Kawasaki ZX-6R, perché uno stuntman la sceglie da 20 anni

Dopo 27 anni come stuntman, Rick English svela la sua moto preferita: la Kawasaki Ninja ZX-6R, modificata solo dove serve per affrontare le acrobazie.

Kawasaki ZX-6R, perché uno stuntman la sceglie da 20 anni
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 1 set 2026

Ha guidato moto sul set, effettuato incidenti controllati e persino portato una Batmobile attraverso le fiamme. Dopo 27 anni di carriera come stuntman, però, Rick English ha pochi dubbi quando deve indicare la sua moto preferita per le acrobazie: la Kawasaki Ninja ZX-6R.

English utilizza moto Kawasaki per gli stunt da circa 20 anni e recentemente è passato a una ZX-6R modello 2025. La cosa interessante è che, nonostante l’impiego decisamente lontano da quello previsto per una normale supersportiva stradale, la moto non viene stravolta.

Servono protezioni aggiuntive, un comando dedicato per il freno posteriore e alcuni interventi sull’elettronica. Per il resto, secondo lo stuntman britannico, motore e ciclistica funzionano già bene nella configurazione originale.

Una considerazione particolarmente significativa se arriva da qualcuno che ha trascorso buona parte della propria carriera professionale mettendo alla prova moto e automobili nelle scene d’azione cinematografiche.

Rick English, 27 anni tra moto, cinema e stunt

La carriera di Rick English non nasce direttamente sul grande schermo. Il britannico si è avvicinato al mondo degli stunt attraverso due passioni: le arti marziali e le competizioni motociclistiche. Correva in moto a livello amatoriale e quell’esperienza lo ha progressivamente portato verso il cinema e la televisione.

Una volta entrato nel British Register of Stunt Performers, la specializzazione nelle acrobazie motociclistiche è stata quasi naturale.

Da allora sono passati 27 anni.

Nel suo curriculum compaiono produzioni legate ad alcuni dei franchise più conosciuti del cinema d’azione, tra cui James Bond, Jason Bourne, Mission: Impossible e Kingsman. Negli anni più recenti si sono aggiunte anche diverse produzioni dedicate ai supereroi.

Non sempre, naturalmente, le moto utilizzate sul set sono modelli convenzionali. English ha raccontato di aver guidato anche la Batcycle di Batman, oltre ad aver lavorato con Jason Momoa sul set di Supergirl.

E le due ruote rappresentano soltanto una parte del mestiere.

Dalla Batmobile agli incidenti in moto

English lavora infatti anche con le automobili e tra le esperienze più particolari della sua carriera c’è la guida della Batmobile.

Durante la realizzazione di un film di Batman è stato inoltre coinvolto in un grande salto attraverso le fiamme. Scene spettacolari sullo schermo, ma che dietro le quinte richiedono preparazione, precisione e soprattutto un controllo molto attento dei rischi.

Nonostante abbia lavorato con mezzi di ogni tipo, English continua però a indicare gli incidenti in moto tra gli stunt che preferisce.

Il motivo è soprattutto tecnico. Una caduta cinematografica deve apparire violenta e credibile davanti alla telecamera, ma allo stesso tempo deve essere pianificata in modo da ridurre il più possibile i rischi per stuntman, troupe e altre persone presenti sul set.

Dietro pochi secondi di una scena d’azione possono quindi esserci preparazione e prove molto più lunghe.

Ed è anche per questo che la scelta della moto assume una certa importanza. Per English deve essere prevedibile, maneggevole e sufficientemente robusta da sopportare un utilizzo molto particolare.

Kawasaki Ninja ZX-6R, la preferita da circa 20 anni

Quando si parla della moto ideale per questo lavoro, English indica la Kawasaki Ninja ZX-6R.

Lo stuntman utilizza Kawasaki per le proprie acrobazie da circa due decenni e la supersportiva di Akashi è rimasta nel tempo il suo riferimento. Nel 2025 è passato alla versione più recente e, secondo il suo giudizio, il motore non necessita di interventi specifici per questo utilizzo.

La base tecnica della ZX-6R aiuta a capire la scelta. Il modello attuale utilizza un quattro cilindri in linea da 636 cc abbinato a un telaio perimetrale in alluminio. Kawasaki punta proprio sull’equilibrio tra agilità, stabilità in curva e capacità di cambiare rapidamente traiettoria.

Caratteristiche nate per la guida sportiva, ma evidentemente apprezzate anche quando la moto viene utilizzata in maniera molto diversa.

La ZX-6R dispone inoltre di un pacchetto elettronico moderno con controllo di trazione, modalità di potenza, riding mode e quickshifter. Ed è proprio sull’elettronica che uno stuntman deve intervenire.

Cosa cambia su una ZX-6R preparata per gli stunt

Per trasformare la Kawasaki ZX-6R in una stunt bike, English non cerca più potenza. Anzi, uno degli aspetti più interessanti del suo racconto riguarda proprio il motore: per le sue esigenze va bene così com’è. Le modifiche servono altrove.

Alcuni aiuti elettronici devono essere disattivati quando diventano incompatibili con manovre come impennate e burnout. È abbastanza intuitivo capire perché: sistemi progettati per evitare perdite di aderenza o comportamenti anomali della moto possono interferire proprio con quelle manovre che uno stuntman vuole provocare volontariamente.

Sulla moto vengono poi installate protezioni supplementari, indispensabili considerando la probabilità di cadute durante allenamenti, prove e riprese.

Un’altra modifica importante riguarda il freno posteriore azionabile a mano. È una soluzione tipica delle stunt bike perché permette al pilota di controllare la ruota posteriore anche durante alcune manovre nelle quali utilizzare normalmente il pedale può diventare difficile o impossibile. Ci sono poi altri componenti specifici, ma la filosofia rimane quella di intervenire solo dove realmente necessario.

Perché la ZX-6R funziona bene come stunt bike

La parte forse più curiosa è proprio ciò che English sostiene di non dover modificare. Secondo lo stuntman, Kawasaki ha realizzato una base già particolarmente valida per quanto riguarda telaio e maneggevolezza. Non serve quindi trasformare completamente la moto per renderla adatta al suo lavoro.

La ZX-6R nasce del resto come supersportiva e la sua ciclistica è stata sviluppata con una forte attenzione alla precisione di guida. Kawasaki utilizza un telaio perimetrale in alluminio derivato dall’esperienza racing, progettato per combinare rapidità nei cambi di direzione e stabilità.

La moto continua inoltre ad avere un legame diretto con le competizioni: nel 2026 la ZX-6R viene utilizzata anche nel British Supersport Championship.

Naturalmente, utilizzare una supersportiva in gara e lanciarla in un’acrobazia cinematografica sono due cose completamente diverse. Ma entrambe richiedono una base precisa e prevedibile. Ed è probabilmente questo il punto centrale della scelta di Rick English.

Dopo 27 anni di stunt e circa 20 anni sulle Kawasaki, il britannico potrebbe utilizzare moto molto più elaborate. Invece continua a scegliere la Ninja ZX-6R, intervenendo principalmente su protezioni, comandi ed elettronica. A volte, per costruire una buona stunt bike, non serve cambiare tutto. Serve soprattutto partire dalla moto giusta.

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