Questa Ducati Monster S4 da 108 CV ha una storia incredibile

Una Ducati Monster S4 del 2001 persa dopo una lite con un ex amico è tornata al proprietario grazie alla moglie: oggi è una special da 105-108 CV ricca di componenti Öhlins, Brembo e Ducati Superbike.

Questa Ducati Monster S4 da 108 CV ha una storia incredibile
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 26 ago 2026

Ci sono moto speciali per le modifiche che montano e altre che diventano interessanti soprattutto per la storia che si portano dietro. Questa Ducati Monster S4 del 2001 riesce a fare entrambe le cose. Si chiama StolenS4, utilizza il celebre bicilindrico DesmoQuattro da 916 cc e, dopo una serie di interventi su motore, ciclistica e impianto frenante, svilupperebbe secondo il proprietario circa 105-108 CV all’albero.

Ma il dato tecnico è soltanto metà del racconto. Dan Benson, appassionato Ducati con esperienza anche nelle competizioni, aveva acquistato questa Monster nel 2007. Dopo averla affidata a un amico insieme al titolo di proprietà, un successivo litigio rese praticamente impossibile recuperare la moto. Anni dopo la S4 ricomparve sul mercato e fu la moglie di Benson ad acquistarla di nascosto, riportandola così al suo vecchio proprietario.

Da qui il soprannome StolenS4 e una battuta che sintetizza perfettamente la situazione: è una moto che, di fatto, è stata comprata due volte.

Ducati Monster S4, il DesmoQuattro della 916 cambia carattere

La base scelta per il progetto è già particolare. La Monster S4 arrivò all’inizio degli anni Duemila e rappresentò un passaggio importante nella storia della naked bolognese. Al posto dei tradizionali bicilindrici Ducati raffreddati ad aria delle precedenti Monster, utilizzava un motore quattro valvole per cilindro raffreddato a liquido derivato dalla famiglia delle Superbike.

Il bicilindrico a L DesmoQuattro da 916 cc era strettamente imparentato con quello della Ducati 916, anche se adattato a un utilizzo stradale meno estremo. Il risultato era una Monster decisamente più prestazionale, ma ancora caratterizzata dalla posizione di guida e dall’impostazione relativamente semplice che avevano reso famosa la famiglia.

Nel caso della StolenS4, Benson ha deciso di conservare proprio questo carattere, intervenendo però su diversi elementi.

Il motore lavora con un Power Commander, uno scarico da 50 mm e senza volano. La potenza stimata dal proprietario si colloca così tra 105 e 108 CV all’albero, quindi leggermente superiore rispetto alla configurazione originale.

Lo scarico è un altro elemento particolare. È stato utilizzato un sistema Foggy S4 “Spaghetti”, modificato e abbinato a terminali Termignoni della Monster 1100 montati in posizione bassa. Una scelta pensata anche per mantenere la possibilità di viaggiare in due.

Öhlins della Ducati 1098 e freni Brembo: cambia tutta la ciclistica

È soprattutto nella ciclistica che questa Ducati Monster S4 custom si allontana dalla moto di serie. All’anteriore troviamo una forcella Öhlins proveniente dalla Ducati 1098, abbinata a piastre SpeedyMoto SBK Monster e semimanubri Heli NOS leggermente rialzati. Dietro è stato installato invece un ammortizzatore Öhlins proveniente dalla ST4S, accompagnato da un ammortizzatore di sterzo dello stesso marchio.

L’obiettivo non era semplicemente rendere la moto più appariscente. Benson ha una lunga esperienza con Ducati sportive e tra il 2003 e il 2006 ha corso nelle categorie Super e Thunderbike del New England su 748 e 996. Le modifiche alla S4 seguono quindi una filosofia molto precisa: meno peso, maggiore controllo e una ciclistica più vicina alle Superbike.

Anche l’impianto frenante è stato profondamente rivisto. Davanti ci sono pinze Brembo radiali da 100 mm, modificate in modo da poter lavorare correttamente con i particolari cerchi a raggi. Completano il pacchetto una pompa radiale e dischi Brembo flottanti in acciaio.

Proprio i cerchi sono uno degli elementi che cambiano maggiormente l’aspetto della moto. Provengono dalla famiglia Ducati SportClassic e introducono un richiamo alle café racer e alle Ducati del passato, in netto contrasto con le componenti moderne utilizzate per sospensioni e freni.

Una Monster che mescola Ducati vecchie e nuove

L’idea estetica della StolenS4 è volutamente lontana dal classico schema Ducati rosso. Benson voleva creare una moto capace di mettere insieme elementi appartenenti a epoche differenti. I colori richiamano le tonalità più vivaci utilizzate tra gli anni Sessanta e Settanta, mentre i cerchi a raggi aggiungono un’impronta rétro.

Accanto a questi dettagli troviamo però componenti decisamente moderni. La strumentazione originale è stata sostituita da un elemento Motogadget inserito in un supporto ricavato dal pieno, mentre il faro anteriore è un’unità LED da 7 pollici.

Ci sono poi una sella personalizzata, una frizione antisaltellamento a sei rampe, un radiatore dell’olio ST, catena e corona DID serie 520 e le caratteristiche cinghie di distribuzione lasciate a vista.

Il risultato non cerca quindi di trasformare la S4 in una café racer classica né in una replica di una Superbike. È piuttosto un incrocio tra differenti generazioni Ducati, con alcune soluzioni volutamente capaci di dividere gli appassionati più tradizionalisti.

La Ducati Monster S4 dimostra quanto fosse valida la base originale

L’aspetto forse più interessante del progetto è che telaio e architettura generale della moto non sono stati stravolti. Per Benson, infatti, proprio questa generazione rappresenta uno dei punti più riusciti nella storia della Monster. Le successive S4R e S4RS avrebbero portato più cilindrata, il forcellone monobraccio e, in seguito, motori Testastretta più evoluti, ma la prima S4 conservava un equilibrio particolare tra potenza, peso, maneggevolezza e comfort.

I semimanubri abbassano e caricano maggiormente la posizione di guida rispetto alla configurazione tradizionale da naked, mentre sospensioni e freni più sofisticati permettono di sfruttare meglio le prestazioni del bicilindrico.

E alla fine è proprio questo il senso della StolenS4. Non serve necessariamente sostituire ogni elemento di una moto per costruire una special efficace. In questo caso la ricetta è stata quella di conservare il carattere della Monster S4 del 2001, eliminare ciò che il proprietario considerava superfluo e intervenire sui punti che potevano migliorare davvero la guida.

Il risultato è una Ducati da circa 105-108 CV, con componenti provenienti da 1098, ST4S, Monster 1100 e SportClassic. Una special certamente fuori dagli schemi, ma soprattutto una moto con una storia difficile da replicare: persa, ritrovata e infine trasformata nella versione che il suo proprietario aveva sempre voluto.

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