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Amarcord: Harley-Davidson Night Train

Questa settimana riprendiamo la rubrica Amarcord con una moto che ha fatto la storia recente dell’Harley-Davidson, in particolare in Italia. Nonostante infatti fosse prodotta negli stabilimenti di Milwaukee il progetto di questo modello nacque in Italia e precisamente a Milano.


Nel 1997 la storica concessionaria Numero Uno di Milano, era attiva ormai da più di un decennio. In quegli anni, la fervida mente di uno dei suoi fondatori, Carlo Talamo, aveva sfornato diverse moto speciali, realizzate in esemplari unici o a tiratura limitata, molto spesso costruite con l’unico scopo di stupire o di dare sfogo al suo estro. Alcune di esse però attirarono l’attenzione anche dal punto di vista commerciale.

Una delle prime special realizzate da Talamo fu la Giallona, un Softail Custom di colore giallo con un esagerato (per l’epoca) motore di 1700 cc e cambio a 4 marce. Seguirono poi la “suora”, un Fat Boy nero opaco trasformato in bobber con un enorme visor sul fanale, e la “Com’Aggia fa” (visibile con Carlo nella prima foto), un altro Softail, questa volta un Custom, anch’esso nero opaco sul quale era stato montato il serbatoio di una XLCR Cafe Racer e un pneumatico anteriore tassellato.

Esperimenti stilistici che rimasero unici e che si discostarono molto dalla tendenza dell’epoca che voleva le Harley un tripudio di cromature. Entrambe queste due special avevano infatti molti dettagli, anche del motore, anneriti.

All’epoca la famiglia Softail, come anche oggi, comprendeva modelli FX ed FL. I primi, tra cui la FXSTS Softail Springer del ‘93 e il grande classico FXSTC 1340 Softail Custom (ma c’era anche la FXSTSB Bad Boy del 1995, anch’essa con forcella Springer), erano contraddistinti dai poggiapiedi e dalle ruota anteriore da 21”, i secondi, come il Fat Boy e l’Heritage Classic (ma anche la FLSTS Heritage Springer el ’97), dalle larghe pedane e dalle ruote da 16”.

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Sulla scia dei suoi esperimenti, alla fine del 1997 Talamo prese un Softail Custom e lo modificò con pochi accessori, come una sella Badlander e un manubrio drag bar più stretto, che rese la moto meno intuitiva da guidare ma decisamente più aggressiva, ma soprattutto annerì a polvere l’intero motore. Altri dettagli, verniciati di nero lucido, erano il dashboard sul serbatoio, i supporti del parafango posteriore, il filtro aria e il serbatoio dell’olio, tutti particolari che fino all’ora erano sempre stati cromati.

La carrozzeria in un primo momento era ovviamente solo nera. Di questo modello ne furono approntati venti esemplari, uno dei quali finì direttamente a Milwaukee, dove i vertici della Motor Company ne furono entusiasti, tanto da iniziarne la produzione in serie.

Nel 1998, quando debuttò, la Night Train, che venne siglata FXSTB, costava 33 milioni su strada. Il motore Evolution da 1338 cc (88×108 mm le sue misure), alimentato da un carburatore CV da 40 mm, sviluppava circa 55 CV (40,9 kW) a 5.000 giri e una coppia massima di 99 Nm (10,1 kgm) a 2.350 giri, per una velocità massima di 155 km/h. il peso a secco era di 293 kg, l’interasse era di 1.696 mm e la sella era alta da terra 676 mm.

Il motore Evolution stava però per andare in pensione. Alla fine del 1998 vennero infatti presentati i nuovi modelli equipaggiati con il motore Twin Cam 88 da 1449 cc (95,25 x 101,6 mm le sue misure). La famiglia Softail però iniziò ad adottare questo motore solo l’anno successivo, in quanto essendo montato rigidamente sul telaio, al contrario dei modelli Dyna e Touring, necessitava di due contralberi antivibrazioni che vennero quindi montato, a partire dal Model Year 2000, sul Twin Cam 88B (Balanced) dedicato esclusivamente ai modelli Softail.

Offerta inizialmente solo a carburatore (da 40 mm), nel 2002, al pari di altri modelli H-D, venne resa disponibile anche con l’iniezione elettronica, dotata di corpo farfallato da 45 mm. Con questa novità la Night Train “iniettata” prese la sigla di FXSTBI, mentre quella a carburatore rimase FXSTB.

La nuova motorizzazione sviluppava 64 CV (47 kW) a 5.300 giri, e una coppia massima di 106 Nm a 3.200 giri. Il cambio era sempre a cinque marce con trasmissione finale a cinghia. A livello ciclistico montava sempre una ruota anteriore a raggi con pneumatico MH90-21 (80/90-21) e quella posteriore lenticolare con gomma da MT90B 16 (equivalenti a 130/90-16), mentre i freni erano su entrambe le ruote da 292 mm con pinza a 4 pistoncini.

L’interasse era di 1.694 mm, mentre l’altezza sella di 638 mm. Il serbatoio Fat Bob aveva la capacità di 18,8 litri (di cui 1,9 di riserva) e il peso a secco era di 305 kg. La forcella da 41,3 mm aveva un’ escursione di 142 mm, mentre gli ammortizzatori posteriori orizzontali della sospensione softail avevano una corsa di 110 mm.

Nel 2003 venne offerta anche in colorazione 100th Anniversary, come altri modelli più significativi della gamma e nello stesso anno la gomma posteriore venne offerta con misura 150/80.
In quegli anni al colore nero Vivid black si affiancarono altre verniciature: nel 2002 il Jade Sunglo Pearl, nel 2003 il Gunmetal Pearl, oltre al bicolore Anniversary, nel 2004 il Lava Red Sunglo, nel 2005 il Cherry Pearl e il Black Pearl.

Nel 2004 inoltre vennero adottate alcune novità: raggi anticorrosione, un nuovo fanale posteriore, pastiglie freno e frizione con ridotto sforzo alla leva, guarnizioni motore e prigionieri delle teste cromati. Nel 2006 arrivò la nuova ruota posteriore da 17” con pneumatico 200/55 e di conseguenza un nuovo parafango posteriore, sempre in stile bobtail ma più largo.

Nel 2007 ottenne, come del resto tutti i modelli equipaggiati di Twin Cam 88, il nuovo propulsore TC96B da 1584 cc (con misure 95,25 x 111,25 mm): l’iniezione elettronica diventò di serie e la sigla tornò a essere FXSTB. La coppia massima sprigionata dal rinnovato Twin Cam 96B raggiunse i 120 Nm di coppia a 3.200 giri sulle versioni europee. Con il nuovo motore arrivò anche il cambio Cruise Drive a 6 marce.

Cambiarono anche alcune misure vitali, tra cui l’interasse, che raggiunse i 1.699 mm, e l’altezza sella, che arrivò a 680 mm (640 mm col guidatore in sella), mentre la luce a terra raggiungeva i 130 mm. Il peso a secco era di 298 kg, che diventavano 309 in ordine di marcia. L’angolo di inclinazione della forcella, molto ampio, era di 34°, con piastre inclinate di 32,3°.

Nello stesso anno venne offerta in ben sei colorazioni: Vivid Black, Black Cherry Pearl, Black Pearl, Black Denim, e i nuovi Pacific Blue Denim e Pewter Denim. Gli anni seguenti videro solo nuove colorazioni, come il Crimson Red Sunglo e il Crimson Red Denim nel 2008 e il Red Hot Sunglo nel 2009.

In quell’anno l’ultima modifica fu un parafango anteriore con profilo ristilizzato. Il 2009 fu anche l’ultimo anno di produzione della Night Train, che oggi ha davvero molti estimatori.

Le quotazioni dell’usato tengono bene: si va dai 12-16.000 euro per i Twin Cam 88 e 96 fino agli oltre 15.000 dei degli ultimi modelli Twin Cam 96 fino ai 14-16.000 di un Twin Cam 88, mentre i primi Evolution partono dai 15.000 euro ma possono arrivare a sfiorare anche i 20.000 euro, per esemplari originali in ottime condizioni e con pochi chilometri.

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