MotoGP test Jerez, the day after. Marquez oggi sotto i ferri

Chiusi i test a Jerez. Marquez oggi all’ospedale universitario di Barcellona (prof. Xavier Mir) per l'operazione alla spalla destra

Non sono gli ultimi test di Jerez de la Frontera di lunedì 25 e martedì 26 novembre a chiudere la stagione 2019 della MotoGP ma l’intervento chirurgico alla spalla destra cui sarà oggi sottoposto all’ospedale universitario di Barcellona (prof. Xavier Mir) Marc Marquez dopo la caduta nella prima giornata. Caduta, peraltro, che non ha impedito all’8 volte campione del Mondo di portare a termine le prove, dove alla fine della classifica combinata dei tempi è al secondo posto (primo nel Day-2) dietro a Maverick Vinales e davanti ad Alex Rins. Il team Repsol-Honda annuncia: “Marc ha deciso di sottoporsi a questa operazione come misura preventiva dopo un consulto medico” precisando che l’intervento: “sarà simile a quello eseguito sulla spalla sinistra alla fine del 2018”. Come si ricorderà, un anno fa, precisamente agli inizi di dicembre 2018, Marc aveva infatti subito lo stesso tipo di intervento “per risolvere la ricorrente dislocazione della spalla sinistra”, infortunio con strascichi per tutta la stagione, con la spalla “fuori sede” dopo ogni caduta dell’asso spagnolo. Incidenti di percorso che, stando ai fatti, non hanno certo inciso negativamente sulle straordinarie prestazioni del fenomeno di Cervera e sui suoi strabilianti risultati in gara e in campionato. Detto in altre parole, se Marquez ha dominato con una spalla malmessa, figurarsi cosa potrà fare quando sarà ok al 100%!

Non torniamo sulla validità tecnico-agonistica dei test, indicativi rispetto all’aria che tira sullo sviluppo delle moto, ma da prendere con le pinze rispetto alla reale competitività anche perché i time attack e le simulazioni di gara in condizioni … extra gara hanno un valore relativo dal momento che le differenze “reali” del tempo sul giro veloce sono nell’ordine di una manciata di millesimi. Forse sarebbe il caso anche di aprire una riflessione sulla validità di questi test ufficiali di chiusura stagionale, dove tutti i partecipanti del mondiale sono chiamati a partecipare insieme per “limitare i costi” (si dice) ma in effetti soprattutto ad uso mediatico pro-campionato e pro-sponsor, in altre parole per “fare notizia”. Che poi il risultato di “fare notizia” sia raggiunto o meno è tutto da dimostrare. Una domanda s’impone. E’ davvero fuori senso tornare al passato, con le “prove libere”, dove team e piloti decidevano quando e dove scendere in pista? Anche perché, come noto, a parte qualche giorno di relax pre natalizi, poi ogni pilota si rimette subito al lavoro e anche … in moto (ad esempio con moto da cross ecc.) con allenamenti non privi di rischi. Un’altra opzione alternativa ai test collettivi subito dopo l’ultimo round di fine stagione, potrebbe essere quella di fare l’ultima gara dell’anno con le moto prototipo della stagione successiva. Provocazioni? Illusioni? Discuterne male non fa.

Tornando a questi ultimi test anche disturbati da Giove Pluvio, Vinales con il suo miglior tempo (1’37.131) si conferma “campione d’inverno” distaccando di oltre sei decimi i più diretti avversari, Marquez e Rins, come già detto. Ciò dimostra che Maverick prosegue nella sua striscia positiva dimostrata a fine campionato e che Yamaha è sostanzialmente sulla strada giusta per il 2020, pur restando l’handicap potenza e della velocità di punta. Ciò è dimostrato dalla performance sulla M1 del sempre velocissimo rookie Quartararo, davanti a Mir per 74 millesimi con Suzuki nei piani alti. Positive le sensazioni personali e i riscontri cronometrici di Dovizioso – primo degli italiani e primo fra i piloti di Borgo Panigale con il Petrux 12esimo - sulle novità testate da Ducati. Bene anche Morbidelli (7° tempo finale) davanti a Miller e a Pol Espargaro con Crutchlow che chiude la top ten. Iannone chiude con un 1.38'442 poco indicativo (il nuovo motore debutterà nei test dei primi di febbraio del nuovo anno) mentre il nuovo arrivato in MotoGP sulla Honda-HRC, Alex Marquez, chiude l’ultima giornata di test inanellando 36 giri senza danni, 17esimo tempo nella combinata. E Rossi? Poco interessato al cronometro, l’asso pesarese ha cercato di capire il senso dello sviluppo imposto dalla Casa di Iwata (comunque quello è il motore e quel motore non si cambia nella sua filosofia del “4 in linea”) inseguendo il miglior feeling con le novità della M1 e con il suo box dopo il discusso cambio del capo tecnico. Le dichiarazioni del Doc post test lasciano il tempo che trova, così come tutte le dichiarazioni degli altri piloti. Sono dischi (spesso rotti) che girano ad uso e consumo mediatico, con scarso, scarsissimo valore sul piano tecnico e della competitività. Torneremo presto, in dettaglio, sull’evoluzione delle varie moto.
Adesso, per i piloti è tempi di relax, mentre tocca agli ingegneri progettisti e dello sviluppo e agli addetti nei reparti corse delle Case darci sotto per la prossima stagione che si aprirà con i primi test a Sepang dal 7 al 9 febbraio 2020.

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