Moto e giovani, idilio addio? Su Google la cartina del tornasole della crisi

I giovani e l'amore svanito per la moto. L’attesa del 14° compleanno per il primo “cinquantino” sinonimo di identità e di libertà si riversa su altri oggetti del desiderio, lo smartphone e tutta la filiera di internet


Per capire l’aria che tira basta dare una occhiata ai parcheggi davanti alle scuole dove un motorino, uno scooter, una moto non li trovi neppure con la lente di ingrandimento e basta ascoltare il dialogo fra gli studenti per avere la conferma che i giovani oggi hanno altri interessi e altre passioni. I dati del mercato rapportati con l’anno precedente non danno il senso reale di quanto accaduto e accade nel settore, una catastrofe. Negli anni 70-90 in Italia circolavano più di 750 mila motorini, oltre alle moto ecc. Oggi sono meno di 20 mila. L’attesa del 14° compleanno per il primo “cinquantino” sinonimo di identità e di libertà si riversa già da anni su altri oggetti del desiderio, soprattutto lo smartphone e tutta la filiera di internet, strumenti di evasione, svago, conoscenza e soprattutto comunicazione, se pur virtuale. E’ in atto una rivoluzione tecnologica che cambia la vita di ognuno, la cultura, la produzione, la società, come mai accaduto prima. Siamo solo agli inizi di una nuova era, con potenzialità positive straordinarie ma anche con rischi oggi non del tutto prevedibili e immaginabili. L’analisi è complessa e non è questa la sede per l’approfondimento ma la sostanza è questa e incide anche nel settore delle due ruote motorizzate: una tendenza che se proprio non mette all’angolo la moto e il motociclismo, toglie al nostro mondo e alla nostra passione il posto nei gradini alti che ha sempre avuto nei decenni scorsi riservandogli, senza svolta, un futuro di nicchia.

La controprova? Eccola. Arriva da Google, o più precisamente da Google Trends dove la “moto” è ridotta ai margini, comunque assente dalla top ten delle parole più cercate su internet. E’ la prima volta che accade negli ultimi cinque anni quando nel 2015 a tener alto l’interesse (e l’onore) del motociclismo era stato Valentino Rossi, all’epoca secondo in quel mondiale, addirittura al secondo posto assoluto per le ricerche dei personaggi più cliccati su Google. Nel 2019 la parola più cercata è stata “Nadia Toffa” per la sua nota e dolorosa vicenda personale conclusasi con la morte il 13 agosto scorso; il secondo avvenimento più cliccato è stato l’incendio della cattedrale parigina di Notre Dame. Tra i personaggi più cercati dello sport ci sono Mauro Icardi e il difensore juventino Matthijis De Ligt, più una sfilza di altri personaggi del mondo dello spettacolo e dintorni, attori, cantanti, presentatori ecc. Le moto e le ricerche associate alla moto e al motociclismo latitano. Quest’anno non c’è in classifica neppure EICMA nella categoria “biglietti” che pure nel 2018 era in decima posizione e tenendo anche conto che, comunque, il Salone di Milano anche in questa ultima edizione ha avuto un grande successo di pubblico.

Nel 2017 il terzo personaggio più ricercato era stato Nicky Hayden, anche qui per la vicenda dell’incidente stradale finita tragicamente il 22 maggio. Insomma, il termine “moto” c’è ma non tira più come prima, almeno su internet, specie in riferimento ai giovani e ai giovanissimi. D’altra parte, non c’era bisogno di internet per capire l’aria che tira. Si dirà, ma in Italia il mercato delle moto è comunque una realtà importante, abbiamo tanti campioncini e campioni nel settore racing e gli autodromi sono stracolmi nei due GP iridati del Mugello e di Misano. Vero. Ma quanto “pesano” sul mercato e nella passione per il nostro sport (non è sempre “deserto” il pur importante e interessante CIV tricolore?) i giovanissimi dell’era internet, i 14enni, i 16enni, i 18enni? Non sono questi ragazzi di oggi gli italiani “consumatori” di domani che dovrebbero acquistare una moto e un biglietto in tribuna per tifare il nuovo Rossi che – Dio non voglia - … non s’intravede all’orizzonte? La questione è già posta nei fatti. Nascondere la testa sotto la sabbia può portare a sgradite sorprese. Come recitava l’antico adagio: “uomo avvisato, mezzo salvato”. Ma, si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Aspettando il nuovo “Easy Rider”.

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