MotoGP, l’attesa per Misano. E’ qui la festa?

Dopo la due giorni di test a Misano la MotoGP va verso i due round di settembre: quello del 15 settembre sul circuito “Marco Simoncelli” e, due settimane dopo, quello del 29 settembre ad Aragon


Dopo la due giorni di test a Misano della scorsa settimana, la MotoGP va verso i due round di settembre, quello del 15 settembre sul circuito “Marco Simoncelli” e, due settimane dopo, quello del 29 settembre sul Motorland di Aragon. Le prove sul circuito romagnolo sono servite a tutti per preparare al meglio il prossimo round che è dietro l’angolo e per verificare quali strade prendere sul piano dello sviluppo e delle scelte tecniche in ottica 2020. Al di là delle possibilità date dall’aritmetica, i prossimi due Gran Premi saranno decisivi per il titolo iridato, dopo un Campionato dominato fin qui da Marquez. Come noto, dopo 12 Gran PremiMarquez (Honda) ha un solido capitale da gestire, con ben 78 punti di vantaggio su Dovizioso (Ducati), primo inseguitore dello spagnolo. I 250 punti costituiscono per il 26enne Marquez l’ipoteca del suo titolo numero otto. Seguono Dovizioso (172), Rins(149), Petrucci (145), quindi le due Yamaha con 5° Vinales (118) e con 6° Rossi(116) e le M1 “satelliti” di Quartararo ottavo con 92 punti) e Morbidelli 10° a quota 69.

Non torniamo sull’analisi dei tempi dei test di Misano (con quattro Yamaha ai primi sei posti e con la sberla quasi record 1’31.639 del super rookie francese Quartararo) perché tempi da prendere con le pinze e da interpretare stando coi piedi per terra, poco indicativi sui reali valori in campo e sui reali progressi delle moto in pista. Va ricordato – questo riguarda non solo la Yamaha – che i piloti non ufficiali non hanno potuto disporre delle evoluzioni dei loro colleghi più blasonati. Ragion per cui, ad esempio, Quartararo ha lavorato più in ottica del prossimo importante appuntamento in riva all’Adriatico che in proiezione 2020. Invece i box dei piloti ufficiali sono stati più impegnati a capire il potenziale delle moto in evoluzione 2020 piuttosto che seguire l’altalena del decimo in più o in meno. La Casa dei tre diapason (idem Honda ecc.) ha fatto debuttare il prototipo 2020. Ha anche (finalmente!) dotato le sue M1 dell’attesissimo e richiesto (specie da Rossi) forcellone in carbonio, subito promosso dai suoi piloti ufficiali per il miglioramento della trazione in uscita di curva – quindi maggiore accelerazione e in generale migliore assetto - grazie alla superiore aderenza del gommone posteriore, forse, con la velocità di punta, il gap principale dei bolidi di Iwata. Se è così, il nuovo forcellone debutterà nel week end di Misano. Sulla nuova specifica del propulsore, sul nuovo scarico a doppia “bocca” e sulla inedita copertura aerodinamica sul disco anteriore c’è molta attenzione ma c’è ancora molto da lavorare. Fatto sta che, al di là delle sfumature comunque importanti, sia Vinales e soprattutto il più “guardingo” Rossi (scivolato due volte nei test) si sono detti soddisfatti dei progressi delle M1.

Il prossimo appuntamento del GP San Marino-Riviera di Rimini, in ottica di campionato è incentrato sul duello Marquez-Dovizioso, mentre in ottica gara tutto può succedere anche per gli outsider di lusso Rins-Suzuki e i piloti Yamaha, ufficiali e non. Il binomio Dovi-Ducati ha il potenziale per far sventolare il tricolore sul pennone più alto del podio e far incendiare di rosso il cielo in riva all’Adriatico. E’ però un fatto che, non solo per il tam tam mediatico e per la promozione basata sul manifesto ufficiale con l’effige del 9 volte campione del Mondo pesarese, il più atteso dai 150 mila e passa che affolleranno gli spalti nel il week end di Misano resta Valentino Rossi. Sarà la volta buona – grazie anche alle novità sulla M1 dopo gli ultimi test – per tornare sul podio o addirittura per il gran colpaccio dopo il lungo periodo di astinenza? Il Doc è fiducioso: “Qui saremo competitivi!”. Ma non è la prima volta che i propositi bellicosi restano tali non confermati dai risultati in pista. C’è da capire se l’ottimismo di Valentino è basata sui dati della telemetria a conferma dei reali progressi tecnici del mezzo o solo un auspicio per darsi coraggio e far crescere l’appeal di una corsa già bollente alla vigilia. L’attesa “marea gialla” vuole dal proprio beniamino il grande risultato: una gran festa basata su quel che l’asso di Tavullia vale e fa oggi in pista e non solo su quello che ha fatto in passato. Misano può rappresentare un crocevia: riportare Valentino sugli altari ma anche farlo precipitare nella polvere, specie se dovesse finire dietro a Vinales e/o Quartararo. Non fa male ricordare che, comunque vada, il GP di Misano deve rimanere una festa: la festa di tutti, la festa del motociclismo. Spetta per primo ai media, in primis alla Tv, caricare l’evento con “energia” ma responsabilmente, con senso dell’equilibrio, senza gettar benzina sul fuoco per aizzare fan, o peggio, sostituendosi a loro o diventandone i vessilliferi, consapevolmente o no. C’è bisogno che il tifo, il grande tifo, resti nei binari della correttezza, rispettando tutti i piloti e anche i rispettivi fan. E’, per tutti, una prova di sportività di coscienza civica e di civiltà, valori che il motociclismo simbolo dell’ardimento e della passione, ha dato in passato. Quasi sempre, ma non sempre.

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