto in Italia un tale riscontro per la festa di compleanno. E’ la conferma di quanto Valentino travalichi il ruolo di campione dello sport per diventare “star” riconosciuta e apprezzata da milioni e milioni di persone, oltre il Motorsport. 
Una considerazione sulla comunicazione, sui suoi strumenti e sui suoi contenuti. Senza la rivoluzione tecnologica legata a internet e senza il rilancio mediatico sui social la notizia sul compleanno di Valentino avrebbe avuto riscontri ben più circoscritti. Tutti, o quasi, usando Facebook e gli altri mezzi della filiera di internet, hanno potuto fare gli auguri a Vale, virtualmente, come gli stringessero la mano di persona. Scrivere sui social la parola “auguri” basta per dimostrare al campione marchigiano il proprio modo di essergli vicino riconoscendone la sua dimensione umana e agonistica. Anche qui la medaglia ha due facce. I 41 anni di Rossi sono diventati ancora, specie per le tv e in primo luogo per chi detiene i diritti televisivi del Motomondiale, l’occasione ghiotta per la propria promozione e pubblicità, il pretesto pro business, una straordinaria occasione per valorizzare aziende sponsor, moltiplicare contatti, vendere spazi, agganciare nuovi clienti. Apprezzamento per come (anche) il motociclismo può destare interesse, produrre risorse economiche utili per fare girare (meglio) il mondo delle corse (non privo di contraddizioni) e per fare nuovi investimenti. E’, comunque, questa orgia mediatica per il compleanno di un campione, la dimostrazione che la comunicazione sportiva è ridotta a show e come tale va impostata e data in pasto a un pubblico che nello show ci sguazza perché tirato su da anni allo show fatto di luminarie, mascherate, acuti e strilli, alimentando schiere di fan e contro fan. L’informazione? I contenuti? L’analisi critica? L’equilibrio? Chissenefrega! Comunque, Auguri, Vale! E grazie. Di tutto.

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