Questa Triumph T140 750 perde peso e diventa una Desert Sled

Una Triumph Bonneville T140 del 1978 è stata trasformata in Desert Sled da Simon Lancaster: meno peso, scarichi alti, assetto rivisto e tanta voglia di sterrato.

Questa Triumph T140 750 perde peso e diventa una Desert Sled
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 25 ago 2026

Una Triumph Bonneville T140 del 1978, alleggerita, con scarichi alti e aperti, filtri in spugna e un assetto modificato per divertirsi anche sulla terra. Non è una special costruita per restare immobile sotto i riflettori: questa Triumph T140 Desert Sled nasce con un obiettivo molto più semplice, essere guidata.

A realizzarla è stato Simon Lancaster, motociclista britannico che ha iniziato ad andare sulle due ruote da giovanissimo e si è avvicinato alle trasformazioni dopo aver scoperto il mondo del Malle Mile. Prima è arrivata una Suzuki SV650 trasformata in scrambler, poi l’incontro con le vecchie Triumph britanniche ha cambiato completamente direzione ai suoi progetti.

La base scelta è una Bonneville T140, modello che negli anni Settanta portò il celebre bicilindrico inglese nella classe delle 750. Il progetto di Lancaster prende quella meccanica relativamente semplice e la inserisce in una preparazione che mescola desert sled e flat tracker, senza inseguire finiture perfette o componenti puramente decorativi.

Triumph Bonneville T140: il 750 che evolse la T120

La Triumph T140 Bonneville arrivò nei primi anni Settanta come evoluzione della precedente T120 da 650 cc. L’aumento di cilindrata richiese interventi importanti, mentre sulla 750 il cambio a cinque rapporti divenne una delle caratteristiche principali. Fonti storiche confermano per la T140 una cilindrata di 744 cc, oltre al cambio a cinque marce e al freno a disco anteriore.

Era una moto nata in un periodo particolarmente complicato per l’industria motociclistica britannica, ormai sotto forte pressione da parte dei costruttori giapponesi. Eppure la Bonneville continuava ad avere alcuni argomenti molto convincenti.

Uno era il peso. Una prova dell’epoca citata anche nella documentazione storica indicava circa 424 libbre con un gallone di carburante, quindi poco più di 192 kg. Per una 750 di quel periodo era un dato competitivo.

Ma il punto forte era soprattutto la guida. Telaio relativamente leggero, sterzo preciso e un bicilindrico capace di offrire coppia ai bassi regimi rendevano la Bonneville particolarmente efficace sulle strade tortuose.

Sono proprio queste caratteristiche ad aver convinto Lancaster a utilizzare la T140 come punto di partenza. Invece di trasformarla radicalmente, ha eliminato ciò che riteneva superfluo e modificato l’assetto per ottenere una moto ancora più essenziale.

Meno peso e niente componenti inutili

Il primo obiettivo della trasformazione è stato ridurre il peso. La T140 è stata quindi spogliata di buona parte della componentistica non indispensabile. Non viene dichiarato il peso finale misurato della special, quindi è meglio evitare numeri troppo precisi, ma secondo il proprietario la moto dovrebbe essere scesa sotto le 400 libbre, equivalenti a circa 181 kg.

Una parte del risparmio arriva dall’impianto elettrico semplificato con accensione total-loss, soluzione nella quale la batteria alimenta il sistema senza essere continuamente ricaricata dal normale impianto durante l’utilizzo. È una configurazione essenziale, più adatta a una moto destinata a eventi e sessioni relativamente brevi che a lunghi viaggi quotidiani.

Anche la carrozzeria è ridotta al necessario. Dietro compare un parafango in alluminio, mentre la sella è stata realizzata appositamente per il progetto. Il serbatoio in specifica americana, invece, non cerca di nascondere gli anni: conserva volutamente la propria patina.

Graffi e segni diventano parte dell’estetica della moto. Una scelta coerente con un mezzo destinato a sollevare polvere e sporco piuttosto che a essere lucidato dopo ogni uscita.

Scarichi alti aperti e filtri Twin Air

Il bicilindrico della Bonneville rimane il centro visivo e meccanico della preparazione. Sul lato dell’aspirazione sono stati montati filtri in spugna Twin Air, installati attraverso adattatori costruiti appositamente. Ma sono soprattutto gli scarichi a cambiare l’aspetto della T140.

I terminali tradizionali lasciano infatti spazio a due tubi alti e aperti, una configurazione che richiama direttamente le vecchie desert sled e rende la moto molto più essenziale.

L’effetto non è soltanto estetico. Lancaster descrive il sound della Bonneville come una delle caratteristiche più coinvolgenti dell’intero progetto. Non sorprende considerando la configurazione praticamente priva dei voluminosi silenziatori di una moto stradale tradizionale.

È una scelta estrema e legata alla natura della preparazione. Questa T140 non nasce come tranquilla classica da utilizzare per andare al bar la domenica mattina, ma come mezzo da portare su percorsi dove peso, risposta e semplicità contano più del comfort acustico.

L’assetto cambia per darle un’impostazione da flat tracker

La trasformazione non si limita a togliere componenti. Lancaster ha lavorato anche sulle geometrie della Triumph T140, intervenendo su entrambe le estremità della moto. La forcella anteriore è stata abbassata internamente, mentre al posteriore sono stati installati ammortizzatori leggermente più lunghi.

La combinazione modifica l’assetto e rende la moto visivamente più piatta, avvicinandola alle proporzioni tipiche delle street tracker e delle TT racer.

È un intervento importante perché permette di ottenere l’aspetto desiderato senza ricorrere a modifiche esasperate al telaio. La Bonneville resta immediatamente riconoscibile, ma assume una postura più aggressiva.

Il proprietario descrive il risultato come leggero e reattivo. Ed è probabilmente proprio qui che emerge il senso dell’intera preparazione.

Questa moto non cerca di trasformare una T140 in una moderna enduro. Sospensioni, telaio e motore rimangono figli degli anni Settanta. L’obiettivo è piuttosto sfruttare le qualità che la Bonneville possedeva già, riducendo il peso e adattando la posizione della moto a un utilizzo più giocoso.

Una Desert Sled costruita per sporcarsi

La Triumph T140 Desert Sled di Simon Lancaster evita molti degli elementi ormai abituali nel mondo custom. Non ci sono lavorazioni pensate esclusivamente per stupire, verniciature costosissime o una lista infinita di componenti aftermarket.

Ci sono invece una Bonneville del 1978, un bicilindrico britannico, una carrozzeria ridotta, scarichi alti, filtri in spugna e un assetto modificato. Persino la patina del serbatoio diventa importante, perché racconta bene la filosofia della preparazione: questa non è una T140 restaurata per sembrare appena uscita dalla fabbrica.

È una moto costruita per eventi come il Malle Mile, dove le classiche e le special vengono realmente utilizzate sulla terra. Ed è proprio partecipando all’evento del 2026 che questa Bonneville ha mostrato il senso delle modifiche.

La T140 era già considerata relativamente leggera per una 750 della propria epoca e la preparazione ha cercato di sfruttare ulteriormente questo vantaggio. Il resto lo fanno un motore semplice, una ciclistica analogica e una quantità minima di componenti tra pilota e strada.

In un panorama custom dove spesso la perfezione estetica viene prima della guida, questa Triumph Bonneville 750 Desert Sled segue quindi una strada differente. Non deve essere perfetta da guardare. Deve essere abbastanza leggera, reattiva e rumorosa da far venire voglia di usarla.

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