SBK: “E’ la serie B del motociclismo”. La sberla di Ezpeleta. Rossi “salvatore”?

Ezpeleta ribadisce la collocazione di una SBK di “serie B” perché DORNA sceglie la strada più semplice, quella del suo ridimensionamento

Valentino Rossi e Carmelo Ezpeleta

C’è chi, adesso, si meraviglia che Carmelo Ezpeleta abbia definito il mondiale SBK la “serie B” rispetto alla MotoGP quando ci sarebbe stato da meravigliarsi se il patron della Dorna avesse messo i due campionati sullo stesso piano o addirittura avesse detto il contrario. Sull’online Speedweek, in una intervista rilasciata al direttore del sito tedesco Gunther Weisinger, Don Carmelo dice (o avrebbe detto): “La MotoGP è chiaramente la numero uno”. E per chi non avesse ancora capito, ecco l’esempio del calcio: “Nessuno sostiene che una squadra della seconda divisione calcistica sia migliore del Bayern Monaco, dell’FC Barcelona o del Liverpool”. Amen. Con queste sue affermazioni – se riportate correttamente da Weisinger – Ezpeleta fotografa la realtà dove la MotoGP, pur con i suoi limiti, è la classe regina del motociclismo e dove la Sbk, pur con i suoi pregi, è il campionato “minore”, via via sempre più in crisi, proprio da quando – fine 2012- il WSBK è stato gestito da DORNA che – udite!udite! – ne ha acquisito i diritti fino al … 2036! E non siamo su Scherzi a parte.

Un brutto risveglio, specie per chi, chiuso nelle prosperose hospitality in un paddock sempre più autoreferenziale e inutile, non vedeva (o fingeva di non vedere) le tribune sempre più vuote e non sapeva (o non voleva) leggere i dati dell’audience televisiva in caduta libera. Un “cadere dal pero” di chi insisteva (e insiste) a ripetere che la Sbk è il “vero” campionato degli “appassionati”, che gode ottima salute, che va tutto bene così, che non c'è niente da cambiare, con ben otto Case ufficiali in pista. Balle, perché, a parte la dominatrice Kawasaki e la inseguitrice Ducati nel 2019 abbagliata inizialmente dall’inedito exploit del binomio Bautista-V4, le altre Case (Honda, Yamaha, Aprilia, Bmw, MV Agusta, Suzuki) si sono impegnate e si impegnano a corrente alternata, molti a “tempo perso” e si vedrà se dal 2020 almeno Honda e Bmw dimostreranno con i fatti di “fare sul serio”. La crisi della SBK c’è perché è una categoria senza più identità e priva di appeal tecnico-agonistico, con piloti di “secondo livello” (poche le eccezioni) e comunque privi della leadership e del carisma anche mediatico che oggi serve anche al motociclismo televisivo da show-business. Non è pensabile che a risolvere questa crisi sia chiamato chi di questa crisi è il principale responsabile, cioè la Dorna, la società monopolista dei Motomondiali che ha (legittimamente) un solo interesse prioritario, la MotoGP. Cioè l’unica categoria che è la gallina dalle uova d’oro per la Dorna stessa e per l’intero Circus delle corse, dal primo all’ultimo soggetto cui vanno comunque briciole di non poco valore. Tutti! Dai piloti alle Case agli Sponsor puntano sulla MotoGP: vorrà pur dire qualcosa!

Mentre in passato altri promoter (leggi Flammini&C) hanno creduto anche con eccessivo entusiasmo in una Sbk alternativa alla classe regina del Motomondiale (MotoGP) e successivamente, all’opposto, la “piovra” Dorna prima ha fatto di tutto per cancellarla fino poi ad inglobarla nel proprio “harem” per utilizzarla pro domo sua, da mesi il promoter dei due Mondiali lancia l’allarme prima cercando vie d’uscita al WSBK con regolamenti-bluff che non hanno cambiato un “acca”, poi annunciando che la salvezza della SBK sta nel ritorno all’antico, con moto Superport davvero derivate dalla serie, o addirittura – come pare adesso – puntando su corse miste: moto SBK e moto Endurance insieme, un minestrone. La questione centrale è che oggi non c’è spazio per un motociclismo con due campionati del Mondo di pari “livello” e di pari “valore”. Fatto sta che la SBK così com’è non regge più e gli ultimi tentativi per rigenerarla sono falliti. Con questa ultima intervista, Ezpeleta ribadisce la collocazione di una SBK di “serie B” perché si sceglie la strada più semplice, quella del suo ridimensionamento, collocandola nel mezzanino. La strada vera è invece quella di una forte sinergia MotoGP-SBK (come più volte abbiamo spiegato in dettaglio), pur salvaguardandone identità e autonomia specifiche. Ma mamma Dorna non vuole nessuna commistione che possa adombrare e tanto meno intaccare la classe regina e fa di tutto per tenere “isolata” nel proprio grembo la dorata MotoGP. A meno che dal cappello Dorna non salti fuori il coniglio, affidando a un salvatore della patria il “giocattolo”. Chi meglio di Mr. Valentino Rossi, prima come pilota e poi come co-promoter? Mai dire mai!

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