MotoGP qualifiche: Marquez “brucia” le tre Yamaha di Morbidelli, Quartararo, Vinales. Rosse, terza fila. Rossi 10°

Marquez, pole stagionale N° 10: la N° 62 in MotoGP, la 90° in carriera! Giù il cappello. Applausi


Ancora tu, Marc? Sì ancora lui! Marquez non perdona, non lascia agli avversari neppure le briciole, facendo segnare in qualifica il miglior tempo (1’45.763) e conquistando la sua decima pole stagionale, la N° 62 in MotoGP, la 90° in carriera! Giù il cappello. Applausi. L’otto volte campione del mondo aggiunge così un'altra tacca al proprio straordinario palmares: la pole a Motegi, l’unico circuito mondiale dove ancora gli mancava, almeno nella classe regina. Giove Pluvio concede una pausa, pista in netto miglioramento, asciutta ma con tratti umidi, da doppia morbida slick, ma ad alto rischio, come dimostrano i tempi, non certo da record. Basti pensare all’1’44.764 di Quartararo nelle FP2 e soprattutto al miglior tempo di Dovizioso nelle qualifiche 2018: 1’44.590. Numeri che poco interessano a Marquez che, dopo batti e ribatti, alla fine si prende la vetta ancor meno interessato a chi lo segue, stavolta tre Yamaha una in fila all’altra: una griglia non priva di novità e di conferme riaprendo interrogativi (e anche polemiche) vecchi e nuovi.

La sorpresa è il secondo miglior tempo di Morbidelli (+0.122) davanti a Quartararo (+0.181) e a Vinales (+0.327) che apre la seconda fila seguito da Crutchlow (+0.426) e Miller (+0.574), primo ducatista in griglia con le Rosse ufficiali dietro: 7° Dovizioso (+0.647) e 8° Petrucci (+0.664). Quindi A. Espargaro (+0.795) e Rossi che chiude la top ten (+0.795). I numeri, in questo caso i tempi e le posizioni in griglia, parlano da soli e potremmo chiuderla qui. Niente da aggiungere su Marquez e sulla sua prestazione che dimostra quel che già si sa: era e resta il number one. Da aggiungere, caso mai, c’è il fatto che le Yamaha confermano un gran potenziale (quanto meno nel giro secco) con due M1 in prima fila (quella satellite del super Morbido e quella Casa di Quartararo ancora nelle zone alte), con una M1 prima della seconda fila (quella ufficiale di Vinales che per un decimo e mezzo perde la prima fila) ma con quella di Rossi che arranca ancora illudendosi e illudendo di aver trovato la via d’uscita cambiando il suo modo di frenare, con sole … due dita. Chiudiamo qui ricordando che Jorge Lorenzo parte domani dalla 19esima posizione in griglia e Andrea Iannone dalla 22esima. Sono solo qualifiche. Sì, qualifiche che lasciano il segno. Il resto in cronaca.

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