MotoGP, Jorge Lorenzo col "chiodo fisso" del nuovo contratto. Rossi aspetta. Anche la Ducati…

Jorge Lorenzo vuole rinnovare il contratto con la Yamaha. Rossi invece vuole aspettare 5 o 6 gare. E la Ducati cosa fa?

Osservando la mimica sempre molto espressiva di Jorge Lorenzo si capisce che i test di Phillip Island sono stati un flop per il maiorchino e che soprattutto c’è “qualcosa”, oltre la pista, che lo disturba, lo distoglie e lo tiene in tensione.

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La supremazia dimostrata dal campione del mondo della premier class due settimane prima nel test di Sepang non ha trovato conferma nelle prove sulla ben più ostica pista australiana: il crono (nono tempo: 1’29.760; caduta… da principiante al primo giro del tentativo abortito di un long run; sei decimi dalla vetta di Marc Marquez; oltre 3 decimi da Valentino Rossi, quinto tempo) parla da solo ma non mette a fuoco la situazione attuale del fuoriclasse spagnolo della Yamaha.

Già le nuove gomme Michelin preoccupano alquanto il maiorchino come dimostrano le quattro cadute fatte fin qui; poi c’è la scelta fra la M1 2016 e quella con telaio tipo 2015 (la preferita dai due piloti ufficiali); quindi il bivio della carriera oltre il 2016: restare in Yamaha o dare una svolta secca cambiando aria?

Il talento e la determinazione di Jorge non si discutono e certamente già nel prossimo test in Qatar ritroverà il “suo” passo. Del maiorchino sono invece discutibili qualche uscita” estemporanea”, capacità di restare fuori dal fuoco amico e nemico, concentrazione e tenuta psicologica nei momenti topici che in passato hanno determinato incertezze e passi falsi.

Ora, a tutti è nota la difficoltà dei rapporti fra Lorenzo e Rossi diventata completa incomunicabilità - o peggio – dopo gli incresciosi fatti di fine 2015 e c’è quindi da verificare come è gestibile la situazione dei due “separati in casa” già dall’inizio di questa stagione senza far danni a se stessi, alla Casa dei tre diapason e alla MotoGP tutta. E’ altrettanto noto che quest’anno scadono i contratti sia di Jorge che di Vale e che in questi casi le scelte vengono fatte molti mesi prima del termine ufficiale dei rapporti vergati su carta bollata.

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In tale situazione delicata dovrebbe essere Rossi il più in difficoltà, anche perché entrando nei 38 anni, il “dottore” non può imboccare la strada sbagliata. Paradossalmente – o quasi - Valentino è invece il più “tranquillo”, deciso a lasciare che le cose procedano per il loro verso con l’auspicio (o la certezza?) di rimanere ancora per altri due anni in Yamaha, risultati 2016 permettendo.

Insomma, Valentino non forza la situazione (portandosi avanti con il lavoro si è messo a fianco Luca Cadalora…) facendo intendere che comunque non ha nulla da perdere: un modo di fare già felicemente sperimentato in passato dal 9 volte iridato per sciogliere i nodi a proprio vantaggio scaricando i propri sassolini nelle scarpe altrui e mettendo “pressione” agli altri, in questo caso allo scomodo compagno di squadra. Questa sicumera di Rossi mette Lorenzo ancor di più in agitazione, per nulla intenzionato a rimanere in Yamaha in coabitazione forzata con l’ingombrante mal sopportato pesarese, ma per nulla orientato ad abbandonare una Casa a cui deve tutto e che gli consente tutt’ora la massima competitività in pista.

In altre parole Lorenzo riconosce la validità dell’antico monito: “Chi lascia la strada vecchia per la nuova…” ma mentre soppesa la situazione in cerca del miglior sbocco per se stesso (unica vera alternativa è la strada per Borgo Panigale) non distoglie lo sguardo dalle mosse di Valentino, il quale – ripetiamo – in Yamaha c’è e in Yamaha vuole restare chiudendo lì (quando?) la sua luminosissima carriera sulle due ruote.

Movistar Yamaha's Italian rider Valentino Rossi takes a corner during the third day of the 2016 pre-season MotoGp motorcycling test on Phillip Island on February 19, 2016.      AFP PHOTO / Theo Karanikos      IMAGE STRICTLY RESTRICTED TO EDITORIAL USE - NO COMMERCIAL USE / AFP / THEO KARANIKOS        (Photo credit should read THEO KARANIKOS/AFP/Getty Images)

Per Lorenzo il rischio è che il “chiodo fisso” del nuovo contratto lo disturbi oltremodo, limitandone poi il proprio potenziale in gara e in campionato.
Legittimamente, Jorge cerca di forzare i tempi, chiede a Yamaha di firmare il nuovo contratto addirittura prima del GP del Qatar e a Ducati di … pazientare perché non si sa mai. Anche Yamaha non potrà a lungo sostenere quella sbandierata “neutralità” fra i due suoi galletti. Se Jorge è davvero (come plausibile per più motivi) la priorità, la Casa dei tre diapason altra strada non ha che chiudere quanto prima l’accordo col marocchino.

Una trattativa non facile ma anche non priva di rischi per tutti i protagonisti, nessuno escluso. Non è (solo) questione di soldi (anche se qui girano milioni di euro o di dollari) ma soprattutto conta la prospettiva di opzioni che pesano enormemente sulla competitività dei singoli “pacchetti”, in primis sul futuro personale di questi straordinari campioni.

Ci vuole gran fiuto, capacità di mediazione, cogliendo il nocciolo della questione, non la buccia. Perché per qualche dollaro in più (o euro) ci si gioca una carriera. C’è da scommettere che, comunque andrà, Lorenzo e Rossi cadranno … in piedi.

La Ducati, invece – sempre alla ricerca di un top rider- gioca di rimessa, aspettando che gli altri decidano. Ma si può fare (meglio) e di più anche disponendo di un Casey Stoner ancora a … “bagnomaria”?

Movistar Yamaha's Italian rider Valentino Rossi takes a corner during the third day of the 2016 pre-season MotoGp motorcycling test on Phillip Island on February 19, 2016.      AFP PHOTO / Theo Karanikos      IMAGE STRICTLY RESTRICTED TO EDITORIAL USE - NO COMMERCIAL USE / AFP / THEO KARANIKOS        (Photo credit should read THEO KARANIKOS/AFP/Getty Images)

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