Marquez: "A inizio anno dubitavo di poter vincere!"

La prima intervista completa di Marc Marquez dopo la conquista del titolo mondiale 2016 della MotoGP: "Il mio voto? Io mi darei 9.5..."

Anche se ormai il suo successo finale era quasi certo dopo gli esiti del precedente round di Aragon, lo spagnolo Marc Marquez (Honda Repsol) non si aspettava di festeggiare il titolo mondiale della MotoGP 2016 già nel GP del Giappone di ieri, ma la sua indiscutibile vittoria - la prima per lui a Motegi in Premier Class - unitamente alle cadute dei piloti ufficiali Yamaha, gli ha regalato quella certezza matematica del trionfo che ancora gli mancava.

Marquez, classe '93, ha così incamerato il suo terzo titolo iridato della classe regina su quattro partecipazioni, quinto complessivo della sua già strepitosa carriera che comprende anche i titoli della 'vecchia' 125 cc e della Moto2.

Nella sua prima intervista ufficiale da Campione del Mondo della MotoGP 2016, il fuoriclasse spagnolo ha ripercorso la strada che lo ha portato al trionfo di quest'anno.

15 GP Japón 13, 14, 15 y 16 de octubre de 2016, circuito de Motegi. MotoGP, motogp, mgp, MGP, Mgp

Hai vinto tre titoli mondiali della MotoGP in quattro anni. Che cosa rispondi a chi pensa che è stato facile?

"Detto così, si potrebbe anche pensare che sia stato facile, ma questo non è affatto il caso anche se ogni anno ha fatto storia a sè. Questo è uno sport in cui non tutto dipende da te: ci sono molti fattori in gioco, dalla moto alla fabbrica fino alla squadra, e tutti devono essere al 100%. E questo non è così semplice."

"Ho imparato molto dall'anno scorso perché avevo fatto molti errori che, alla fine, mi sono costati il titolo, ma sono sicuro che il prossimo anno sarà diverso ancora una volta. La cosa importante, comunque, è essere sempre nei primi tre."

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Quest'anno ti abbiamo visto fare molti 'salvataggi' spettacolari. Quanti ce ne sono stati che non abbiamo visto?

"E' vero, non sempre si riesce a vedere tutto quello che succede in pista. Anche nella gara di domenica ne ho fatto uno alla curva-3 che non è stato mostrato in TV: pensavo stessi ormai per cadere, ma invece l'ho scampata".

"Quello che è certo è che in TV si vedono solo i salvataggi più spettacolari, quelli che li vedi e non puoi credere di essere riuscito a rimanere in sella, ma ce ne sono anche molti altri meno appariscenti che sarebbero potuti finire con una caduta. Ti spaventano per un attimo, e quest'anno me ne sono capitati diversi anche in prova, perché ho cercato spesso il limite in tante sessioni per essere più sicuro di me durante la gara."

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Sei 'zeri' l'anno scorso, nessuno quest'anno: cos'hai cambiato in te stesso per riconquistare il trono della MotoGP?

"Ho cercato di imparare da quanto accaduto scorso anno e di sfruttare questa esperienza, ma è tutto relativo perché dipende anche da come si inizia la propria stagione. Se si comincia bene l'anno, è molto più facile gestire le cose. Quando si commette un errore, all'inizio, il campionato diventa subito una strada in salita che ti costringe a rischiare di più. In ogni caso, grazie all'aiuto di tutta la squadra, ho imparato molto dall'anno scorso, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle situazioni più critiche. E così ho fatto tanti punti preziosi".

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Hai solo 23 anni, eppure hai già tantissima esperienza. Ti senti 'vecchio'?

"'Vecchio' non è la parola giusta! Mi sento ancora un ragazzo, non un uomo adulto! Sto ancora imparando e ci sono tante cose che voglio fare, nella mia carriera così come nella mia vita. Siamo tutti umani, forse farò altri errori in futuro o magari ripeterò gli stessi, ma è anche vero che, di anno in anno, guadagno in esperienza e non solo in pista, ma anche al di fuori del paddock."

"Imparare a gestire la pressione nel corso di un weekend di gara, organizzare le cose quotidiane a casa, trovare il tempo di allenarsi per essere in forma e pronto per le gare... sono tutti aspetti in cui sono sicuramente migliorato.".

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Cos'altro potresti migliorare?

"Non in tante cose quest'anno, perché è stata una grande stagione. Ci sono sempre punti deboli che si possono migliorare, ma se dovessi darmi un voto quest'anno mi darei 9.5. Il mezzo punto che manca è per Le Mans, dove ho fatto un errore che avrei potuto evitare. Un altro errore è stato quello di spingere troppo dove non avrei dovuto, come a Silverstone, anche se poi sono riuscito a recuperare la situazione e finire quarto. Quest'anno è stato davvero ottimo per me!"

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Che cos'è la pressione per Marc Márquez?

"E' difficile da spiegare, è un qualcosa che ti rende insicuro, che ti fa venire dei dubbi, ti fa essere teso. E' un qualcosa che logora mentalmente e fisicamente, e che poi ti fa finire il weekend completamente distrutto. Dal momento che tutta questa tensione toglie tanta energia, bisogna saperla gestire. Io sono molto fortunato ad avere una grande famiglia nel paddock e la mia squadra che mi aiutano a 'staccare' quando non è necessario pensare a correre. Questo mi aiuta a rimanere rilassato."

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Come ci si sente a vincere il titolo con tre gare d'anticipo in una stagione così impegnativa?

"E' una strana sensazione perché non me l'aspettavo. Pensavamo di arrivare a Valencia con la lotta per il titolo ancora aperta. Se dici a qualcuno che quest'anno abbiamo vinto con tre gare d'anticipo, si potrebbe pensare che è stata una vittoria facile, ma in realtà è stato l'opposto!"

"Quest'anno è stata dura, con momenti in cui non riuscivo a vedere me stesso di nuovo campione, ma siamo sempre andati punti, gara dopo gara: siamo stati costante mentre i nostri concorrenti hanno commesso alcuni errori. So che gli errori accadono per un motivo: quando un pilota è in grado di mantenere un gran passo, questo mette pressione sugli altri e aumenta le loro possibilità di sbagliare".

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Quanto sono state importanti le nuove regole in questa stagione?

"Sono state fondamentali. Tuttavia, nonostante il risultato finale, devo ammettere che all'inizio della stagione erano state un grosso problema per noi. All'inizio eravamo indietro, e nei test invernali le cose si sono complicate. Avevo fatto diversi meeting con Honda e avevo promesso loro che sarei stato più "conservatore" all'inizio, concentrandomi su come ottenere il maggior numero di punti possibili nelle prime gare, ma loro avrebbero dovuto aiutarmi nella seconda metà della stagione."

"Avevo chiesto loro di mostrare a tutti come Honda è capace di reagire alle sfide, perché eravamo davvero lontani dal nostro solito livello. E in seguito, poco a poco, abbiamo accorciato il gap dagli altri, arrivando ad avere una RC213V molto competitivo nelle ultime tre gare."

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Dopo un precampionato così difficile, hai mai pensato che il titolo di quest'anno sarebbe stato impossibile da raggiungere per te?

"E' molto importante avere sempre fiducia! Ricordo che, durante i test invernali, molte persone nel paddock dicevano che vincere il titolo in questa stagione sarebbe stato quasi impossibile per noi, perché faticavamo più del previsto. Questo non aveva fatto altro che aumentare la mia motivazione, perché la mia convinzione è che nulla è impossibile e che si deve sempre continuare a lavorare e impegnarsi."

"E' vero che quello fu un periodo difficile per noi, ma - come dicevo già allora - Honda è sempre Honda. Stiamo parlando di un'azienda enorme, sicuramente in grado di reagire, e poi la mia squadra... beh, è la mia squadra!"

Japanese Grand Prix winner Repsol Honda Team's Spanish rider Marc Marquez drives his motorcyle during the MotoGP race at the Japanese Grand Prix in the Twin Ring Motegi circuit in Motegi on October 16, 2016. / AFP / TOSHIFUMI KITAMURA        (Photo credit should read TOSHIFUMI KITAMURA/AFP/Getty Images)

Qual è stato il giorno peggiore?

"Durante la stagione, il momento più difficile è stato a Le Mans. Ero riuscito a vincere due gare [in Argentina e Austin], ma poi avevo faticato molto a Jerez e alla fine sono caduto a Le Mans. Con Lorenzo di nuovo davanti in classifica prima di andare al Mugello e un Catalunya, ricordo di aver pensato: 'Non sarà facile!'. Alla fine, da quelle due corse abbiamo iniziato a capire che il titolo sarebbe stato possibile."

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Se dovessi scegliere la tua gara preferita negli ultimi nove anni, quale sarebbe?

"La gara che non posso dimenticare è Valencia 2013, quando ero in lotta per il titolo della MotoGP per la prima volta ed ero a casa, davanti ai miei tifosi. Ma c'è un'altra gara che ho vissuto da fuori ma mi sentivo come se stessi correndo anch'io: è ancora Valencia, ma nel 2014, quando mio fratello ha vinto il titolo della Moto3. Non so perché, ma ce l'ho impressa nella mente, in tutti i passaggi".

Descrivi la tua 'domenica perfetta' quando non c'è un Gran Premio.

"Mi piace starmene sul divano [ride15] e guardare magari il campionato spagnolo, la MXGP o qualunque altra cosa. E nel pomeriggio magari mi guardo una partita di calcio, sicuramente con il Barça! Siamo sempre in giro per il mondo e così, quando sono a casa, voglio solo riposare e ricaricare le batterie".

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