Guintoli: "Sono come il vino, miglioro di anno in anno"

Le origini francesi di Sylvain Guintoli emergono gradevolmente anche dalle sue metafore legate all'enologia: il nuovo pilota dell'Aprilia Racing Team WSBK è conscio dei propri progressi ed è pronto a vivere da protagonista la nuova stagione. Lo ha confermato questa mattina durante la presentazione della squadra Campione del Mondo SBK, orfana di Max Biaggi ma forte di una RSV4 migliorata nell'elettronica e di due piloti, Laverty e Guintoli stesso, in grado di portare avanti il ciclo vincente iniziato dal Corsaro Nero.

Il trentenne Guintoli, non è un pilota di primo pelo: nato a Montélimar nel giugno 1982 ha già corso con Aprilia in 250 dal 2001 al 2006, per poi passare alla MotoGP nelle stagioni 2007 e 2008. Il suo esordio in SBK risale all'ultima gara del campionato 2009 a Portimao e nelle derivate di serie ha un palmares di dieci podi, con tre vittorie e una pole position, terminando ogni stagione sempre nella top ten.

Sylvain come ti senti a essere di nuovo in Aprilia?

Salire sulla moto campione del mondo è un onore, è l’occasione più importante nella mia carriera di pilota. Molti mi hanno chiesto se avverto una particolare pressione, in realtà la voglia di fare bene e dimostrare il mio valore nella World Superbike supera ogni tipo di tensione! Sono molto felice di guidare la RSV4 forse nella mia migliore stagione, sono un pilota con una certa esperienza anche se ancora giovane. Penso che questa possibilità arriva nel momento migliore per me, penso di essere come un buon vino francese più passa il tempo più miglioro. E ora finalmente è giunta l’ora di bere questo vino.

Max Biaggi ha corso fino a 40 anni, a proposito del migliorare con gli anni...

Quello è un ottimo vino!

Com'è la RSV4?

La cosa che più mi ha sorpreso è stata l’immediata naturalezza nella guida. Sia come posizione in sella che come feeling mi sono trovato subito “a casa”, nonostante in passato abbia guidato moto con caratteristiche molto diverse. La RSV4 è veloce, ma cosa più importante dispone di regolazioni che ti permettono di adattarla al tuo stile ed alle tue esigenze. È una moto veramente incredibile da guidare, così come la squadra che c’è alle spalle. Anche se più importante di tutto penso sia il fatto che quando la guidi ti dona un sorriso. Penso che già in Australia mi darà grosse soddisfazioni.

Come ti trovi con il team?

Sono molto soddisfatto per la grande confidenza tra me e il team Aprilia: ogni componente della squadra sa cosa deve fare senza nemmeno bisogno di parlare. Per un pilota è rassicurante vedere efficienza e competenza nel box, ti permette di concentrare la tua attenzione sulla guida. Aligi poi è un capotecnico capace di “tradurre” in modifiche tecniche ogni mia singola sensazione. Lavorando con questa squadra ho capito perché hanno vinto così tanto!

Obiettivi per il 2013?

Fare pronostici è difficile, e lo dico pensando in particolare allo scorso campionato che si è deciso all’ultima gara per solo mezzo punto. Io punto a fare bene, nel 2012 ho vinto tre gare e come primo obiettivo voglio superare questo record personale.

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