Yamaha RX-King 135: la due tempi diventa una enduro anni ’70
Una Yamaha RX-King 135 del 2002 diventa una enduro rétro con motore 2 tempi preparato, forcella KLX 150 e stile ispirato alle Yamaha DT.
Una Yamaha RX-King 135 del 2002 che, a prima vista, potrebbe tranquillamente essere scambiata per una enduro Yamaha degli anni Settanta. È questo il risultato della trasformazione realizzata a Bali da Geri Centura di Joyride, partendo da una delle due tempi più conosciute sul mercato indonesiano.
Il progetto si chiama Amber e nasce con un obiettivo molto semplice: costruire una moto leggera, divertente e utilizzabile su strada, mantenendo il carattere nervoso di un piccolo motore due tempi ma vestendolo con le forme delle storiche Yamaha DT.
La trasformazione è tutt’altro che superficiale. Il motore ha ricevuto componenti provenienti dalla YZ125, la ciclistica è stata rivista con una forcella Kawasaki KLX 150 e un ammortizzatore YSS, mentre cerchi, carrozzeria e scarico sono stati adattati o realizzati appositamente.
Non viene dichiarato un dato ufficiale di potenza, quindi è inutile inseguire numeri. La filosofia della moto è un’altra: poco peso, risposta pronta e quella classica erogazione improvvisa che ha reso i piccoli due tempi così particolari.
Yamaha RX-King 135, da stradale a enduro ispirata alla DT
La Yamaha RX-King utilizzata come base è un esemplare del 2002 con motore da 135 cc. In Indonesia questo modello ha costruito nel tempo una reputazione molto particolare grazie alle buone prestazioni in rapporto alla cilindrata e alla sua accelerazione.
Joyride ha però deciso di cancellarne quasi completamente l’aspetto originale.
L’ispirazione arriva dalle Yamaha DT degli anni Settanta e Ottanta, quindi da quelle enduro essenziali con ruota anteriore grande, parafanghi alti, serbatoio compatto e una posizione di guida adatta tanto alla strada quanto ai percorsi meno regolari.
Non si tratta però di una replica storica. La RX-King resta una special costruita per essere utilizzata su strada e per questo mantiene faro, indicatori di direzione e tutto ciò che serve per una normale circolazione.
La carrozzeria è stata praticamente ridisegnata. Serbatoio, fianchetti e parafanghi anteriori e posteriori sono personalizzati, così come la sella. Il telaio è stato invece reinterpretato seguendo lo stile delle vecchie Yamaha DT.
A rendere immediatamente riconoscibile la moto è soprattutto il colore Amber, un giallo intenso che richiama volutamente la luce gialla di un semaforo. Un modo ironico per suggerire di prestare attenzione quando il rumore del due tempi inizia ad avvicinarsi.
Sul fianco compare anche il numero 7, scelto come richiamo personale alla proprietaria della moto, Nadine.
Motore 2 tempi preparato con componenti Yamaha YZ125
Il lavoro più importante riguarda la meccanica. Il monocilindrico della RX-King 135 ha ricevuto un gruppo termico superiore derivato dalla Yamaha YZ125, accompagnato da un pistone maggiorato e da interventi all’albero motore.
L’alimentazione è affidata a un carburatore Keihin Sudco PWK da 26 mm, mentre l’accensione utilizza una CDI racing. Sono stati inoltre modificati l’alloggiamento della frizione e le relative molle.
Lo scarico è un altro elemento completamente personalizzato. Espansione e silenziatore sono stati costruiti appositamente, un dettaglio particolarmente importante su un motore due tempi perché la forma dell’espansione influisce direttamente sul comportamento del propulsore.
La preparazione punta soprattutto a ottenere un motore più rapido nel salire di giri e con una risposta particolarmente decisa quando entra nella sua fascia di utilizzo migliore.
Non ci sono però rilevazioni al banco né valori ufficiali di potenza o coppia. Il dato più concreto riguarda quindi il carattere della moto: un’erogazione molto rapida, soprattutto ai regimi più alti, tipica di questo genere di propulsore.
L’avviamento resta a pedale, contribuendo a mantenere quella sensazione meccanica e poco filtrata che rappresenta una parte importante dell’intero progetto.
Ruota da 21”, forcella KLX 150 e ammortizzatore YSS
Per trasformare davvero la RX-King in una piccola enduro stradale, non bastava lavorare sull’estetica. La forcella anteriore proviene da una Kawasaki KLX 150, modello progettato proprio per un utilizzo dual purpose. Al posteriore è stato installato invece un ammortizzatore YSS da 360 mm.
Cambiano anche le ruote. Davanti troviamo un cerchio in alluminio da 21 pollici, misura tipicamente utilizzata sulle enduro perché permette di superare con maggiore facilità buche e irregolarità. Dietro è montata invece una ruota da 18 pollici.
Gli pneumatici scelti sono Dunlop D605: 21/3.00 all’anteriore e 18/4.60 al posteriore. Anche in questo caso si tratta di una configurazione coerente con l’idea di costruire una moto capace di muoversi sia sull’asfalto sia su fondi meno regolari.
Sono stati inoltre realizzati una scatola batteria personalizzata e un nuovo serbatoio dell’olio per il sistema di lubrificazione del due tempi. Il motore è stato trattato con vapor blasting e successivamente rifinito con verniciatura a polvere.
Il risultato è quindi molto più vicino a una vera conversione tecnica che a un semplice esercizio di stile.
Una piccola Yamaha pensata soprattutto per divertirsi
La filosofia di questa Yamaha RX-King 135 custom si capisce soprattutto guardando ciò che non c’è.
Non ci sono potenze dichiarate da record, velocità massime ufficiali o tempi sullo 0-100 km/h. L’unico riferimento prestazionale fornito parla della capacità della moto di raggiungere gli 80 km/h in pochi secondi, ma senza una misurazione strumentale precisa.
L’obiettivo non era costruire la RX-King più potente possibile.
Con il piccolo due tempi preparato, una ciclistica più adatta ai fondi sconnessi e dimensioni contenute, Amber vuole essere soprattutto una moto immediata. Di quelle che fanno sentire chiaramente quando il motore entra in coppia e che richiedono di lavorare con cambio e gas per mantenere il propulsore nella zona giusta.
È una filosofia quasi opposta a quella delle moderne moto ricche di elettronica, mappe motore e controlli.
Qui ci sono un monocilindrico 2 tempi, un carburatore, una ruota anteriore da 21 pollici e uno scarico ad espansione. Il resto serve principalmente a rendere più efficace e divertente questa formula.
Ed è probabilmente proprio questo il dettaglio più riuscito del progetto. La Yamaha RX-King del 2002 non cerca di fingere di essere una DT originale degli anni Settanta: ne recupera invece lo spirito e lo combina con una base più recente e una preparazione decisamente personale.
Una piccola “Street Devil” gialla, rumorosa e leggera, costruita non per inseguire il dato assoluto ma per ricordare quanto può essere semplice la ricetta di una moto divertente.