Rossi: "Dopo il ritiro? Correrò sicuramente in auto"

La pensione dorata di Valentino Rossi sarà probabilmente su quattro ruote: il pesarese pensa alla 24 Ore di Le Mans o alla Dakar. Gli avversari? "Con quelli di una volta mi divertivo di più!"

VALENTINO ROSSI ITA MOVISTAR YAMAHA MotoGP YAMAHA MotoGP  GP Spain 2016 (Circuit Jerez) 22-24/04.2016  photo: MICHELIN

Valentino Rossi è una specie di Peter Pan del Motociclismo, un vecchio Campione con la voglia e l'entusiasmo di un ragazzino: non vuole crescere, Valentino, ma sembra che dopotutto l'età (sono appena scoccate le 38 primavere...) non sia un grande problema per questo eterno fenomeno delle due ruote. Alla soglia degli 'anta, il 9 volte iridato non pensa ancora a smettere: e ne ha ben donde, visto che la carta d'identità ormai ingiallita non gli preclude affatto la possibilità di giocarsela con baby-fenomeni che potrebbero quasi essere suoi figli.

L'abbiamo visto a Le Mans, dove Rossi sì è caduto, ma ha mostrato quella voglia di provarci fino in fondo che è molto più facile trovare in un rookie piuttosto che in un'attempata leggenda del Motomondiale: il segreto di questo Campione sempreverde? La fame di vittoria, una sorta di elisir di lunga vita che gli permette, a 21 anni dal suo debutto, di avere ancora traguardi da raggiungere, record da infrangere e avversari da battere.

Probabilmente quest'eterna giovinezza è favorita anche dal contatto costante con i giovani piloti, quelli della VR 46 Riders Academy, e da uno stile di vita che non è più quello -spensierato e forse eccessivo- di una quindicina di anni fa: "Questa vita mi mantiene giovane" ha dichiarato ai microfoni dei transalpini di MotoRevue, in visita al suo Ranch "Per mantenersi al passo con le nuove generazioni bisogna lavorare come un atleta, allenarmi continuamente mi permette di sentire meno il peso degli anni".

Anni passati a conquistare Titoli Mondiali, a strapazzare la manopola del gas, a dare battaglia a orde e orde di avversari che magari sono riusciti a piegarlo, ma non a spezzarlo: i più tosti? Sicuramente quelli degli ultimi anni. Ma con i vecchi rivali, forse, ci si divertiva di più...

"I più forti con cui mi sono confrontato sono stati quella della seconda parte della mia carriera: Stoner, Lorenzo, Marquez...ora Viñales. Però quelli con cui ho fatto le più belle battaglie sono Capirossi, Biaggi, Gibernau. Erano altri tempi, forse più divertenti... fuori e dentro la pista!"

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Di manetta, però, ce n'è ancora, e Valentino non pensa ancora al momento in cui dovrà appendere il casco al chiodo. Intanto, ci sono questa e la prossima stagione, poi si vedrà: il futuro potrebbe essere su quattro ruote, magari alla 24 Ore di Le Mans o alla Dakar.

"E' ancora presto per pensare a ciò che verrà dopo. La prossima stagione potrebbe essere l'ultima, o forse no... deciderò dopo le prime gare. Per adesso, sono concentrato su questo Mondiale! Quando sarà obbligato a smettere con la MotoGP, sono sicuro che andrò a correre con le auto. Ovviamente, non ho ambizioni di essere allo stesso livello, però l'idea mi piace: partecipare alla Dakar o alla 24 Ore di le Mans, ad esempio. Ma nulla di immediato: ora la mia priorità è la MotoGP"

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