E’ stata presentata in esclusiva al Motor Bike Expo 2012 la Sterling 2012 del nuovo marchio italiano “The Black Douglas” che riesce nell’impresa di riportare sulle strade, quasi 100 anni dopo, le motociclette definite con il nomignolo di “sottocanna”. Un progetto nostalgico e classico ma riadattato con la tecnologia dei giorni d’oggi per avere una moto perfettamente usabile quotidianamente e targata stradale.
Il telaio pur mantenedo le linee del tempo è stato migliorato nella rigidità, cosi come le forcelle a parallelogramma anteriori, ricostruite per aumentare il feeling con la strada. Il motore di oggi è un monocilindirco 200cc da 17cv e quattro tempi, con omologa euro 3 ma è prevista anche una versione 125cc. Un motore affidabile, robusto e perfettamente adatto a spostare agilmente la Sterling nel traffico quotidiano. Una moto dal peso piuma, 100kg, serbatoio da 10 litri e consumi pari ad uno scooter (circa 30 km litro).
Sebbene rimanga una moto da usare localmente grazie alle sue caratteristiche risulta essere un mezzo di trasporto elegante, personale e molto molto ecologico. Tutte le Sterling verranno prodotte rigorosamente a mano con specifiche di personalizzazione scelte direttamente dal cliente da un catalogo di optionals che prevede anche il posto per il passeggero, oltre che a borse su misura, colorazioni del serbatoio custom, con la possibilità di acquistare diversi serbatoi modificando così il look della Sterling.
The Black Douglas Sterling 2012




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Giannelli non smette di credere nel “futuro del passato” e propone la sua nuova linea di scarichi Vintage, dedicata a tutti i motorini che hanno portato in giro per l’Italia i ragazzi e le ragazze degli anni ‘70 e ‘80. Vista la continua ricerca sul mercato della vecchia Vespa, del mitico Ciao o del più moderno Si, Giannelli ha cercato negli archivi i progetti di trent’anni fa, quando produceva marmitte per tutti quei ragazzi che volevano un rombo più deciso dal loro motorino a pedali.
Trovando il giusto compromesso tra il design di un tempo e la tecnologia dei nostri giorni, ecco la nuova Linea Vintage che verrà presentata all’EICMA 2011 presso il padiglione 14 allo stand I34. Insieme ai nuovi scarichi per i cinquantini già citati, vi saranno le nuove marmitte per la mitica Ape 50, la Vespa PX 150 e la LML Star 4T.
Nostalgia e rinnovata passione hanno caratterizzato il 2 ottobre scorso la 2a edizione della 200 Miglia di Imola Revival. Yamaha era ufficialmente presente all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola con le sue più rappresentative icone sportive, con tutte le due ruote che hanno segnato l’epoca delle competizioni agonistiche e con il debutto, in esclusiva per l’Italia, dell’esposizione dedicata ai 50 anni di Yamaha nelle competizioni GP mondiali.
Il “salto nel tempo” andato in scena nell’assolata domenica di inizio autunno ha visto vere e proprie leggende viventi come il 15 volte iridato Giacomo Agostini, il 7 volte campione del Mondo Phil Read, il venezuelano bicampione del mondo Carlos Lavado, gli statunitensi Baker ed Emde, l’iridato francese Sarron e tanti altri tornare ad indossare attillate tute in pelle in stile vintage, impugnare i manubri delle loro mai dimenticate moto dell’epoca e ritornare a sentire l’aria che cerca invano di arrestare il loro progressivo incedere sull’asfalto imolese come la collina della Rivazza, naturale teatro di mitologici duelli che hanno segnato un’epoca, e che ancora risiedono, mai sopiti, nel cuore di moltissimi appassionati.
Momento clou della rievocazione è stato l’incontro tra storia e presente, l’unione tra passato e moderna tecnologia sportiva andato in scena quando il trio di star Agostini, Baker e Read è sceso in pista in sella alla Yamaha YZR-M1 MotoGP del team Yamaha Factory Racing allestita nella speciale livrea celebrativa dedicata al 50° anniversario di Yamaha nei Gp mondiali.
In una splendida domenica di sole, ieri mattina presso l’area antistante Palazzo Reale in Piazza Duomo a Milano, si è svolta una magnifica mostra di ben 100 motociclette tra le piu’ importanti e famose prodotte nel secolo scorso. La manifestazione, tenutasi lungo tutto l’arco della giornata a celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dalle 9 del mattino alle 16 del pomeriggio, ha riscosso un notevole successo di pubblico tra appassionati e curiosi.
Considerando l’enorme patrimonio storico motociclistico presente attualmente nel nostro Paese, sovente mai esposto al pubblico, il C.M.A.E. ha organizzato questa mostra statica con il patrocinio dell’A.S.I. e del Comune di Milano. Il programma prevedeva la partecipazione, esclusivamente su invito, di privati proprietari e di alcuni selezionati Musei. Il comune denominatore è la passione per la ricerca, il restauro e la conservazione del nostro patrimonio.
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Come già annunciato, la Moto Guzzi festeggia il suo 90° anniversario la prossima settimana con una serie di iniziative che richiameranno a Mandello del Lario appassionati da tutto il mondo. Qui ci limitiamo a riproporre quanto scriveva la rivista Motociclismo il 15 dicembre 1921 a proposito della prima Guzzi 500 da corsa. Lo scritto sintetizza la filosofia tecnica vincente delle Aquile di Mandello, originale prerogativa delle monocilindriche di 250, 350 e 500 costruite e portate in corsa dal 1921 al 1957 (ultimo anno ufficiale).
Come noto, la Guzzi è stata la più importante Casa italiana, sempre attenta all’evoluzione del mercato, delle tecniche e delle tecnologie, anticipando quasi sempre le marche concorrenti, sia nella produzione di serie che nelle competizioni. Tant’è che, oltre alle mitiche monocilindriche, furono portate in pista moto con motori plurifrazionati, a due, a quattro e a otto cilindri, molti dei quali costituirono la base per i motori da competizione di tutte le altre Case, fino a quelle giapponesi alla fine degli anni ’50.
Da Motociclismo: “Motore monocilindrico orizzontale, con conseguente abbassamento del baricentro a favore della stabilità e della penetrazione; alettatura radiale che consentiva più razionale raffreddamento soprattutto della testa; dimensioni ultraquadre del cilindro, per mantenere entro limiti modesti la velocità lineare del pistone; senso inverso della rotazione del motore, con eliminazione di un ingranaggio per la trasmissione primaria e miglioramento della lubrificazione; volano esterno di grande diametro per meglio equilibrare le masse rotanti”.
Fin troppo semplice, quasi banale? Forse. Ma si correva (e si corre) per andare più forte, per vincere. E basta scorrere le classifiche e l’albo d’oro, dal 1921 al 1957 (dal primo trionfo della Targa Florio del 25 settembre 1921, oltre 3 mila vittorie e innumerevoli record mondiali!) per capire il valore della Moto Guzzi. Una filosofia sempre attuale che dovrebbe valere anche per chi corre oggi.
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L’autodromo di Adria si animerà questo weekend con un’iniziativa per nostalgici e amanti delle corse e delle piccole cilindrate da sparo. 4 ore in notturna per un’endurance aperta anche ai 50cc storici, quelli che hanno corso nel mondiale nelle gloriose annate a cavallo fra gli anni ‘70 e ‘80. Ovviamente non mancano i protagonisti del campionato Endurance Vintage e quelli del trofeo Sidecar d’epoca.
L’evento dedicato ai 50cc è di notevole importanza fra i cultori di questa categoria. Correranno le Tomos con telaio in vetroresina e la Tomos NCR del Museo Fornazaric di Nova Gorica, esemplari più unici che rari, come la Perugina diesel costruita da Arturo Silvestri che oltre alle macchine agricole è riuscito a costruire moto da corsa all’avanguardia della tecnica, utilizzando freni a tamburo con comando idraulico.
Il programma prevede le partenze del Gruppo 3 Gentleman, la Sfilata, le partenze del Gruppo 4 e 5 valide per i rispettivi Trofei senza dimenticare i Guzzi classe Vintage e i sidecar d’epoca. Le operazioni preliminari scatteranno dal venerdì alle ore 15.30 chiudendo alle 18.30, si riprenderà quindi al sabato sia mattina che pomeriggio con una finestra anche alla domenica il Gruppo 3 e le classi con una qualifica ancora a disposizione. Le prove libere si terranno venerdì.
via | Federmoto
E’ passato un mese dalla presentazione ufficiale al raduno mondiale MV Agusta. La meravigliosa special racing che richiama lo stile vintage, è tornata in pista a Franciacorta per prepararsi al Bol d’Or Classic in programma per l’11 settembre 2011. Il 24 giugno Giovanni Magni e il suo team sono scesi in pista per testare la moto e ricordare i bei tempi ormai andati.
Giovanni Magni: “Il progetto è nato quando i miei clienti del club Magni Bayern mi hanno informato che avevano organizzato un raduno per i possessori di moto Magni nel week end del Bol d’Or Classic 10-11 settembre. Per cercare di dare un’attrattiva in più al raduno, mi è venuta l’idea di chiedere agli organizzatori del BOC se avrebbero potuto accettare una Magni Guzzi.Da regolamento sono ammesse solo moto prodotte tra il ‘60 e l’80, la mia prima Magni Guzzi è stata progettata-costruita nell’83-84. Dopo qualche scambio di opinioni abbiamo raggiunto l’accordo, una Magni potrà partecipare alla gara del BOC 2011 anche se nel piazzamento finale delle due manche sarà fuori classifica. Così è iniziato il progetto! Come più volte affermato, i nostri clienti diventano molto spesso buoni amici ed entrano a far parte della “famiglia”. Ho parlato della mia idea ai ragazzi del Guzzi team 72, Oscar Buratti e i piloti Massimo Peronetti e Matteo Stella, che si sono subito sentiti coinvolti nel progetto.”
Magni ha successivamente spiegato che della ciclistica se ne sarebbe occupato lui, mentre il Guzzi Team 72 avrebbe messo a disposizione il motore con il quale avevano disputato alcune gare del Campionato Europeo Endurance Epoca. Lo sviluppo è partito da subito, rispettando sempre il regolamento e i canoni dell’epoca. Il primo test a Franciacorta è andato a buon fine e i piloti sono molto soddisfatti ma il lavoro è ancora lungo e alle gare mancano pochi mesi. Sicuramente questa moto farà la sua figura all’interno dello storico campionato, riuscendo magari a mandare indietro le lancette dell’orologio di qualche decennio.
via | Superwheels
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Ringraziamo Claudio dalla Svizzera per lo Scatto in Corsa di oggi. Riguardano una gara in salita per moto d’epoca che si è svolta il mese scorso Nalles in Trentino Alto Adige e che Claudio ha corso con la sua Suzuki Titan 500 Corsa del 1970.
Inviateci i vostri set migliori di moto impegnate in qualsiasi tipo di manifestazione sportiva (no raduni o concorsi di bellezza, per internderci) e le pubblicheremo. Attenzione: non solo asfalto, ma anche fuoristrada. E non solo momenti di gara ma anche paddock, box, premiazioni e… ragazze ombrellino, ovviamente. Inviate le vostre immagini a fotodelgiorno@motoblog.it.
Continua a leggere: Scatto in Corsa: Suzuki Titan 500 Corsa a Nalles
Ricordate la vecchia Solex, quella strana moto-bici francese degli anni ‘60, che attirava l’attenzione per il piccolo monocilindrico 2t posto proprio sulla ruota anteriore? Il suo fascino attira ancora oggi, con molti nostalgici che girano per la città in sella a questa “grossa bici motorizzata”. Eppure qualcuno ha voluto renderla ancora più originale, non dotandola di pezzi in più ma bensì privandola dei mozzi e dei raggi nei cerchi.
Non ci sono molte specifiche tecniche sul web, ma dalle foto è facile capire come riesce a stare in piedi e a girare pur senza mozzi. Il principio motrice rimane quello di base, con i rulli che agiscono sul bordo del cerchio per far muovere in avanti la ruota. La novità consiste invece in un telaio esterno parallelo alle ruote, al quale sono attaccati dei ruotini che appoggiano sulla parte interna del cerchio, permettendo così alla moderna Solex di proseguire lungo il cammino.
Avete voluto la bicicletta? Beh con questa non potete neanche pedalare quindi, una volta finita la benzina, vi toccherà spingere!
via | Bloguidon

In occasione del round inglese della MotoGp, il prossimo 11 giugno a Silverstone si terrà anche un’asta molto particolare, per il prestigio degli articoli che si apprestano ad esser battuti. Il più importante di questi, sarà senza dubbio il casco di Mike “The Bike” Hailwood, vera leggenda delle due e delle quattro ruote, pilota temerario che ha segnato un’epoca grazie alle sue imprese.
La “scodella” appartenuta al campionissimo è interamente dipinta a mano e reca anche due grossi graffi, segni tangibili della caduta riportata (così come cita anche la scritta a matita) durante la gara di Brands Hatch del 1963. Da questo incanto, gli organizzatori già prevedono di ricavare una somma non inferiore alle 4000 sterline. La Honda nel 1968, ne pagò addirittura 50mila, per blindare “The Bike” e non farlo correre con nessun’altra Casa.
Ma Mike passò alle 4 ruote e dopo altri successi ottenuti in F1, ritornò al suo primo amore, andando a vincere il TT dell’Isola di Mann del 1978 in sella a una bellissima Ducati 900 SS. In occassione di quell’epica vittoria, Hailwood donò il suo cronografo Tag Heuer al suo team, che considerava la sua “famiglia”. Quello stesso orologio, farà coppia con il casco, nell’asta dell’11 giugno. Subito dopo il salto, un video del campionissimo e dei suoi duelli storici con Phil Read.
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