MotoGP, 10 anni fa l’ultimatum di Rossi alla Yamaha e quel salto “al buio” in Ducati

Chiuso il giro di presentazioni dei Team ufficiali, archiviati i primi test di Sepang del 7-9 febbraio, è già nel mirino la tre giorni di prove ufficiali del 22-24 febbraio di Losail dove l’8 marzo si disputerà in notturna il GP del Qatar, primo round del mondiale 2020. Non torniamo sui motivi di interesse tecnico-agonistici emersi già a Sepang la settimana scorsa in attesa di “capirci di più” al termine delle ultime prove, quelle che termineranno il 24 febbraio. Lo scombussolamento del mercato piloti, per alcuni versi una vera rivoluzione specie dopo le scelte Yamaha di puntare sul binomio Vinales-Quartararo con Rossi fuori dal Team ufficiale a fine stagione 2020, ha catalizzato l’attenzione più delle questioni tecniche. Si è anche sottovalutato il peso della nuova gomma Michelin che tende ancora di più a “livellare” i contendenti e ridurre le differenze in pista con l’obiettivo di gare-show, per intenderci, corse-trenino come ad esempio la Moto3. Ciò per alimentare interesse mediatico, produrre audience tv, moltiplicare il business. Si vedrà presto se è davvero così o, ad esempio, se Marquez – al di là dei noti problemi alla spalla – ha fatto “il furbo”, tenendo nascoste le sue cartucce e, quando sarà ora, tornando a fare il “cannibale” come in passato.

In questa fase di prologo della stagione 2020, lo scombussolamento del già citato mercato piloti, riporta a fatti eclatanti del passato che hanno segnato poi il campionato, andando oltre la stagione. Qui ne ricordiamo due, con Valentino Rossi al centro. Il primo riguarda il febbraio 2010 quando nei test di Sepang ci fu la “sorpresa” … “logistica” Rossi-Lorenzo quando l’asso di Tavullia impose la fine dello scambio dei dati della telemetria tra i due box Yamaha. Fu un segnale eclatante della difficoltà di convivenza fra i due piloti della Casa dei tre diapason, rivelatore però della “sofferenza” del pesarese nei confronti del maiorchino. Fu una carta giocata da Valentino soprattutto sul piano tattico e psicologico, per lanciare al coequipier Lorenzo un preciso segnale: “Qui comando io e la Yamaha fa ciò che dico io”. Non fu una questione di lana caprina. Perché allora Rossi lanciò alla Yamaha un brusco e provocatorio avvertimento, il suo ultimatum: “ Devono scegliere tra me e Lorenzo. Io ho una grande opzione per passare alla Ducati”. Su Motoblog allora, cioè 10 anni fa, commentammo: “Con questo pre inizio, la stagione 2010 sancirà alla fine l’uscita dalla Yamaha di uno dei due piloti”. I fatti ci hanno dato ragione. E’ stato poi Rossi a decidere di cambiare aria e … Casa, rimescolando le carte della MotoGP. Questo, appunto è il secondo fatto, conseguente del primo: il passaggio “storico” di Rossi dalla Yamaha alla Ducati. Tralasciamo, poi, il successivo passaggio del maiorchino alla Ducati. Altre epoche, altre storie. Fatto sta che, a dieci anni di distanza, sempre di Rossi si parla. Di un Rossi, però, che da perno della galassia è passato al sistema solare, nemmeno al centro.

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