Due motocicliste disegnano gli USA col GPS: è record

Un viaggio di quasi 21.900 km, 38 Stati attraversati e 24 giorni in sella: l'impresa di Wendy Crockett e Liza Miller ha dato vita a un gigantesco disegno GPS.

Due motocicliste disegnano gli USA col GPS: è record
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 26 ago 2026

Prendere una moto e attraversare gli Stati Uniti è già un viaggio impegnativo. Farlo seguendo un itinerario studiato per trasformare ogni chilometro percorso in una parte di un gigantesco disegno GPS alza decisamente l’asticella. È quello che hanno fatto Wendy Crockett e Liza Miller, protagoniste della WR3 Ride, un’impresa che ha trasformato la mappa degli USA in una tela sulla quale tracciare la scritta “WRWR 2026”.

I numeri raccontano bene le dimensioni dell’avventura: 13.581 miglia percorse, circa 21.900 km, 38 Stati attraversati e 24 giorni in sella. Una media vicina alle 600 miglia quotidiane, quindi quasi 1.000 km al giorno.

Non si è trattato, però, di macinare chilometri scegliendo semplicemente la strada più veloce. Ogni deviazione, curva e trasferimento doveva contribuire alla forma finale visibile attraverso il tracciamento GPS. Ed è proprio questo dettaglio a rendere il viaggio molto diverso da una normale impresa motociclistica di lunga distanza.

Gli Stati Uniti trasformati in un gigantesco disegno GPS

L’obiettivo era scrivere WRWR 2026 sulla mappa degli Stati Uniti sfruttando esclusivamente il percorso delle moto. Le lettere richiedevano quindi di attraversare il Paese seguendo traiettorie molto precise.

Dietro al progetto c’è la Women Riders World Relay, iniziativa che già nel 2019 aveva coinvolto oltre 20.000 motocicliste in più di 100 Paesi attraverso una staffetta internazionale. Sette anni dopo, l’idea è stata rilanciata con una formula completamente diversa: non un semplice passaggio del testimone, ma una gigantesca opera realizzata viaggiando.

Wendy Crockett, del resto, non è nuova alle imprese estreme. È stata la prima donna a vincere l’Iron Butt Rally nel 2019 e nel 2022, insieme a Ian McPhee, aveva già stabilito un Guinness World Record percorrendo 129.082 km in un singolo Paese.

Questa volta l’obiettivo non era semplicemente andare più lontano. L’idea era fare qualcosa di diverso usando l’intero territorio statunitense come una sorta di enorme foglio da disegno.

Ed è qui che il progetto è diventato molto più complicato di quanto possa sembrare guardando semplicemente la traccia finale.

Il percorso è stato costruito praticamente a mano

Creare una scritta di queste dimensioni non significa semplicemente aprire un’app di navigazione e impostare una serie di destinazioni. Il percorso è stato sviluppato attraverso numerosi tentativi, cercando strade che permettessero di ottenere lettere riconoscibili senza rendere impossibile il viaggio.

Wendy conosceva già molte delle strade nella parte occidentale degli Stati Uniti, avendo percorso oltre un milione di miglia in moto nel corso della sua esperienza. Procedendo verso est, però, il disegno è diventato più complesso.

C’era poi un problema molto concreto: dove dormire.

Ogni giornata doveva iniziare e terminare in una zona capace di accogliere non soltanto le due protagoniste, ma anche un numero variabile di motocicliste che avrebbero potuto unirsi all’impresa. Una strada perfetta per disegnare una parte della lettera poteva quindi essere scartata semplicemente perché, alla fine della tappa, non esistevano strutture ricettive nelle vicinanze.

Le distanze quotidiane danno un’idea della difficoltà. Il programma prevedeva frequentemente tappe comprese tra 500 e oltre 650 miglia, quindi tra circa 800 e più di 1.000 km. Una tabella di marcia che sarebbe impegnativa anche seguendo esclusivamente grandi arterie, figurarsi rispettando una traiettoria necessaria per completare un disegno.

Quasi 1.000 km al giorno, con guasti e un ricovero

La WR3 Ride non è stata un viaggio riservato esclusivamente alle due protagoniste. Durante il percorso decine di motocicliste si sono unite per singole giornate o per più tappe, mentre nel momento di maggiore partecipazione il gruppo è arrivato a circa dieci moto.

Questo ha aggiunto un’altra difficoltà. Gestire un gruppo con livelli di esperienza differenti per centinaia di chilometri al giorno richiede infatti organizzazione, comunicazione e capacità di mantenere il programma.

E naturalmente non sono mancati gli imprevisti.

Durante il viaggio si è verificato un problema alla valvola della ruota posteriore, risolto direttamente sulla strada grazie all’attrezzatura disponibile. Ben più serio è stato quanto accaduto a Liza Miller, che durante l’ottavo giorno ha dovuto ricevere cure ospedaliere a causa di una grave disidratazione.

Una coincidenza si è rivelata particolarmente fortunata: nel gruppo si trovava una partecipante che lavorava come infermiera e che aveva raggiunto le motocicliste soltanto la sera precedente. Dopo l’episodio ha deciso di modificare i propri programmi per continuare a viaggiare insieme al gruppo e assistere Liza durante la ripresa. Nonostante le difficoltà, il viaggio è proseguito.

Il record che trasforma un viaggio in un’opera sulla mappa

Alla fine, guardando la traccia GPS dall’alto, i migliaia di chilometri percorsi assumono un significato completamente diverso: compare la scritta WRWR 2026, estesa attraverso buona parte degli Stati Uniti.

C’è però una precisazione sui numeri del primato. Il viaggio complessivo viene indicato in 13.581 miglia, mentre la certificazione di Atlas World Records attribuisce al disegno GPS vero e proprio una distanza ufficiale di 13.204 miglia, pari a circa 21.250 km. La differenza deriva dai chilometri di trasferimento e posizionamento non inclusi nella misurazione dell’opera. Il percorso certificato è stato verificato attraverso i dati di tracciamento satellitare.

Al di là delle cifre, l’aspetto più curioso dell’impresa resta proprio il modo in cui è stata costruita. Non una corsa contro il cronometro e nemmeno un semplice tentativo di percorrere più chilometri possibile, ma 24 giorni di navigazione, resistenza fisica e pianificazione per trasformare le strade americane nei tratti di una gigantesca scritta.

Un modo decisamente insolito di utilizzare il GPS. Non più soltanto uno strumento che indica dove andare, ma una vera e propria penna digitale con cui disegnare un intero continente.

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