Bautista chiama Rossi: "Valentino, vieni in Superbike!"

Il pilota spagnolo parla della sua crisi e invita Rossi ad abbracciare la sfida Superbike: "Qui c'è un ambiente più rilassato"

Loro malgrado Alvaro Bautista e Valentino Rossi sono accomunati da una cosa: un periodo di profonda crisi che, sebbene abbia presupposti e radici differenti, ha condizionato negativamente le prestazioni dello spagnolo e dell'italiano nei rispettivi Campionati. Mentre Alvaro si è trasformato da dominatore della Superbike a sfortunato inseguitore del cannibale Jonathan Rea, Valentino sta attraversando un periodo di "digiuno" che dura dal Gran Premio di Assen 2017, difficoltà che sembrano essersi aggravate in questo inizio 2019.

In un'intervista al programma radiofonico Radioestadio del Motor, andata in onda sul canale Onda Cero, Bautista ha parlato del "momento no" del pesarese, mettendo in luce i molti fattori che possono inficiare le prestazioni del 9 volte iridato in sella alla Yamaha ufficiale: "Da fuori vediamo una cosa, ma non sappiamo come si sente lui, i problemi che ha con la moto e con il team" ha spiegato lo spagnolo, mostrando una certa solidarietà con il collega "E' difficile giudicare dall'esterno, ma lui lo sa quali sono le ragioni di un'annata così difficile... è una questione molto personale, ognuno sa quali sono i propri problemi e cosa manca per essere competitivi".

In queste settimane si è parlato molto del futuro di Valentino, che all'età di 40 anni si trova ad affrontare uno dei momenti più critici della sua trionfale carriera nel Motomondiale. C'è chi prospetta il ritiro, chi punta sul passaggio alle quatto ruote (Rally? DTM?) e chi, come Alvaro, mette sul piatto anche altre possibili soluzioni per dare nuova linfa al talento di Rossi. Come, ad esempio, il passaggio in Superbike: "Io lo invito a venire in Superbike con noi, un ambiente più rilassato" ha dichiarato il talaverano "Sarebbe un avversario molto difficile da battere ma più piloti ci sono e meglio è... io sarei contento!".

Molti assi del Motomondiale, d'altra parte, hanno attraversato una seconda primavera agonistica proprio in seguito al salto nel Mondiale delle derivate di serie: Bautista è solo l'ultimo di una lunga lista che comprende tra gli altri anche Alex Barros, Sylvain Guintoli, Carlos Checa e Troy Bayliss (che dopo la parentesi in MotoGP con Ducati è tornato in WSBK per prendersi altri due titoli). E, ovviamente, l'eterno rivale di Rossi, quel Max Biaggi che proprio in Superbike ha vissuto una seconda giovinezza conquistando l'ultimo dei due Mondiali con Aprilia alla non più giovane età di 41 anni.

Un "manico" come Valentino sarebbe, su una moto competitiva, un avversario piuttosto scomodo per i Top Rider delle derivate di serie, ma lo spagnolo non sembra affatto impaurito. Anzi: "Sarebbe divertente" ha spiegato Bautista "quando corri contro piloti forti, in grado di vincere, le tue vittorie hanno più valore".

Alvaro si è poi soffermato sulla sua situazione, su quella crisi che lo ha visto dilapidare tutto il suo vantaggio sulla Kawasaki di Rea a causa di una disastrosa serie di cadute: "Bisogna continuare ad essere ottimisti e guardare avanti. Ci sono ancora molte gare e molti punti in gioco". "Ducati - ha aggiunto parlando di un ipotetico rinnovo contrattuale con il team di Borgo Panigale - mi ha proposto di continuare anche la prossima stagione e stiamo parlando dei dettagli del contratto, ma non abbiamo ancora firmato niente. L’intenzione era quella di continuare perché sono contenti con me e io sono contento con loro, ma non siamo ancora d'accordo sulle condizioni e stiamo stiamo discutendo su questo".

C'è poi sul piatto l'offerta da parte di Honda, che approfittando dell'esitazione degli uomini in rosso sta corteggiando Bautista con una proposta a quanto pare molto allettante per lo spagnolo.

"Honda vuole fare quello che Ducati ha fatto quest’anno, cercare di schierare una moto full power e battersi per il campionato del mondo" ha concluso Alvaro, che al momento accusa un distacco di 81 punti in classifica generale dal rivale Rea "Quindi hanno parlato con me spiegandomi il progetto che vogliono portare avanti. Non pensavo alla possibilità che Honda volesse entrare con forza nel World Superbike. Non bisogna mai chiudere nessuna porta…”.

  • shares
  • Mail